ALA: AMBIENTE, PALAZZI E MUSICA PER RIVIVERE IL 700

ALA: AMBIENTE, PALAZZI E MUSICA PER RIVIVERE IL 700

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Ala con la Vallagarina, la Val di Ronchi e la Lessinia rappresenta un avamposto imperdibile del Trentino meridionale.

Famosa per le sete ed i velluti del Settecento e poi, a partire da fine Ottocento e fino alla Grande guerra, come stazione internazionale, la cittadina offre una serie interessantissima di testimonianze storiche ed ambientali.

La nostra giornata inizia sulla Sega, la porta verso la Lessinia, dove sono possibili una serie di agili itinerari ad anello da percorrere sia a piedi che in mountain bike.

La nostra puntata di oggi inizia sui Monti Lessini
Si tratta di un grande altopiano che da Ala scende verso il veronese
Il paesaggio è costellato da queste piccole conformazioni rocciose
Nella nostra giornata avvistiamo molti animali che abitano queste zone: qui una marmotta
E' un territorio splendido, pieno si saliscendi, ideale per trekking e passeggiate, pieno di malghe

Lasciata l’automobile presso i comodi parcheggi della Sega si entra subito in un ambiente contrassegnato dalla cultura dell’alpeggio.

Ci accompagna Tommaso Borghetti del Corpo Forestale Trentino, grande esperto di quest’ambiente sia dal punto di vista botanico, che faunistico e storico.

Percorriamo queste strade sterrate ed ammiriamo queste architetture malghive con il caratteristico tetto in pietra utilizzato un tempo, ci spiega la nostra guida, per evitare i furti di formaggio.

Il paesaggio, modellato dall’uomo dopo aver abbattuto l’originaria foresta e dissodato questi terreni montani, si caratterizza anche per la presenza delle cronelle, ovvero la originali formazioni stratificate rocciose che emergono come veri e priori altari preistorici.

Dopo una pagina che dedichiamo alla Grande guerra, che venne combattuta in modo particolare a passo Buole, Tommaso Borghetti ci parla del ritorno del lupo su queste montagne e delle attività promosse anche in collaborazione con il Comune per conoscere questo predatore.

Si trovano anche trincee della Grande Guerra
Uno scorcio verso la Val dei Ronchi e le Piccole Dolomiti
Tommaso Borghetti con il collega Maurizio Zuani ci hanno guidato in questa escursione
Un esemplare di tritone. Abbiamo avistato anche volpi, camosci e caprioli
Sui Monti lessini vive anche un branco di lupi. Animali molti schivi, è pressoche impossibile incontrarli, queste sono le immagini della fototrappola dall'Archivio Servizio Foreste e Fauna
Un branco di lupi il giorni di Natale 2014. Foto Archivio Servizio Foreste e Fauna PAT

Al ristorante Monti Lessini Paolo e Sandra Trainotti ci prendono per mano e ci invitano in un viaggio a ritroso alla scoperta degli antichi gusti e sapori della Vallagarina. Con un occhio d’attenzione per l’ambiente circostante.

Nella cucina di Paolo si riconoscono infatti le erbe di queste montagne, ad iniziare da un ottimo spaghetto al pesto all’aglio orsino, oltre a piatti a base di selvaggina, carne salaà, formaggi e salumi della zona.

Ci trasferiamo poi al ristorante Monti Lessini alla Sega di Ala dove incontriamo Paolo e la sua famiglia
degustiamo molti piatti della tradizione trentina. Qui un tagliere di formaggi della zona
Maltagliati con ragù di cervo
Spaghetti con pesto all'aglio orsino
I classici canederli
Tortelloni al monte, un formaggio tipico delle malghe dei lessini
Gli strangolapreti
Polenta e funghi
L'immancabile strudel
Paolo Trainotti, lo chef del ristorante Monti Lessini

Scendiamo a valle dove il Sindaco di Ala, Claudio Soini, ci introduce nello “spirito urbano” della città contrassegnato dalle stagioni della seta, dell’industria e dei commerci.

Grazie a questo straordinario sviluppo economico, la città poté ingrandirsi ed abbellirsi di nuovi palazzi e giardini richiamando a sé, ad iniziare da Mozart, l’attenzione di artisti e musicisti di fama internazionale.

Questa epopea rivive in “Ala città di velluto” la manifestazione dentro la quale la città si trasforma in una cornice di storia e di festa dove il divertimento è assicurato.

Nel pomeriggio scendiamo ad Ala e scopriamo palazzo Azzolini, per una giornata aperto al pubblico
Un meraviglioso intreccio di fiori, piante secolari e spazi verdi
Walter con il sindaco di Ala, Claudio Soini
le vie del centro storico di Ala, con la piazza che sale verso la chiesa parrocchiale
viviamo anche la rivisitazione storica dell'Associazione Cukturale Vellutai Città di Ala, in vista di Ala città di velluto, manifestazione che animerà le vie del centro di Ala l'8 9 e 10 luglio

L’assessora alla cultura Antonella Tomasi ci parla di questo evento che intratterrà i numerosi ospiti e visitatori nelle giornate e nelle serate dell’8, 9 e 10 luglio con spettacoli, intrattenimenti, concerti, giochi, percorsi notturni e buona cucina.

Ala vista dalla strada che sale alla Sega
L'interno della chiesetta di San Pietro in Bosco, una chicca tra i vigneti appena a sud di Ala
Altri palazzi storici di Ala

La manifestazione sarà anticipata da una serie di anteprime dedicate alla musica, all’ambiente e alla storia.

Il patrimonio artistico ed architettonico di Ala troverà presto una significativa ed ancor più accessibile cornice nel Polo museale che si costituirà fra Palazzo Taddei e Palazzo Pizzini superiore dove troveranno spazio il Museo del Pianoforte Antico ed il Museo provinciale del Tessuto e delle arti tessili.

L'ultima esperienza la viviamo al museo del pianoforte antico, una collezione privata (ma che presto sarà messa a disposizione di tutti) ospitata a palazzo Pizzini nel centro di Ala
Raccoglie pianoforti costruiti tra il 1770 al 1890 circa
un pianoforte a coda verticale
un organo della collezione
Padrona di casa e sublime artista èTemenuschka Vesselinova

La musicista Temenushka Vesselinova ci introduce a proposito nelle meraviglie del Museo del Pianoforte Antico di Palazzo Pizzini dove ammiriamo una cinquantina di strumenti di varie epoche e dove apprezziamo le rispettive musiche eseguite con grazia e impareggiabile maestria.

Abbiamo tempo ancora per una breve escursione nei vigneti del territorio di Ala, un viaggio che percorriamo in compagnia dell’enologo Massimo Azzolini. Dalla Val dei Ronchi al fondovalle, questo territorio si rivela la terra d’elezione per vigneti internazionali ed autoctoni di tutto rispetto ad iniziare Mueller Thurgau per passare al Pinot grigio, Chardonnay, Marzemino e alla Casetta, vitigno rosso nato proprio da queste parti.