“ALBE IN MALGA” A MALGA SASS

“ALBE IN MALGA” A MALGA SASS

1879
CONDIVIDI
gruppo_girovagando
gruppo_girovagando

Questa è la storia di cinque ragazzi.
Il più vecchio di loro, Andrea, ha 25 anni, il più giovane, Daniel, ha appena finito la quarta superiore, ha 17 anni ed in questo momento circa 50 vacche di razza Grigio Alpina da pascolare e mungere tutti i giorni.

La nostra storia è ambientata a Malga Sass, estremità occidentale del gruppo del Lagorai, in Trentino, in cima a Valfloriana, in Val di Fiemme.

[Modello "responsive" non trovato]

 

2.000 mt circa sul livello del mare, attorno tanti prati a pascolo, circondati da boschi, prevalentemente abeti rossi ma anche cirmoli e larici.

Ai primi di giugno avevo ricevuto una segnalazione per questa serie di eventi, le “Albe in malga”, che sono descritte come appuntamenti per poter vivere la vita della malga, tutto incluso: dormire spartano, la sveglia alle 5, mungere le vacche, fare il formaggio.
A dire il vero non penso subito a me, che qualche malga l’ho pur vista e vissuta. Penso a quanto mi piacerebbe che tutti potessero vivere un’esperienza così, a vedere e capire un altro modo di vita, un altro ritmo, ma soprattutto a cercare di spiegare da dove vengono le cose che mangiamo, come latte e formaggio.
A questo appuntamento (le “ Albe in Malga” sono tante date) siamo circa 25 persone, alcuni turisti, alcuni trentini, alcuni addetti ai lavori.
Dalle 19 di venerdì sera sarà tutto un susseguirsi di esperienze nuove.
L’arrivo in malga, le vacche che pascolano nei prati lì attorno, la sera che scende insieme al silenzio, interrotto solo dai campanacci delle vacche.
La cena insieme, ottimamente preparata da Andrea, giovane e promettente chef che alterna inverni in ottimi ristoranti all’estero ad estati in malga, perché “mi piace pensare di cucinare cibi del mio territorio ed a filiera corta, e allora dove meglio di qua?”
Nel dopo cena, per spiegarci come si svolgerà la nostra “sessione di mungitura”, entra in scena lui,  il condottiero delle bestie, il pastore, l’uomo risoluto che parla con gli animali, li conosce e li guida, un uomo che ti immagineresti saggio, pieno di esperienza e con una lunga barba bianca, in ossequio alla tradizione trentina; bene, il nostro uomo appunto si chiama Daniel, ha 17 anni, spiccato accento bergamasco, ovviamente non ha la lunga barba bianca, ma ci spiega con una naturalezza quasi sfacciata che lui è il pastore, guida le vacche al pascolo, se ne prende cura, le segue e si occupa di mungerle insieme al suo amico Vladimir (che è poi il casaro che ci mostrerà come si fa il formaggio).

Con piglio deciso ci racconta che ci aspetta la sveglia alle 5:30, che dovremo “convincere” le vacche ad entrare in stalla, mungerle e farle tornare all’aria aperta.
Da qui in poi non smetterà mai di rispondere alle nostre domande, disponibile com’è a farci entrare nel suo mondo di pastore ed a spiegarci come mai un ragazzo di 17 anni arriva a fare una scelta cosi radicale, cosi coraggiosa, fare il pastore!
Nel contempo anche gli altri protagonisti della nostra storia si presentano, sono Moreno e Valeria e si occupano della gestione della malga, dai posti letto ai pasti.
Questi 5 ragazzi insieme gestiscono la malga e sono lo spot migliore per la cultura di montagna e per l’intraprendenza giovanile.
Dopo la nottata, trascorsa nelle ottime e fin troppo confortevoli stanze (ci è andata molto bene, mi aspettavo una soluzione molto più spartana!),  la mattinata scorre alla scoperta della mungitura.

Daniel, manco a dirlo, mena le danze aiutandoci a portare le vacche in stalla e ci spiega con cura come pulire le mammelle, dove premere i capezzoli per far uscire il latte, e ci racconto tutto il processo di trasformazione del latte, come viene immagazzinato, controllato e poi lavorato. Il latte una volta immagazzinato viene poi trasportato poco a valle, all’Agritur Fior di Bosco, per essere lavorato.
Tutti sembrano vivere volentieri questa esperienza, l’ambiente è molto rilassato e c’è moltissima curiosità. Tantissime le domande che rivolgiamo a Daniel e Vladimir, che rispondono sempre con competenza e preparazione.

Prima di scendere a valle, per seguire la caseificazione, il nostro programma prevede una passeggiata nei boschi circostanti, accompagnati da Elena, preparatissima accompagnatrice di territorio.
Elena ci apre la mente ad un mondo di conoscenze sconfinato, conosce tutti i nomi di fiori e piante che troviamo, dai fiori piccolissimi agli alberi maestosi, dalle erbe che le vacche non mangiano perché sono velenose a quelle che invece possiamo mangiare anche noi.

E’ un viaggio fisico ma anche mentale in un mondo che conosciamo poco ma che ci attira moltissimo, risvegliando in noi quel senso di appartenenza alla terra di cui ogni tanto ahimè sembriamo scordarci.

Alcuni di noi scendono poi verso l’Agritur Fior di Bosco, dove Graziano ci attende per spiegarci il suo formaggio e per raccontarci con minuzia la storia delle vacche di razza Grigio Alpina.
Perché, giustamente, ci racconta che non tutte le razze sono uguali, e che ve ne sono alcune che sono particolarmente portate per l’alpeggio, come, ad esempio, la Grigio Alpina appunto.
La nostra giornata prosegue poi verso il Monte Cogne, un escursione semplice di un paio d’ore, con partenza da Malga Sass, che ci proietta in un mondo silenzioso e pacifico.

Tra vacche al pascolo, grandi abeti rossi e piccoli ciuffi di crescione, questa due giorni proietta in un mondo che molti pensavano ormai appartenere ai nostri nonni.
Ma cinque ragazzi a Malga Sass dimostrano che non è cosi, che anzi, questo è un modo di vivere, che si può vivere, ed anzi è forse anche migliore di altri.