ALTA VAL DI CEMBRA – AVISIO: UN ESEMPIO BEN RIUSCITO DI RETE...

ALTA VAL DI CEMBRA – AVISIO: UN ESEMPIO BEN RIUSCITO DI RETE DELLE RISERVE

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In Trentino oltre un terzo del territorio è posto sotto tutela: dai grandi Parchi ai siti delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, dalla nuova Biosfera UNESCO ad una moltitudine di piccole aree protette.

Da quasi trent’anni tutto questo garantisce conservazione della biodiversità – ben 3724 sono le specie animali e vegetali censite – e qualità della vita, ma sempre più spesso le aree protette generano anche occasioni ed opportunità di sviluppo sostenibile.

All’interno di questo sistema, una novità degli ultimi anni è rappresentata dalla Rete delle Riserve, uno dei progetti più innovativi nell’ambito della tutela dell’ambiente in Trentino.

La Rete non è una nuova area protetta, ma un modo per gestire e valorizzare aree protette già esistenti di competenza provinciale o comunale.

Si tratta di un patto volontario tra Comuni ed altre istituzioni che lavorano per mettere in rete sistemi territoriali di particolare interesse naturale, scientifico, storico-culturale e paesaggistico.

Sono nove le reti fino ad ora istituite: il Parco Naturale Locale del Monte Baldo, Bondone, Alta Valle di Cembra – Avisio, Basso Sarca, Alto Sarca, Alpi Ledrensi, Fiemme – Destra Avisio, Alto Noce, Val di Fassa.

Obiettivo della Rete di Riserve è di proteggere e valorizzare il territorio sviluppando attività economiche sostenibili a favore delle comunità locali.

Le attività della Rete delle Riserve variano a seconda delle caratteristiche dei territori: si va da progetti tecnici di salvaguardia dell’ambiente all’organizzazione di visite guidate ed escursioni.

La prima rete attivata in Trentino è quella dell’Alta Val di Cembra e Avisio: si estende dalla sommità del Dossone porfirico di Cembra, ricco di boschi e numerose aree umide, sino al profondo solco vallivo inciso dal torrente Avisio.
Comprende i settori di maggior valore naturalistico del territorio: i siti della Rete Natura 2000, le riserve locali (poste principalmente sul crinale del Dossone di Cembra) e il corso del torrente Avisio, collegati tra loro da dei corridoi ecologici funzionali alla corretta gestione della biodioversità.

L’ambiente dell’alta val di Cembra è reso prezioso dalla successione di zone umide (torbiere in diversi stadi di evoluzione) che valorizzano dal punto di vista scientifico e conservazionistico la dorsale montuosa che separa la valle dal solco dell’Adige.

Il territorio cembrano alle quote medio-basse è connotato da estese sequenze di terrazzamenti – in parte vitati – punteggiati da paesi e piccoli insediamenti rurali, rientrando tra i più significativi paesaggi agricoli tradizionali del Trentino.

Il percorso del Torrente Avisio si segnala per la singolarità dei suoi scorci paesaggistici cosi come per i preziosi angoli di wilderness che ancora ospita. Già ora il territorio cembrano è percorso da una rete di sentieri, taluni dei quali (es. il Sentiero del Dürer) sono inseriti in tracciati di respiro transnazionale, sentieri che consentono ai visitatori di fare conoscenza con le emergenze espresse dall’ambiente naturale e dal paesaggio così come con quelle di carattere storico -sociale.