ALTO GARDA, NEL DISTRETTO DELL’ARRAMPICATA

ALTO GARDA, NEL DISTRETTO DELL’ARRAMPICATA

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Tra Riva, Arco e Torbole, scopriamo l’ itinerario lungo il Monte Brione, alla scoperta dei forti della Grande Guerra, recentemente ristrutturati e resi fruibili al pubblico. Scopriamo poi il mondo delle falesie e dell’arrampicata sportiva.

Sarca Valley è ormai considerato un toponimo obbligato ad indicare una delle capitali mondiali dell’arrampicata.

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Arco, capoluogo di questa particolarissima capitale, a sua volta è diventata la “borsa” degli articoli sportivi legati a questo settore con tutto l’indotto e la moda ad esso collegati.

La nostra giornata inizia da Forte San Nicolò, a Riva del Garda.
Saliamo per il sentiero che da questo forte sale lungo il Monte Brione.
Ben presto arriviamo al Forte Garda
L’interno di Forte Garda.
L’interno di Forte Garda
Lodovico Tavernini è la nostra guida per questa giornata, grazie all’aiuto del Mag Museo Alto Garda
Proseguendo, arriviamo al Forte Batteria di Mezzo
Qui visto dall’alto. Si notano le postazioni di tiro rivolte ad Est…
…verso Loppio, appunto.
Lodovico e Walter si incamminano lungo il sentiero. Sullo sfondo il monte Stivo con il rifugio Marchetti
il Trota
Walter in fase di discesa
l’intervista con il Trota
tramonta sul lago, è tempo di salutare
andiamo a far visita a Marco Furlani, Accademico del Cai e storico alpinista della Valle dei Laghi. Ci racconta un po’ di storia d’alpinismo, dagli albori ai giorni nostri.

Le grandi firme sportive definiscono i loro prezzi in base alle quotazioni che vengono fissate nel Garda Trentino così come è vero che le stesse case produttrici sono in corsa per occupare questa piazza tanto ambita.

Anche questa è economia verrebbe da dire. Se è vero che nel solo centro storico di Arco si è sviluppato il più grande centro commerciale a cielo aperto per tutto quanto riguarda il free climbing.

Da qui la nostra curiosità per addentrarci in questo mondo che interpreta alla perfezione lo spirito del luogo del Garda.

Qui l’arrampicata viene pratica tutto l’anno. Le falesie e le palestre di roccia vengono gestite da personale specializzato e alla loro manutenzione partecipano anche le amministrazioni comunali. E si perché questi percorsi per rocciatori sono diventate delle vere e proprie destinazioni turistiche e sportive.

Girovagando in Trentino ne ha visitato una, quella del Belvedere di Nago.

Con Giampaolo Calzà, per tutti il Trota, ci divertiamo su alcuni passaggi di quarto grado che per noi sono la dimensione ideale per l’avventura in roccia.

È incredibile come una guida alpina come il Trota possa svelarti segreti e tecniche che non si immaginavano. <L’arrampicata è una camminata verticale> afferma Giampalo Calzà, a significare che bisogna trovare la giusta padronanza della situazione e muoversi superando paure psicologiche e preconcetti. Al fondo di tutto c’è però la preparazione, il rigore dell’allenamento e l’affinamento dell’esperienza che contribuiscono a strutturare il rocciatore e ad individuare la giusta dimensione relativa alla difficoltà.

Dopo alcune ore di piacevole arrampicata raggiungiamo l’abitazione di Marco Furlani, anch’egli guida alpina, nonché accademico del Cai.

Marco è una sorta di patriarca della Valle del Sarca ed è oggi impegnato nella ricostruzione storica delle vie classiche che hanno reso famosa questa località nel mondo.

Con Marco Furlani ripercorriamo la storia dell’alpinismo nel Basso Trentino e ricordiamo l’esperienza di un alpinista classico che ha incontrato, nel corso degli anni 70, l’arrampicata sportiva. Nelle sue imprese c’è sempre stato l’alpinismo delle origini che a sua volta è stato rivisitato in chiave moderna facendo tesoro anche dei legami di amicizia che spaziano dei grandi rocciatori di un tempo come Cesare Maestri ai giovani ribelli che, seguendo le orme di Bridwell, si sono arrampicati con il sistema sportivo sulle falesie e le pareti di casa nostra.

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