CAMOSCIO, MUFLONE E STAMBECCO AMICI DELL’UOMO

CAMOSCIO, MUFLONE E STAMBECCO AMICI DELL’UOMO

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta della fauna delle Alpi. In modo particolare oggi ci occuperemo del camoscio assieme ad altre due specie di bovidi: il muflone e lo stambecco.

938
CONDIVIDI

Il camoscio è, fra gli ungulati presenti nel Trentino, il più rappresentativo della famiglia dei bovidi. Tipico delle aree alpine, ha in realtà nell’ultimo decennio conquistato anche le aree di più bassa montagna, arrivando in molte aree ad essere presente nei fondovalle. Basti pensare che dei circa 130.000 camosci presenti nell’arco Alpino quasi il 40% è quello presente nel Trentino-Alto Adige.

Enrico Ferraro, tecnico faunistico, ci spiega che, dopo aver raggiunto i valori minori di presenza nel secondo dopoguerra, in cui era estinto in molte aree del Trentino, grazie ad una corretta gestione iniziata negli anni ’70 e ad una serie di reintroduzioni, ad opera soprattutto dell’Associazione Cacciatori Trentini e delle Riserve comunali di caccia, ha ormai superato i 25.000 capi di consistenza.

Il muflone è una specie non autoctona, introdotta nel territorio Trentino, come nelle altre aree di presenza italiane a partire dagli anni ’70. Attualmente in Trentino troviamo una decina di nuclei, che complessivamente superano di poco i 1500 capi censiti, la maggior parte compresi in Val di Fassa, dove in quattro sub-polazioni sono presenti dai 600 ai 700 mufloni.

Questa esperienza di reintroduzione ci viene raccontata da Paolo Detomas della Riserva di Vigo di Fassa e da Giorgio Bernard Rettore della Riserva di Canazei.

Lo stambecco, dopo che era stato estinto da quasi tutto l’arco alpino ancora alla fine del 1700, e sopravissuto solo in un ristretto nucleo di quello che diventerà il futuro Parco Nazionale del Gran Paradiso, fu reintrodotto a Pozza di Fassa grazie all’opera dei cacciatori della Riserva, che rilasciarono una decina di esemplari fra il 1978 ed il 1979. Oggi, dopo un grosso calo demografico conseguente alla rogna sarcoptica, si contano circa 300 capi nell’area della Marmolada, al confine Trentino-Veneto. Nella parte orientale del Trentino vi sono le altre due colonie del Sella e del Parco Naturale Paneveggio e Pale di San Martino, quest’ultima anche frutto di una reintroduzione fatta all’inizio del 2000. Nel Trentino Occidentale troviamo la colonia dell’Adamello e quella del Parco Nazionale dello Stelvio.

Di queste esperienze ci riferiscono Simone Zulian della Riserva di Pozza di Fassa e l’amico Giorgio Locatin.

La puntata si chiude con uno sguardo alle attività umane che in alta montagna sono fonte di ispirazione artistica. Sentiremo in proposito il musicista Claudio Dalla Riva ed il pittore Giulio Tasca.