CANTINA DI TOBLINO

CANTINA DI TOBLINO

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Una cantina, il suo territorio, il suo genius loci – 8 dicembre 2012

Questa settimana ci occupiamo di vino e territorio. Siamo in Valle dei Laghi e più precisamente a Castel Toblino, un luogo che sicuramente rappresenta una delle immagini più caratteristiche del Trentino.

Il lago di Toblino

Circondato da un rigoglioso e caratteristico canneto e da una vegetazione particolarmente interessante, il lago è oggi un biotopo molto apprezzato e frequentato. Attorno al lago si trovano delle curiose quanto rarissime specie di sequoie monumentali oltre a vaste zone boscate ricche di lecci, salici e querce a conferma del clima mediterraneo che lo circonda. Nella zona più bassa prosperano piante di alloro, rosa mirino, limone e olivo. Quanto alla fauna, va citata almeno quella lacustre. Oltre alle specie ittiche (per esempio la trota), il maggior interesse è rappresentato dagli uccelli acquatici: sono presenti, oltre alle specie più comuni (papere, cigni, folaghe…) il germano reale, l’usignolo di fiume, lo svasso maggiore e l’airone cinerino.

Vendemmia tardiva

La nostra giornata inizia dalla vendemmia. Avete capito bene, siamo ai primi di dicembre (quando registriamo questa puntata), ma qui si vendemmia ancora. Stiamo parlando di un’uva bianca autoctona, il Gold Traminer, che viene vendemmiato a fine autunno proprio per coglierne i migliori sapori al limite della maturazione in pianta. La Cantina di Toblino, spiega il suo presidente Bruno Lutterotti, si è specializzata in questi anni in diversi vini passiti, risultato del lento appassimento delle uve. Fra questi, il vino principe rimane il Vino Santo Trentino che scopriamo assieme all’enologo Lorenzo Tomazzoli e la collega Stefania Montagni. Il Vino Santo Trentino, (attenzione: non vin santo…), si ricava dalle uve di Nosiola messe ad appassire per lunghi mesi sulle caratteristiche “arele”. Da questo lunghissimo periodo di appassimento l’uva ne ricava le cosiddette muffe nobili che impreziosiscono questo vino unico, quanto raro. Assieme al direttore di questa cantina, Giannantonio Pombeni, andiamo alla scoperta del genius loci di questo territorio, vale a dire del suo spirito del luogo.
L’enologo Renato Segnana che ci presenta due vini che consigliamo: il Limarò, ottenuto da uve rosse appassite, e Antares, un Trentodoc ottenuto da uve Chardonnay in purezza. Prosit!

freccia_rossa Cantina di Toblino
Via Longa 1, Sarche di Calavino 38072 (TN)
Tel: 0461 564168 – Fax 0461 561026
www.toblino.it

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Il genius loci di un territorio

Il genius loci è il risultato delle caratteristiche fisiche di un territorio, con il suo terroir, il suo terreno ed il suo clima, unito alle tradizioni, alle conoscenze e alla capacità umane che esprime una determinata comunità umana. Da questo assemblaggio di fisicità e valori ne discende una precisa identità che nel caso della Cantina di Toblino diventa un punto di incontro climatico e culturale fra nord e sud. Questa cantina si trova infatti nel punto di congiunzione fra le Giudicarie e la Valle del Sarca, dove i terreni dolomitici e granitici trasportati dal Sarca si incontrano con quelli del fondovalle. Da questo incontro, che è fatto anche dai venti che scendono dalle gole del Limarò a nord con l’Ora del Garda a sud, si sviluppa un microclima particolarmente ideale sia per i vini passiti, sia per le colture biologiche. Silvano Graziadei, esperto viticoltore e socio della Cantina di Toblino, ci spiega come questa struttura cooperativa stia convertendo i propri terreni e quelli di tanti soci alla filosofia della viticoltura biologica. Una scelta, spiega Silvano, che inizia dal rispetto del viticoltore per se stesso e della propria salute ed abbraccia poi un vero e proprio progetto etico ed ambientale rivolto ad una viticoltura ad impatto zero. La Cantina di Toblino si trova inoltre nel punto di incontro di diverse offerte di un territorio che è diventato la meta ideale per la vacanza attiva lungo tutto l’anno. Qui troviamo infatti piste ciclabili, pareti straordinarie per l’arrampicata sportiva, itinerari storici, passeggiate ed escursioni di gran classe.

A tavola: ristorante “Hosteria” di Cantina di Toblino

Marco Pederzolli, ci presenta a riguardo il punto vendita e l’Hosteria di Toblino. L’ospite può trovare una rassegna sterminata di vini e prodotti sia a livello locale, che internazionale. Lo chef Guido Bosinelli ci presenta la cucina ed i menu dell’Hosteria, con un menù appositamente concepito per la troupe di Girovagando e utilizzando i migliori prodotti del territorio come i bocconcini di trota marinata con crostini caldi e misticanza di verdura, le tagliatelle all’uovo con trota salmonata e affumicata, i tortelloni in farcia di castagne.

La valle dei Castelli

Il nostro sguardo si perde ancora alla ricerca di nuove mete. Oltre a Castel Toblino in valle troviamo infatti Castel Madruzzo, Castel Terlago e Castel Drena. Altra passeggiata è la vecchia mulattiera che da Castel Toblino sale fino a Ranzo, da dove, prendendo l’antica via detta di San Vigilio si giunge all’omonima chiesetta nella quale, dal bel pulpito in ferro battuto e pietra il Vescovo di Trento avrebbe predicato ai fedeli di campagna. Tutti i borghi della valle custodiscono piccoli “tesori” architettonici che creano angoli suggestivi, meta di visitatori in qualsiasi periodo dell’anno.

Le passeggiate geologiche e archeologiche

La Valle dei Laghi consente ad appassionati e curiosi di viaggiare ancora più a ritroso nel tempo, visitando diversi siti di notevole pregio. Quella del sentiero Stoppani è una passeggiata geologica che si snoda nei pressi dell’abitato di Vezzano, è un itinerario che collega dieci pozzi glaciali, detti anche “marmitte dei giganti”. Sono grotte di diverse dimensioni originate da una lenta e continua azione erosiva di acqua e sedimenti morenici durante l’ultima glaciazione. I pozzi glaciali sono fonte di interesse e di studio da parte del Museo Tridentino di Scienze Naturali e della Società Italiana di Geologia. La passeggiata archeologica di Cavedine è un itinerario che consente di ammirare antichi reperti romani e preistorici come la fontana romana, la “carega del diaol” (monumento funebre del III sec.d.C.), la grotta preistorica detta la “cosina” e numerosi lastroni di pietra su cui sono visibili incisioni rupestri del periodo retico. La valle è percorsa dall’antica strada romana, dove si trova a tratti la tipica selciatura (lapidus lastrata), che collegava la Valle dell’Adige con il Garda passando sul crinale che divide la Valle di Cavedine dalla Valle del Sarca. Chi cerca momenti di silenzio e raccoglimento e chi ama l’arte sacra, troverà in valle numerose chiese, cappelle e antichi luoghi di culto. Da non perdere il Santuario votivo della Madonna di Lourdes a Cavedine, piccolo grande paradiso di fiori nella parte alta del paese, un luogo dove il turista può respirare un’atmosfera di pace ammirando l’invidiabile panorama del Monte Bondone. Molte altre sono le bellezze che attendono il turista.

Ogni singolo paese della valle custodisce tesori architettonici, angoli suggestivi ed offre momenti di festa e rievocazione che stupiranno e cattureranno l’attenzione del viaggiatore, facendogli vivere momenti autentici e indimenticabili.

testo di Walter Nicoletti
foto di Agh

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