venerdì, maggio 15, 2020

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Val di Fassa: la neve come esperienza fra sport ed escursionismo

 

La prima tappa della nostra giornata riguarda la val Duron che raggiungiamo a partire dall’abitato di Campitello di Fassa.
Incuneata fra il Sassopiatto e il Gruppo del Catinaccio, la valle presenta un’altitudine media di circa 2100 metri, dai 1850 del Rifugio Micheluzzi ai 2204 del Passo Duron.
Presso il rifugio incontriamo Davide Bernard che con la famiglia gestisce questo rifugio che funge, di fatto, come porta di accesso di questa valle.
La valle, spiega Davide, rappresenta una grande tesoro naturalistico se pensiamo alla sua posizione geografica e alla ricchezza faunistica e floristica che la caratterizza.
Per questo motivo la valle viene anche considerata un Sito di importanza comunitaria di grande rilevanza e per questo viene tutelata con particolare attenzione.

 

Con Davide Bernard percorriamo la val Duron calpestando la neve ed immergendosi in questo cuore dolomitico pianeggiante.
Davanti a noi l’omonimo passo ed i silenzi che caratterizzano l’inverno a queste quote.
Davide ci parla delle tante iniziative che si svolgono presso il rifugio, aperto sia nel periodo invernale che in estate.
Diverse stanze ben curate ne fanno un punto di ospitalità per coloro che amano una vacanza defilata e tranquilla con tutti i confort di una struttura organizzata, ma con in più una dimensione ambientale del tutto unica.
In valle vengono promossi regolarmente diverse attività che vanno dallo sci alpinismo all’escursionismo, dagli itinerari con le racchette da neve alla e-bike.
Siamo poi a Passo San Pellegrino, sopra a Moena per presentare la 23ma edizione della Scufoneda.

 

Felice Canclini è il Presidente degli Scufons del Cogo, i simpatici organizzatori di questa manifestazione che si volgerà nell’area Ski di Lusia-Passo San Pellegrino dall’11 al 15 marzo. Felice ci descrive le origini di una manifestazione che intende rilanciare la cultura dello sci partendo dalla tecnica Telemark fino al free ride.
Giuliano Pederiva, Istruttore Telemark ed animatore degli Scufons del Cogo, ci descrive le tante attività di una manifestazione che quest’anno assumerà una declinazione green rilanciando le buone pratiche che intendono eliminare in quota l’utilizzo della plastica e di altri imballaggi dannosi all’ambiente.
Con Renzo Minella, Direttore Marketing della Ski Area Lusia – San Pellegrino, ripercorriamo queste località che saranno il teatro di una manifestazione che intende rilanciare la cultura dello sci in tutte le sue dimensioni.
La giornalista specializzata Virna Pierobon ci descrive infine le tante attività sia sportive che culturali e gastronomiche che caratterizzano la Scufoneda.
Fra le tante occasioni di intrattenimento ricordiamo presentazioni di libri, yoga, serate dedicate all’avventura, escursioni guidate, discese con maestri ed istruttori.
Tutte le informazioni: www.scufons.com

Alpe Cimbra: la neve del divertimento e dell’esperienza

 

L’Alpe Cimbra prende il nome dall’antica popolazione di origini germaniche che attorno al 1200 iniziarono ad occupare questi altipiani per dissodare i terreni e tagliare le abbondanti foreste.
Oggi questo mito rivive in tante manifestazioni a sfondo turistico e rappresentano tante occasioni per coccolarsi e divertirsi dopo le abbondanti sciate.
Alpe Cimbra significa innanzitutto oltre sessanta piste per un totale di ben 104 chilometri di sviluppo alle quali si aggiungono due aree per lo sci nordico rappresentate da Malga Millegrobbe e Passo Coe.
Arianna Toller dell’Apt dell’Alpe Cimbra snocciola questi dati all’inizio di puntata riservando una particolare attenzione all’accessibilità di questi itinerari che risultano particolarmente indicati per la famiglie ed i bambini.

 

Con Michele Perna, Capo Area di Folgaria Animazione, ricordiamo i tanti appuntamenti che caratterizzano questo fine settimana e che vedono come protagonista il carnevale.
Anche le piste da sci sono l’ideale cornice per momenti di intenso divertimento e svago all’insegna del travestimento e della trasgressione.
A Passo Coe facciamo sosta presso il noleggio di Silvano Moratelli, esploratore di questi territori ed esperta Guida di Mountain Bike. Dal passo ci aspetta un percorso sulla neve che percorriamo con una particolarissima bicicletta. Si tratta della fat bike elettrica che, grazie alle gomme particolarmente larghe bene si adatta ai sentieri e ai percorsi sulla neve battuta.

L’altopiano delle Coe si presenta in tutto il suo splendore invernale con i grandi abeti ancora ricoperti di neve ed i silenzi che caratterizzano questo paesaggio.
Ripercorriamo questo piacevolissimo anello con Lucia Roncador della Scuola Sci Scie di passione che ci parla delle tante opportunità per praticare lo sci nordico sia dal punto di vista sportivo sia da coloro che si avvicinano per la prima volta a questo ambiente.
Siamo poi a Luserna, capitale trentina della cultura cimbra, per parlarvi del Trato marzo, un’antica manifestazione con la quale un tempo si chiudeva l’inverno e si dava il benvenuto alla primavera attraverso canti e fuochi propiziatori. Accanto ai roghi d’addio alla stagione invernale si inscenavano dei canti d’amore rivolti alla nuove coppiette che si formavano negli antichi villaggi. Questa tradizione rivive ancora oggi a Luserna come ci ricorda Fiorenzo Nicolussi Castellan, Presidente del Centro di Documentazione di Luserna. Presso il Centro, ci ricorda l’amico Fiorenzo, verranno organizzate prossimamente anche alcune mostre che avranno come protagonisti gli orsi ed i lupi delle Alpi.
Sulle piste di Lavarone raggiungiamo poi la Mirko Lanzini della Tana incantata per un pranzo dedicato alla tradizione in un ambiente ligneo che ricorda le vecchie case nella foresta.

Con Stefano Carbone, Direttore della Scuola Sci Scie di passione ricordiamo poi l’impegno degli operatori dell’Alpe Cimbra per l’abbattimento delle barriere e per consentire l’utilizzo degli impianti ai disabili con personale specializzato per l’accompagnamento sugli sci riservato alle persone meno fortunate.
Arianna Toller ci ricorda infine i tanti Kindergarten e Babypark che costellano gli impianti di risalita dell’Alpe Cimbra.

VAL DI RABBI: CON GLI SCI ALLA SCOPERTA DELLA NATURA D’INVERNO

 

Siamo alle Fonti di Rabbi, una località famosa per le acque termali inserita in una vallata dai tipici masi di montagna e da percorsi di facile percorrenza che conducono alle malghe soprastanti. In questa particolarissima valletta alpina si dipartono poi itinerari di più elevate difficoltà e percorrenza fino a diventare dei veri e propri trekking ed escursioni alpinistiche all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio.
Oggi scegliamo un itinerario di sci alpinismo che in meno di due ore ci condurrà verso Malga Monte Sole ad una quota di poco superiore ai 2000 metri.
Sono con noi diversi amici del Soccorso alpino del Trentino provenienti dalle diverse stazioni della zona.

Massimiliano Gasperetti, Tecnico del Soccorso Alpino Trentino, ci parla innanzitutto dell’Artva, lo strumento utilizzato nella ricerca di persone travolte da valanghe.
Quello che vogliamo comunicare oggi è infatti l’importanza della prevenzione e della sicurezza in un’escursione con gli sci d’alpinismo.
Fondamentale, afferma Gasperetti, è lo sguardo alle previsioni del tempo ed un’attenta valutazione dei pericoli riguardanti le valanghe. Una buona pianificazione dell’escursione, tempi di percorrenza inclusi, è fondamentale così come è fondamentale utilizzare l’Artva in modo corretto.
In primo luogo avviando l’apparecchio regolato sulle giuste frequenze per posizionarlo negli strati intimi dell’abbigliamento affinché non venga disperso in caso di valanga.
Fondamentale è poi il controllo con l’apparecchio del compagno di escursione per verificarne il collegamento.
Mentre camminiamo in questa cornice di natura davvero straordinaria ammiriamo l’ambiente invernale all’interno del Parco ed apprendiamo le corrette tecniche di risalita con gli sci con le classiche “pelli di foca”.

Anche la preparazione dello zaino vuole la sua parte e Massimiliano non manca di elargire preziosi consigli: con noi portare sempre un ricambio, la pala da neve, le sonde, il kit di pronto soccorso e alcune barrette, oltre naturalmente ad una piccola borraccia, gps, cartine, picozza, casco, guanti e ramponi.
La giornata è anche l’occasione per vivere il felice connubio fra natura e gastronomia con un’ottima ed abbondante colazione preventiva che abbiamo consumato presso l’Agritur Il tempo delle mele di Caldes e poi con il pranzo presso Malga Monte Sole in compagnia del gestore Matteo Zanella.

 

Malga Monte Sole rappresenta un esempio di struttura d’alta montagna aperta anche d’inverno che, oltre all’ottima cucina, offre anche possibilità di soggiorno in confortevoli stanze con vista totale sulle montagne innevate.
La giornata prosegue con altre esercitazioni del Soccorso alpino: dalla ricerca di autosoccorso nella neve con l’utilizzo dell’Artva ad altri consigli utili per orientarsi in montagna d’inverno.
È tempo di rientrare a valle, calziamo gli scarponi e gli sci e seguiamo un esperto. Si tratta di Andrea Albertini, maestro di sci della valle di Non e componente del Soccorso Alpino Trentino che ci illumina di consigli e tecniche sullo sci fuori pista nel rispetto della natura e della nostra sicurezza.

ALTO GARDA: IL FASCINO INVERNALE DELL’ARRAMPICATA

 

Siamo a San Martino, piccola frazione leggermente a nord di Arco, dove ci attende la guida alpina Giampaolo Calzà, per gli amici Trota.
Oggi visitiamo la falesia di arrampicata nota a tutti gli appassionati come Policromuro. Si tratta di una compatta palestra di roccia di origine sedimentaria dove si snodano ben 89 itinerari che variano dal 5a all’8a.
Un luogo attrezzato dal comune di Arco in collaborazione con l’Azienda di promozione turistica e realizzato con l’occhio puntato alla famiglia e ai servizi.
In questo modo, spiega Giampaolo Calzà, è cresciuto il distretto dell’arrampicata dell’Alto Garda, facilmente usufruibile anche d’inverno.
Assieme all’amico Trota percorriamo alcuni sentieri lungo il Bosco Caproni.
Un’area naturalistica che si estende per circa 44 ettari alla base del fianco occidentale del Monte Stivo ed è accessibile comodamente dalla frazione arcense di Massone. L’area prende il nome dalla famiglia di Gianni Caproni, ingegnere areonautico noto come “pioniere dell’aria”, nato proprio a Massone nel 1866, che acquistò questi ed altri terreni e che, con intento di bonifica e rimboschimento, garantì lavoro a decine di famiglie povere nel periodo fra le due guerre.

 

Dal punto di vista della flora – apprendiamo dal sito dell’Azienda di promozione turistica – si registra qui la lecceta più settentrionale d’Europa a cui si affiancano altre specie mediterranee, olivi e piante di castagno secolari, oltre alla vegetazione spontanea (rovi, carpini, ciliegi selvatici).
Altra particolarità fonte di grande attrattiva sono le antiche cave di oolite, attive fino agli inizi del Novecento che, scavate profondamente nella roccia del dosso di Vastrè, si presentano con grandiosi antri oscuri.
Lungo il percorso, scopriamo altri itinerari di roccia che alle volte penetrano addirittura dentro queste cave garantendo agli appassionati particolari allenamenti in caso di cattivo tempo.
Arrivati al culmine del dosso di Vastré ci incamminiamo lungo la linea delle trincee ed anche qui ammiriamo un manufatto difensivo che gli Austriaci avevano costruito durante gli anni difficili della Grande Guerra.
Siamo poi a Riva del Garda per la 44ma edizione di Hospitality, la fiera dedicata all’accoglienza turistica ed ai servizi ad essa dedicati.
Carla Costa, responsabile per l’area fieristica di Riva del Garda Fierecongressi, ci parla di questa manifestazione che ha ospitato 561 espositori con migliaia di visitatori.
La Fiera, spiega Carla Costa, è sempre l’occasione per rilanciare anche i temi dell’innovazione e della formazione.

 

La qualità è dunque al centro del turismo come ci spiega lo Chef Peter Brunel impegnato ai fornelli per una serie di showcooking.
Alessandra Albarelli, Direttrice di Fierecongressi Riva del Garda, ci parla delle strategie di comunicazione per intercettare gli interessi ed i bisogni delle nuove generazioni digitali, i cosiddetti millennials, mentre con Massimo Fia, direttore di Agraria Riva del Garda, ci immergiamo nelle tematiche che legano il mondo dell’agricoltura alle produzioni di qualità e al turismo.

MONTE BONDONE: ATMOSFERE DA VIVERE

 

Il Monte Bondone, la montagna della città di Trento, ci attende con alcuni plus che meritano la nostra attenzione: vicinanza con le grandi arterie delle Alpi e prossimità con il capoluogo, piste ideali per principianti e famiglie, ma anche per allenamenti sportivi di elevata prestazione. Sci in notturna ed un sistema di accoglienza alla portata di tutti.

 

Sono le caratteristiche che ci vengono ricordate in apertura di puntata da Jennifer Perenzoni dell’Apt di Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi la quale si sofferma su un evento sportivo d’eccellenza: la Viote Monte Bondone Ski Marathon, giunta quest’anno alla sesta edizione ed in calendario il 22 e 23 febbraio. Sono previste competizioni nella tecnica classica e tecnica libera lungo percorsi accattivanti per scoprire l’ambiente incontaminato ai piedi delle Tre Cime del Monte Bondone con sullo sfondo le Dolomiti di Brenta.
Con i maestri di sci Lorena Boniciolli e Sergio De Paoli, della Scuola Italiana Sci del Monte Bondone percorriamo poi queste piacevoli piste perfettamente innevate grazie anche alla passione del personale tecnico di Trento Funivie.
Ammiriamo il moderno Snow Park, gli spazi dedicati alle famiglie e ai bambini, le strutture dedicate alla scuola di sci e ai primi passi.

 

Siamo poi con Pietro Borgogno dell’Associazione Maestri Sci e Snowboard Cristallo che ci parla dell’intenso lavoro di promozione di una struttura educativa che si rivolge alle tendenze sportive e giovanili nel mondo dello sci.
Paolo Prada, Presidente dell’Associazione Operatori del Monte Bondone, ci parla poi del sistema di offerta della montagna di Trento e delle iniziative di animazione che caratterizzano questa ski area.
Manuela Delpero di Trento Funivie ci illustra la simpatica novità predisposta all’inizio della pista del Palon: una cornice per foto di grande effetto social davanti ad un paesaggio dolomitico da togliere il fiato. Manuela di parla poi dello sci in notturna che è possibile praticare lungo le piste centrali del Bondone nelle serate del martedì e del giovedì e delle grandi opportunità che una versatile soluzione di questo tipo offre per gli sportivi.
Con Nicola Fruner, Direttore della Scuola Italiana Sci Fondo Viote,visitiamo questo circuito dedicato allo sci nordico, anch’esso ideale palestra per allenamenti e piacevoli escursioni vicino alla città e di facile accesso.
Concludiamo con alcuni ricordi in compagnia di Luigi Prada, per oltre cinquant’anni maestro di sci ed Operatore turistico del Bondone.
Luigi rappresenta, come si dice in questi casi, la memoria storica di questa montagna considerata da tutti l’anello di congiunzione fra lo sci alpino delle origini e l’esplosione su larga scale di questo magnifico sport.
Luigi Prada ricorda l’epopea dei pionieri del Bondone con la centro l’esperienza professionale di Graffer, indimenticabile costruttore di impianti di risalita e grande appassionato di questa disciplina sportiva.