CIMA CENGELLO m 2439 e CIMA LASTEATI m 2414

CIMA CENGELLO m 2439 e CIMA LASTEATI m 2414

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Cima Lasteati m 2414 (foto Agh)

Nei grandiosi e solitari paesaggi dei Lasteati in Lagorai – 21/08/08

Questa settimana proponiamo una grandiosa escursione in Lagorai su due magnifiche cime: Cengello m 2439 e Lasteati m 2414. Il percorso è abbastanza lungo, a tratti faticoso, ma si sarà ampiamente ripagati dello sforzo: panorami a dir poco stupendi, a tratti fiabeschi, costellati di laghetti limpidissimi dove osservare piccoli tritoni e velocissime libellule, lo sguardo che spazia a perdita d’occhio su cime, forcelle e vallate. Insomma un pezzo di paradiso terrestre.

Cengello e Lasteati

Non sono cime famose e quindi neppure molto frequentate, e forse proprio per questo hanno un fascino particolare, con visuali inedite della zona del Passo Cinque Croci, con panorami selvaggi e solitari di grande appagamento. Le numerose tracce della 1a Guerra Mondiale, con trincee, fortificazioni, resti di baraccamenti, caverne, aggiungono le cupe suggestioni della storia quando, quassù, si moriva per difendere “quattro sassi”.

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Percorso

La partenza dell’escursione è dal parcheggio di Ponte Conseria m 1468 (pedaggio 3,5 euro comprensivo di gettone per il cassonetto dei rifiuti) dove si lascia l’auto. Si prende la strada forestale a nord di Malga Caserine, sulla sinistra orografica del Rio Conseria, che si inoltra verso “l’Aia del Buso”, una bella radura dalla quale parte il sentiero, inspiegabilmente non segnato sulle carte ma ben tracciato. Si sale con larghi zig zag nel bosco quindi, con un traverso, si sbuca sui pascoli di Malga Conseria m 1821. Di qui si svolta in direzione Passo Cinque Croci, percorrendo un breve tratto del sentiero n. 326, fino al monumento ai caduti presso l’ex Cimitero di Guerra a quota 1938, dal quale si prende l’evidente sentiero che procede verso sud est (anche questo non è un sentiero ufficiale ma è indicato sulle carte come traccia nera). Col Cengello di fronte percorriamo il bellissimo sentiero quasi pianeggiante che si inoltra fra mughi e pini cembri (sbagliando clamorosamente la deviazione al Passo di Lasteati, per altro praticamente invisibile) proseguiamo prendendo invece il sentiero, anzi una traccia che si stacca sulla sinistra e che sale, gradualmente e sempre più vaga, alla bella conca con 2 laghetti a quota 2159 m, ai piedi dei Giaroni del Cengello e al di sotto della ripida parete nord della cima. Sosta d’obbligo per ammirare una prodigiosa fioritura di eriofori, i piccoli e affascinanti tritoni alpini che pigramente si spostano sotto il pelo dell’acqua dei laghetti. La salita alla vetta ci sembra, a guardarla dal basso, a dir poco ripidissima. Dai laghetti rimontiamo il vallone di sfasciumi per una traccia e poi saliamo direttamente la ripida parete erbosa, con tracce qua e là. La parete nord è l’unica accessibile via di salita al Cengello, le altre sono dirupate o a strapiombo. Arriviamo in vetta senza problemi, a m 2439, dopo aver superato una specie di cengia alla base del salto di roccia che permette di rimontare un ripido ma agevole colatoio. Il panorama è davvero grandioso nonostante le nebbie che avanzano da sud.

A Cima Lasteati

Dopo le foto di rito, iniziamo a scendere. Di fronte vediamo emergere dalla nuvolaglia la bella cresta del Lasteati m 2414 con una traccia che sale dalla forcelletta che la separa dal Cengello. Guardiamo l’ora: non è così tardi, la cima non sembra lontanissima così decidiamo di salire anche il Lasteati. Caliamo velocemente alla forcelletta a m. 2304, con evidenti resti di trinceramenti, ed intercettiamo il sentiero n. 373 che ci porta facilmente alla base della cresta. Da lì, risalendo per roccette, con brevi passaggi di 1° grado, tra molte trincee e caverne della prima Guerra Mondiale, arriviamo alla cima, che ci appare sinistra eppure affascinante tra le nebbie, come una specie di Golgota con le sue croci di legno. Il panorama è anche più vasto che dal Cengello. Nell’autunno del 1915 tutto il massiccio di Rava era presidiato dall’esercito italiano lungo la linea da nord-est a sud-ovest, percorrendo cima di Mezzogiorno, Conte Moro, Col della Croce, Forcella Regana, la Forzeleta, Cima d’Asta, Col Verde, Cresta Socede, Forcella Magna, Cima Lasteati, Monte Cengello, Tombola Nera, Forcella Buse Todesche, Croz de Conseria, Malga Caldenave, Malga Rudole, Osteria Crucolo, Cascata della Brentana. Inizia in quel periodo da parte dei battaglioni alpini “Feltre”, “Val Cismon” e successivamente dall’84° Fanteria, la costruzione di imponenti opere difensive. Strade, mulattiere, baracche, caverne e lunghe trincee alcune delle quali sono ancora ben conservate, come l’enorme trincerone a nord ovest di Cima Lasteati, che corre per centinaia di metri sotto la vetta. Raddrizziamo una delle povere croci, fatte coi pali delle baracche e il fil di ferro, quindi scendiamo per percorrere la trincea. Calando per sfasciumi a est della cima, circa 100 metri di dislivello più in basso, rinveniamo la lapide del Ricovero tenente Sante Calvi, con l’iscrizione “274 compagnia Alpini Val Brenta, aprile – luglio 1917”. Il ricovero è crollato, la galleria di accesso è un cunicolo nel terreno ingombro di macerie. Inevitabili i soliti pensieri tristi per i tanti uomini morti tra queste vette. Caliamo lentamente, per quasi un’ora, sulle placconate di roccia ammirando i panorami sulla zona di Passo Cinque Croci, per arrivare ai meravigliosi Laghetti di Lasteati a circa 2000 m di quota. Dalla cima del Cengello si potevano vedere ben 8 laghetti, e anche di più se si contavano le pozze senza nome sparse in giro, e quelli delle Buse Todesche. Ai laghetti di Lasteati incontriamo un simpatico pastore, Renato Fronza da Roncegno, da decenni malgaro a Malga Conseria. Sta badando, aiutato dal suo cane, al suo gregge con 100 pecore, alcune capre e 2 asini. Dopo quattro chiacchiere ed una certa ritrosia iniziale, piglia confidenza e ci chiede se possiamo fargli delle foto, anche a pagamento! Gliele facciamo, ovviamente gratis: gliele porteremo alla prossima occasione. E’ ormai sera, rientriamo per il lungo sentiero che ci riporta a Ponte Conseria, scendendo stavolta dalla traccia che da Passo Lasteati cala fino a poco prima dell’ex-cimitero di guerra, quindi a Malga Conseria per sentiero n. 326 e poi giù fino al parcheggio.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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