CIMA LOVERDINA m 2237 – DOLOMITI DI BRENTA

CIMA LOVERDINA m 2237 – DOLOMITI DI BRENTA

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Panorama della Val di Non dalla Cima Loverdina:(foto Agh)

Panoramica escursione nel Gruppo di Brenta nord orientale – 18/09/2010

Cima Loverdina di m 2237 è una bella e panoramica vetta nel Gruppo di Brenta nord orientale. Non ha gli scorci vertiginosi tipici di altre zone del Brenta, ma offre comunque una bella varietà di paesaggi: dalla grandiosa vista sulla Val di Non alle meravigliose conche verdi dei pascoli di Malga D’Arza e Malga Termoncello, fino ai rocciosi e severi contrafforti del Castelaz, di Cima Val Scura e delle cime del selvaggio sottogruppo della Campa.

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Salita alla Loverdina

Proponiamo come nostro solito un giro ad anello, con l’ascesa a Cima Loverdina m 2237. La salita per il pratoso ma ripido versante nord non presenta difficoltà, mentre il ritorno per l’affilato crinale sudovest, anche se abbastanza breve, deve essere affrontato con attenzione per il fondo insidioso con ghiaino su rocce che precipitano per ripidi costoni. Superata questa breve difficoltà, il percorso non presenta più problemi. Il dislivello complessivo è modesto (750 m), poiché è possibile portarsi in quota con l’auto fino al parcheggio di Malga D’Arza a m 1500.

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Percorso

Dal centro del paese di Cunevo nella bassa Val di Non (dx orografica del torrente Noce) ci si porta alla periferia ovest dell’abitato, dove parte una strada secondaria asfaltata (indicazioni Malga d’Arza) che sale di quota lentamente e in circa 10 km porta al piccolo parcheggio nei pressi della bellissima radura di Malga d’Arza m 1597. Ci si incammina per la strada forestale/sentiero 330 e si segue l’indicazione per Malga Termoncello m 1852, altro luogo semplicemente meraviglioso con le sue praterie piene di fiori. Osservando ora Cima Loverdina, si scorge chiaramente la via di salita sul fianco nord attraverso un corridoio nei mughi, dove passa una traccia di sentiero che conduce fino in vetta senza difficoltà.

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Il panorama è vasto: si vede il Lago di Tovel, Malga Termoncello dall’alto e soprattutto una grandiosa vista sulla Val di Non. Impressionanti i dirupi e i ripidi ghiaioni della Val Strangola, mentre guardando verso il Passo degli Inferni si scorge la possente Cima Borcola e le altre cime del sottogruppo della Campa. Tocca ora affrontare la discesa in Val degli Inferni: dalla cima si procede con attenzione lungo il crinale di sudovest fino ad un costone ripido con fondo sdrucciolevole, dove si cala per circa 50-60 metri di dislivello, aiutandosi qua e là con le mani fino ad una conca sassosa. Di qui si percorre una traccia di sentiero che corre lungo il crinale in leggera salita e supera con un traverso un po’ esposto uno sperone roccioso. Ora, sempre per il filo di cresta, si cala con facili passaggi di 1° grado per gli ultimi 10 metri fino alla base dell rocce.

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Qui si segue un sentierello che perde leggermente quota e con un traversone raggiunge il vicino Passo degli Inferni m 2212, dove si apre un grande panorama sull’Alpe della Campa con la malga omonima, una zona famosa per le scorribande dell’orso. Volendo allungare un po’ l’itinerario, si può scendere a Malga Campa e rientrare con il sentiero 338/370. Altrimenti, dal Passo degli inferni si cala nell’impluvio della Val degli Inferni con un ripido sentierino ghiaioso, fino a intercettare il sentiero 370. Di qui si rientra per il bel bosco fino a Malga Loverdina m 1768 e quindi a Malga D’Arza da dove siamo partiti. Sviluppo complessivo 10 km, dislivello 750 metri.

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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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