CIMA MANDERIOLO m 2049

CIMA MANDERIOLO m 2049

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Cima Manderiolo (foto Agh)

Facile escursione nel gruppo Cima Dodici – Ortigara – 14 marzo 2009

Cima Manderiolo (chiamata anche Mandriolo o Costalta) è una bella e panoramica vetta della Catena Cima Dodici – Ortigara, che separa la Valsugana dall’Altopiano di Vezzena – Val D’Assa. Le foto si riferiscono ad un’escursione fatta il 30 marzo 2008. E’ un percorso ideale anche in ciaspole.

Cima Manderiolo m 2049

Il versante nord precipita verso la Val Sella in Valsugana con selvaggi e impraticabili dirupi, mentre il versante sud digrada dolcemente verso la Val d’Assa. L’escursione che proponiamo non presenta difficoltà tecniche, salvo la necessità di sapersi orientare piuttosto bene, perché la segnaletica è assai carente, se non del tutto assente. L’orientamento è peraltro abbastanza elementare. Obbligatoria perciò una buona cartina in scala 1:25.000 e magari anche una bella bussola. Il percorso ad anello che descriviamo è piuttosto articolato (leggi incasinato): chi non ha troppa voglia di “ravanare” nel bosco per cercare la retta via può tornare dalla stessa via dell’andata :).

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Percorso

Scollinato il Passo Vezzena, si scende per la Val d’Assa in direzione di Asiago per circa 6 km, fino all’Osteria del Termine a 1290 metri circa. Qui si parcheggia e, poco più a valle (100 mt circa) si prende la forestale che sale sopra l’Osteria. Si prosegue per qualche km inoltrandosi nella Valle Sparavieri: in prossimità di un trivio, senza alcuna indicazione, si abbandona il sentiero principale per tagliare con percorso libero per il bosco rado, cercando di guadagnare la dorsale a nord di Malga Giaugo, dove si apre un’ampia radura. Puntando ora verso nord, si raggiungono facilmente le Casare di Campo Manderiolo 1709. Si prosegue ancora verso nord, seguendo la stradella a monte della malga, fino a intercettare a quota 1774 la strada forestale che proviene dal Fontanone di Val Polestrina. Di qui si taglia ancora verso nord, abbandonando la forestale, e con percorso libero si sale cercando la via più semplice nel bosco rado, salendo su lato ovest del dosso Spigolo dei Fondi. Si sbuca così in una splendida spianata, i Fondi di Campo Manderiolo, si raggiunge in breve quota 1831 e quindi si attacca l’ultima rampa che sale dolcemente il versante sud est fino in vetta, una lunga dorsale quasi pianeggiante. Il panorama dalla cima è veramente grandioso, sulla sottostante Valsugana e Val di Sella, sulla Catena del Lagorai a nord, sull’Altopiano di Vezzena a sudovest, sul Portule ad est.

La discesa

Ora viene il bello per chi ama mettere alla prova le proprie “abilità ravanatorie”. Chi non vuole complicarsi l’esistenza, scenderà come detto per la via di salita. L’obiettivo per il rientro è quello di seguire grossomodo il sentiero estivo 821, che ovviamente sotto la neve è invisibile (e mai come quest’anno dove ci sono ancora metri di neve). Si cala dunque dalla cima con direzione est, verso il Baito a quota 1841 nel bel mezzo dei Fondi di Campo Manderiolo. Si prosegue verso quota 1825 e per una stradella si cala di poco fino a intercettare la forestale che va in direzione di Porta Manazzo. Poco prima di arrivare a Porta Manazzo si taglia in direzione della poco distante Malga Manazzo m 1738, in una splendida conca soleggiata. Si percorre per poco la valletta verso sudest, quindi si scalvaca un costoncino e ci si mantiene in quota puntando il Rifugio Malga Val Formica e passando il Monte Cucco sul versante est, mantenendosi a monte dell’arrivo di uno skilift e tenendo come riferimento successivo la malga Maso Dosso di Sopra m 1731. Di qui si cala ancora di quota per la radura in direzione della Malga Dosso di Sotto, quindi ci si inoltra nel bel Bosco Val d’Anime, cercando di mantenersi, con percorso libero, al centro della dorsale dove il bosco digrada più dolcemente. Bisogna infatti evitare alcuni salti di roccia (facili), tratti di bosco fitto e soprattutto evitare di andare a infognarsi negli impluvi che sono ripidi e disagevoli. Procedendo con attenzione e un po’ di intuito, si riesce a calare di quota senza grossi problemi, sfruttando anche alcuni tratturi che si possono intuire sotto la neve qua e là. Se tutto fila liscio, si arriva finalmente in fondo alla Val D’Anime, dove c’è una forestale sulla sx orografica. La si segue per circa 1 km fino a quota 1395, quando bisogna prestare attenzione ad un bivio con il sentiero pianeggiante si porta sul versante opposto con un lungo traverso che passa 100 mt sopra all’Osteria del Termine, che si raggiunge in breve tagliando per il bosco.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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