CIMON DI VAL MOENA m 2488

CIMON DI VAL MOENA m 2488

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La parte alta della Val Moena (foto Agh)

Un “angolo di Canada” nel Lagorai settentrionale, in Valle di Fiemme – 4/08/2005

Torniamo nella nostra amata Catena del Lagorai, sul versante settentrionale con accesso dalla Valle di Fiemme. Perché amata? Perché a fine luglio, una volta abbandonato il fondovalle, abbiamo incontrato appena 7 persone in tutta la giornata, di cui due erano pastori. Paesaggi da fiaba, silenzio, spazi sconfinati su centinaia di cime selvagge. Oggi saliremo sul Cimon di Val Moena di 2488 metri, che domina la spettacolare Val Moena, un angolo di Canada “trapiantato” in Trentino.

 

Val Moena

Questa lunghissima e splendida valletta alpina (oltre 12 km) parte quasi nascosta dal fondovalle fiemmese in località “Cascata” (bella cascata del Rivo di Val Moena), e si inoltra verso sud ovest fino a raggiungere il crinale della catena del Lagorai alla forcella Busa della Neve m 2367. Salendo, la valle è prima dominata dal Cimone di Val Moena poi, nella parte alta della valle quasi pianeggiante, dalla spettacolare piramide del Cimon delle Stellune di 2605 metri. Il Cimon di Val Moena, con la sua lunga dorsale che digrada verso nord-ovest, divide la Val Moena con la Val Forame ad ovest, altro posto spettacolare, selvaggio e per fortuna non troppo conosciuto. Proponiamo due itinerari, uno con andata e ritorno dalla stessa via, l’altro con giro ad anello e rientro dalla valle parallela del Forame.

CIMON DI VAL MOENA m 2488
quota massima m 2488
lunghezza km. 18 circa
dislivello m 1380
partenza e arrivo quota 1107 (parcheggio) poco a nord di Tabia m 1089
sentieri 8, 317, 317B,
difficoltà EE – escursionisti esperti
tempo 1 giornata
mappa Kompass 626

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Percorso

Dalla strada di fondovalle della Val di Fiemme si traversa il Fiume Avisio poco dopo Castello di Fiemme (uscita “Cascata”) e si risale in auto fino a quota 1107, qualche centinaio di metri a nord di una casupola (Tabia m 1089) dove c’è uno spiazzo di deposito del legname dove si parcheggia. Da qui in avanti il transito è vietato da un cartello. E’ il classico divieto di transito però che fa girare le scatole perché in realtà osserviamo un discreto via vai: il divieto infatti non vale per i residenti in Fiemme (ma perché?), per i cacciatori e, evidentemente, per un sacco di altra gente che ha il permesso di circolare per i più svariati motivi. Sia ben chiaro, noi siamo favorevolissimi ai divieti sulle forestali, ma devono essere divieti “seri”, cioè che valgono per tutti, con poche e motivate deroghe a chi svolge un’attività lavorativa in quota (malgari, forestali ecc). Non si capisce perché mai i signori cacciatori, che uccidono per diletto quegli animali che a noi piacerebbe magari osservare da vivi, possono scorazzare con le loro potenti jeep sulle strade forestali quando tutti gli altri devono andare a piedi. Magari sono poi gli stessi cacciatori il cui esemplare senso civico si manifesta sparando nei cartelli. Ma tralasciamo questa nota polemica per concentrarci sull’itinerario, che non presenta alcuna difficoltà per 3/4 poiché si svolge in gran parte sulla strada forestale, con tratti di sentiero che tagliano qualche tornante. La strada si alza gradualmente di quota costeggiando lo spumeggiante Rivo di Val Moena e traversando bei boschi ombrosi di abete rosso. Raggiunta finalmente Malga delle Càore (capre) a quota 1706, si entra, con un colpo d’occhio spettacolare, nella parte alta della Val Moena: superata la stanga e alcuni giganteschi macigni la valle si apre in una magnifica spianata, sullo sfondo l’ardita piramide di Cima Stellune di 2605 metri. Poco distante dall’imbocco della valle, Malga Nuova e, nei pressi, il bel bivacco con locali sempre aperto. Si percorrono quindi altri 2 km praticamente pianeggianti, fino al cartello col sentiero 317B presso la Stalla Vecchia m 1859. Da qui si inizia a salire seriamente, il 317b è un po’ vago all’inizio perché i segni sono in alto e un po’ distanti. Ci si infila in un valloncello boscoso e si sale a zig zag traversando un torrentello. Il sentiero piega quindi deciso verso nord, raggiunge una panchina sotto ad un gigantesco albero quindi una splendida radura con una baita, ovvero il Baito del Cimon a circa 2000 metri di quota. Il panorama inizia ad aprirsi grandiosamente, il sentiero si impenna risalendo a zig zag i costoni est del Cimon di Val Moena fino a raggiungere la panoramica Forcella del Capitello a 2318 metri. Da qui si domina a sud est la parte alta della Val Moena sbarrata dalla piramide del Cimon delle Stellune (m 2605), a ovest l’ampio anfiteatro del Forame con Cima dell’Inferno (m 2133), a sud il Cimon di Busa Grana (m 2510) , a est il Cimon del To della Trappola (m 2401) dietro al quale c’è il Cermis, Il Castel di Bombasèl (m 2535). Alla forcella del Capitello sorge per l’appunto un capitello alla memoria dei caduti in guerra, eretto dai valligiani nel 1949.

 

Ascesa al Cimon di Val Moena

Da qui in poi comincia la parte più impegnativa, ovvero la salita alla cima. Che non è difficile (qualche raro passaggio su roccette di 1° grado) ma richiede una certa sicurezza poiché non c’è alcun un sentiero: dalla Forcella del Capitello si attacca il costone sud seguendo le incerte tracce sulle rocce, per fortuna la via è indicata da degli ometti in pietra che aiutano parecchio. A questo proposito, una raccomandazione: non buttate giù gli ometti (abbiamo visto anche questo): essi hanno il preciso scopo di segnare la via, e sono utilissimi per l’orientamento soprattutto in caso di scarsa visibilità. Anche noi possiamo realizzare un ometto di pietre che aiuti a individuare il percorso. Non fatelo troppo vicino ad un altro, ma dove manca: da un ometto si dovrebbe poter vedere il successivo. E’ un modo simpatico e utile per lasciare testimonianza del vostro passaggio, gli escursionisti che seguiranno vi saranno grati: a volte un ometto può risolvere situazioni difficili e potenzialmente pericolose come la perdita di orientamento. Seguendo le tracce e gli ometti si risalgono dei ripidi costoni per circa 1 km, fino allo spallone erboso che conduce alla vetta, con un grandioso panorama sulla Valle di Fiemme. Verso sud, sul fianco del Cimon di Busa Grana (m 2510), si scorge lo splendido laghetto del Forame. Il ritorno avviene per la stessa via di salita, seguendo a ritroso con attenzione le tracce e gli ometti fino alla forcella.

 

Il rientro

Chi non vuole difficoltà può tornare per la stessa via dell’andata scendendo per la Val Moena. Per i più “avventurosi” suggeriamo il ritorno per la splendida e selvaggia Val Forame, in modo da concludere il giro con un percorso ad anello. Dalla forcella del Capitello si scende seguendo con attenzione i radi segni (bianco e rosso sui sassi) del sentiero 317B, che più in basso si infila nel valloncello costeggiando il torrente. Si attraversano belle radure, spesso torbose poiché la zona è molto ricca d’acqua. Duecento metri più in alto, verso nord, c’è lo splendido lago del Forame, che proporremo in un’altra escursione. Si scende senza problemi fino alla Malga Forame Alta m 1909, recentemente ristrutturata: poco distante c’è il pittoresco Baito del Pastore. Di qui si rientra seguendo la forestale, oltrepassando la Casera delle Capre, il vivaio Val Grana e scendendo fino al ricongiungimento con la strada che scende da Val Moena, quindi fino al parcheggio.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Dello staff escursioni fanno parte Francesca Tomaselli, maestra di sci, maestra di telemark, già campionessa Italiana di telemark e corsa d'orientamento; Giuliano Pederiva maestro di sci, istruttore nazionale di telemark, accompagnatore di territorio, soccorritore alpino e fondatore di telemark Snow Events. Coordina lo staff Alessio Migazzi, imprenditore nei settori marketing e comunicazione e soccorritore alpino.