COL MARGHERITA m 2545

COL MARGHERITA m 2545

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Salendo alla vetta del Col Margherita, sullo sfondo le spettacolari Pale di S. Martino (foto Agh)

Superpanoramica escursione nella Catena di Bocche – 28 marzo 2009

Questa settimana proponiamo una facile ed entusiasmante escursione al Col Margherita m 2545, nella Catena di Bocche. E’ una gita facile e ultrapanoramica, con dislivello modesto (circa 500 m), priva di difficoltà tecniche e adattissima anche alle ciaspole. Si può fare anche in mezza giornata.

Col Margherita m 2545

La vetta del Col Margherita è in realtà l’ultimo cocuzzoletto orientale che fa parte della lunga dorsale che separa la Valle di S. Pellegrino dalla Val Travignolo. La catena parte ad est di Predazzo, in Val di Fiemme, e si sviluppa verso oriente per circa 20 km fino a Falcade nel Veneto, dove si esaurisce. Il versante settentrionale è ripido e dirupato, mentre questo meridionale digrada dolcemente verso Passo Valles. Le cime principali, tra cui Cima Bocche (m 2745) e Cima Juribrutto (m 2697, vedi anche sul nostro forum)), sono assai frequentate in inverno perché relativamente sicure da valanghe. Il Col Margherita invece è ingiustamente trascurato, offrendo così escursioni meravigliosamente solitarie lontano dalla ressa. I bellissimi Lastei di Pradazzo sono vasti e ondulati costoni che non impongono percorsi obbligati: si possono quindi tracciare decine di itinerari differenti.

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Percorso

Superata di poco Malga Vallazza m 1935 col suo parcheggio già orrendamente zeppo di macchine, ci dirigiamo verso Passo Valles, fermandoci qualche tornante sotto. Calzati gli sci ci inoltriamo in uno splendido e ampio vallone, pressoché deserto, risalendo quindi dei facili costoni fino ad un grandioso anfiteatro circondato da colline e piccole valli. Vediamo da lontano, sulla dorsale dello Juribrutto, grupponi di scialpinisti e ciaspolatori intruppati in una lunghissima processione. Da questa parte, non un’anima viva. Osserviamo ora una grande spalla da superare, individuando il miglior percorso di salita per salire ai Lastei di Pradazzo. Attacchiamo le prime balze ondulate, con grandiosi panorami verso le Pale di S. Martino e il Lagorai. La salita è abbastanza facile, scegliendo bene il tracciato di salita è abbastanza sicura da valanghe, basta stare alla larga dai pendii più ripidi. Con percorso sinuoso guadagnamo lentamente quota aggirando dei collinoni e inoltrandoci in splendide valli e vallette che si susseguono quasi come in un labirinto. Arriviamo al punto chiave, una spalletta ripida di 50 metri superata la quale si sbuca alle spianate soprastanti. Superato il breve dislivello a piedi, rimettiamo gli sci e ci avventuriamo in un altro labirinto di piccole valli, punteggiate di depressioni. Qui nei dintorni ci dovrebbero essere due laghetti, ma è praticamente impossibile individuarli sotto metri di neve. Ci alziamo ancora facilmente di quota “serpeggiando” tra costoncelli e valloni, fino ad arrivare alla grandiosa spianata terminale. Oramai senza alcuna difficoltà raggiungiamo la dorsale dove corre “l’Alta Via della Mariota” e siamo quindi in vetta. Vediamo da lontano un gruppo di ciaspolatori, probabilmente salito in quota con la funivia che sale dal Passo S. Pellegrino. Sulla vicina Cima Juribrutto c’è una ressa come alla metropolitana di Tokyo nelle ore di punta. Qui non un’anima viva. Da urlo il panorama verso Passo S. Pellegrino, Cima Uomo, la Marmolada: alle nostre spalle svettano spettacolari le Pale di S. Martino, verso sud ovest la lunga Catena del Lagorai. Si alza un vento piuttosto gelido, è ora di scendere. Calziamo gli sci e via. Incredibilmente troviamo una valletta con neve compatta e trasformata che ci permette una splendida sciata per quasi 300 metri di dislivello. Altrove la neve è pesante o crostosa, ma seguendo l’impluvio è ben sciabile. Facciamo un tentativo di scendere verso la pista che scende dal Col S. Margherita, ma ci affacciamo su dei dirupi poco raccomandabili. Rientriamo sui costoni più sicuri e con una lunga serie di divertenti diagonali sui dolci pendii dei Lastei di Pradazzo, ci riportiamo su delle ampie dorsali che calano dolcemente verso valle, fino al vallone che ci porta felicemente alla macchina. Riassumendo: gran bel giro tranquillo, solitario e selvaggio a pochi km dalle battutissime Cime di Bocche e Juribrutto. Scegliendo bene il percorso è una gita facile e sicura, ottima da fare anche con le ciaspole.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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