Una curiosa scultura d’alberi: il Roccolo del Sauch

Una curiosa scultura d’alberi: il Roccolo del Sauch

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Percorrendo il sentiero che Albrecht Durer tracciò per spostarsi dalla Germania verso Venezia si giunge in località Sauch dove si trova uno degli esempi meglio conservati di roccolo.

Questa misteriosa quanto curiosa architettura naturalistica è un’ingegnosa creazione per la cattura degli uccelli.

I roccoli erano diffusi in tutte le Alpi ed in particolare in Trentino, vista la particolare conformazione che rende tutt’oggi la regione un corridoio di passaggio molto frequentato dagli uccelli migratori.

La nostra giornata ci porta infine ad affrontare un’interessante escursione.
Percorriamo infatti un tratto del Durerweg, il sentiero che Albrecht Durer percorse alla fine del 1400 per spostarsi dalla Germania a Venezia. Giunto a Salorno dal passo del Brennero, dovette dirigersi verso la Val di Cembra perché la Valle dell’Adige era molto paludosa.
Lungo il sentiero troviamo il Roccolo del Sauch
Si tratta di un antico sistema per cacciare gli uccelli, in particolare i migratori.
Si tratta di una sorta di semicerchio di circa 20-30 metri, il cui perimetro era formato da un’arcata di alberi di forma molto tondeggiante.
Al centro del roccolo venivano posizionati dei rami secchi, piantati nel terreno, molto invitanti per gli uccelli che lì trovano ristoro.
Al momento opportuno l’uccellatore azionava la spauracchio, un lungo bastone con attaccate all’estremità alcune piume che gli uccelli istintivamente scambiavano per un pericoloso rapace
Ci accompagna in questa escursione Roberta Gottardi, bravissima accompagnatrice di territorio.
Proseguendo lungo il sentiero del Durer percorriamo una splendido bosco misto.

Un roccolo, solitamente posizionato su un piccolo dosso, era una sorta di semicerchio di circa 20-30 metri, il cui perimetro era formato da un’arcata di alberi di forma molto tondeggiante.

Al centro del roccolo venivano posizionati dei rami secchi, piantati nel terreno, molto invitanti per gli uccelli che lì trovano ristoro.

Gli uccelli venivano attirati all’interno del roccolo da un richiamo che in tempi antichi era ottenuto dagli zimbelli, ovvero uccellini alla cui zampa veniva attaccata una corda per evitare che scappassero.

Gli zimbelli, cinguettando, richiamavano gli altri uccelli all’interno del roccolo. Quando l’uccellatore notava un numero sufficiente di uccelli nel roccolo, azionava la spauracchio, un lungo bastone con attaccate all’estremità alcune piume che gli uccelli istintivamente scambiavano per un pericoloso rapace. Gli uccelli scappavano radenti al terreno ma incappavano nelle reti, tese tra le arcate che circondano il roccolo, rimanendo intrappolati.

I roccoli furono dichiarati fuori legge nel 1968 ma dal 1993 è possibile utilizzarli per scopi scientifici.

Il Roccolo del Sauch è l’esempio meglio conservato ed oggi viene ancora utilizzato in primavera ed autunno per la cattura di uccelli migratori. Il canto degli zimbelli è sostituito da un richiamo acustico, gli esemplari di uccelli vengono catturati e poi rilasciati dopo averne studiato la provenienza e gli spostamenti tramite il posizionamento di piccoli anelli.