Da MALE’ a RIVA DEL GARDA lungo la via dei migranti stagionali

Da MALE’ a RIVA DEL GARDA lungo la via dei migranti stagionali

Arrotini, segantini, carpentieri: lungo la via dei migranti stagionali, da Malé a Riva del Garda per scoprire i percorsi degli antichi artigiani

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Anche il Trentino è diventato meta di tanti camminatori innamorati dei territori e soprattutto del viaggiare lento.

Il cammino è fonte di benessere interiore e fisico ed è il modo migliore per conoscere l’ambiente e la sua gente.

Ne sa qualcosa Gian Paolo Margonari che da molti anni è diventato un “viandante”.

Dalle mete classiche e quelle meno consuete, Margonari ha sviluppato una vastissima esperienza che ha tradotto in diverse guide, una fra queste è quella che presentiamo questa settimana: “Da Malè (in valle si Sole) a Riva del Garda sulla via dei migranti stagionali”.

L’idea nasce dall’esperienza accumulata in passato e che aveva spinto l’amico Gian Paolo ad esplorare il percorso di Andreas Hofer, patriota e martire sudtirolese, che dalla val Passiria si era spinto fino al Passo del Ballino dove aveva svolto la professione di oste.

Su questo stesso percorso, che univa il lago di Garda alle Alpi, si spostavano ogni anno migliaia di trentini per raggiungere le pianure.

Qui, generazioni di contadini poveri potevano trovare lavoro come artigiani, casari, arrotini, salumieri, imbianchini, venditori di stampe e tanto altro ancora.

Dalla Val di Sole e dalle altre vallate settentrionali della provincia, queste schiere di migranti stagionali percorrevano la val di Sole per raggiungere Madonna di Campiglio attraverso la val Meledrio.

Qui si passava alla Rendena e quindi, attraverso il passo del Duron sotto a Tione, si aveva accesso al Bleggio e al Lomaso. Superato il Ballino si raggiungeva Riva del Garda da cui ci si imbarcava per raggiungere, finalmente, le pianure della val Padana.

Questo itinerario storico è così diventato la Via dei migranti stagionali che si può percorrere interamente a piedi attraverso alcune giornate di cammino seguendo l’attenta guida di Margonari.

La nostra troupe si è soffermata in particolare su alcuni momenti e luoghi che consideriamo significativi lungo il percorso: il Museo della civiltà solandra di Malé, luogo d’elezione per quanto riguarda gli antichi mestieri, l’agritur Maso Pan e il porto di Riva.

A Caderzone facciamo visita alla stalla e al cucina di Giambattista Polla, leader degli allevatori di razza Rendena. Battista, in linea con la tradizione di questi paesi, negli anni 50 è stato anche un moleta (un arrotino, nel dialetto trentino) ed ha raccolto queste ed altre testimonianze in un museo di prossima apertura.

A Riva del Garda, alla fine del nostro itinerario con Gian Paolo Margonari, incontriamo anche lo storico Graziano Riccadonna, dove ripercorriamo la storia del porto commerciale di Riva: un racconto che non ha ancora smesso di stupirci.