DALLE COLLINE AVISIANE ALLA VIGOLANA ALLA SCOPERTA DELL’AGRICOLTURA DI QUALITA‵

DALLE COLLINE AVISIANE ALLA VIGOLANA ALLA SCOPERTA DELL’AGRICOLTURA DI QUALITA‵

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Fra percorsi nella natura e paesaggi rurali prossimi alla città è possibile scorgere alcune esperienze agricole molto significative.

E’ il caso ad esempio di Maso Alto, una struttura settecentesca adagiata in una valletta nascosta delle colline Avisiane.

Questa sella vitata è adagiata a balcone sulla valle dell’Adige fra il comune di Lavis e l’inizio della valle di Cembra.

I tanti passaggi geologici hanno fatto in modo che il ritiro dei mari abbia lasciato sul sostrato roccioso un fertile terreno argilloso, segreto e sostanza di una viticoltura vigorosa ed altrettanto promettente.

E’ qui che due giovani birrai, Andrea Simoni e Leonardo Rizzini, hanno dato vita ad una filiera della birra artigianale a partire dall’autoproduzione di orzo e luppolo.

Nasce così un ventaglio di birre tutte trentine che si impreziosiscono anche di altri aromi ed essenze per il gusto degli esperti e dei curiosi sempre più interessati al mondo di queste bevande.

Ci spostiamo poi sull’Altopiano della Vigolana, altro paradiso per coloro che amano le facili scampagnate a piedi, in bicicletta o anche a cavallo.

Qui non mancano certo gli itinerari nella natura e nelle campagne ed in uno di questi raggiungiamo la strada per il Castegnè che da Bosentino raggiunge Santa Caterina sull’antico percorso per Pergine Valsugana.

Qui conosciamo Francesca Eccher, una giovane innamorata dell’orticoltura e dei piccoli allevamenti che ha dato vita all’azienda “Il leprotto bisestile”.

Dagli ortaggi alle piante officinali, dalle galline ovaiole ai conigli, asini, pecore ed altri simpatici animali, il suo maso è diventato la meta per tante famiglie, mamme e bambini che qui trovano l’occasione per stare insieme e conoscere il mondo dell’agricoltura naturale.

Visite guidate e laboratori completano un’offerta che diventa cultura e didattica aperta a tutti.

Esperienze sincere ed autentiche che si aprono al turismo e ci fanno comprendere quante nicchie di bellezza esistano sulla montagna trentina.