DUE PASSEGGIATE IN VALSUGANA

DUE PASSEGGIATE IN VALSUGANA

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Dai pressi del bivacco verso Val Calamento(foto Agh)

Due brevi ma interessanti itinerari nel Lagorai centrale – 21 aprile 2012

Ogni tanto fa piacere rilassarsi con delle escursioni meno impegnative del solito, proponiamo quindi due belle passeggiate in Valsugana, che possono essere fatte singolarmente oppure riunite in una giornata: il Bivacco Valtrighetta m 1679 in Val Calamento e le rovine dell’antico maniero di Castellalto m 795 sopra Telve.

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Bivacco Valtrighetta

Il bivacco Valtrighetta è una bella baita di proprietà privata a quota 1679 metri: sorge su un poggio panoramico a monte di Malga Valtrighetta m 1450. Non ci sono sentieri ufficiali o indicazioni, né cime importanti nei pressi, quindi la zona è assai poco frequentata. Le vie di accesso sono vaghe e non segnate. Tuttavia, con un minimo di impegno, il bivacco non è difficile da raggiungere. La splendida vista sulla Val Calamento ripaga la modesta fatica per raggiungere questo angolo incantevole e sconosciuto ai più. Il giro ad anello proposto richiede circa 2-3 ore.

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Percorso

Il punto di partenza è Malga Valtrighetta m 1450 (vedi mappa). Le vie di accesso al bivacco Valtrighetta sono sostanzialmente due, da est e da nord ovest. La traccia da sud riportata sulla carta Kompass invece è pressoché introvabile. La via più semplice è scendere di circa 600 metri per la strada asfaltata e prendere sulla sinistra la strada forestale verso Malga Baessa di Sopra (rovine). Quindi, seguendo la forestale, ci si alza di quota fino a circa 1650 metri dove c’è uno spiazzo con panche e un capitello dedicato a Sant’Uberto. Di qui si sale brevemente nel bosco quindi con un traversone si arriva senza difficoltà al bivacco Valtrighetta m 1679. A 50 metri c’è uno splendido balcone naturale che offre una Bellissima vista sulla Val Calamento verso S, sulle Cime di Cenon a SE e verso il Monte Croce a O. Dirimpetto, verso SO, la Valtrigona con l’Oasi Wwf e Cima Pastronezze m 2182. Il bivacco è proprietà privata e purtroppo non ha un locale aperto. Un vecchio cartello sulla legnaia reca la scritta “Caccia riservata ai Baroni Buffa”. Per il rientro si prosegue verso nordovest salendo leggermente di quota, quindi con traversone si attraversa una fascia boscosa fino a sbucare nei pressi di Malga Valsolero di Sopra 1748. Di qui si cala per la strada asfaltata fino al parcheggio. Un rientro più breve è possibile tornando indietro dal bivacco fino alla strada forestale e scendendo per due tornanti fino a trovare una evidente traccia che si stacca e scende comodamente a zig zag nel bosco. Il sentiero poi “si perde” quando ormai si è nei pressi del fondovalle, ma a quel punto basta tagliare per il bosco per raggiungere facilmente “a vista” la strada sottostante.

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Rovine di Castellalto sopra Telve

L’antico maniero di Castellalto spicca solitario nel bosco sopra l’abitato di Telve Valsugana. Si può raggiungere con una facile passeggiata tra vecchi masi, boschi, prati e alberi secolari di castagno. Il punto di partenza è la piccola frazione di Parise (vedi mappa). Di qui per stradella ci si inoltra per bei boschi alzandosi un poco di quota (ad un bivio non segnato, prendere la diramazione di dx), quindi con un traversone si arriva in al castello, che sorge sopra ad uno sperone roccioso (circa 40 minuti da Parise). Il maniero, purtroppo ridotto in ruderi, doveva essere davvero imponente: si sviluppava su diversi livelli, con una vista strepitosa su Telve e sul fondovalle della Valsuagana. La vegetazione, alberi, sterpi e rovi, ha invaso totalmente le rovine. Del mastio è rimasta in piedi una sola parete. Sul portale in pietra della torre si legge una data: 1556. Ci si aggira con circospezione tra i ruderi pericolanti, apprezzando qua e là elementi architettonici che rivelano gli antichi fasti: colonne, archi, portali. Notevole un grande locale a volta, finestrato, dove infossata nel pavimento vi è quella che sembra una grossa macina.

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Antichi splendori

Un inventario del Seicento fa di questo castello uno tra i più grandi e forse ricchi della Valsugana: occupava infatti uno spazio di circa 2.450 mq. Sorto nel XII secolo a sussidio del sottostante Castel Arnana, del quale rimangono poche tracce, venne prescelto dai suoi proprietari, i Signori da Telve, per l’indubbia posizione strategica. Questi, se si dà ascolto alle numerose leggende, dovettero essere davvero intransigenti verso i propri sudditi, vessandoli sempre col pagamento di tasse e decime. A tal riguardo, lungo il sentiero a sud del castello, si può notare un grosso macigno del peso di vari quintali: la parte superiore è piatta e reca incisi dei curiosi cerchi. E’ il Sass dela Secia (pietra del secchio). Narra infatti la leggenda di un villico che, salendo al castello per consegnare il vino della decima, fu sorpreso dal signorotto mentre si stava riposando. Accusato di essere uno scansafatiche e un imbroglione, il contadino ribatté piccato: “Non sono un ladro e Dio mi sia testimone: se questi secchi rimangono incollati alla pietra, vorrà dire che mi state accusando ingiustamente; altrimenti, riceverò la giusta punizione”. I secchi rimasero ben fissi al masso e il signorotto dovette fare a meno, quella volta, della decima. La fortuna del castello durò fino al Cinquecento, epoca di rifacimenti nelle forme e nell’estetica. Castellalto si presentava in tutta la sua imponenza fino alla fine del ‘700. Poi, sono iniziati il declino e l’abbandono, cui si sono aggiunti i bombardamenti durante la Prima Guerra Mondiale, che hanno reso la proprietà dei baroni Buffa un cumulo di rovine. Consapevole dell’importanza della struttura, il Comune di Telve ha ripristinato il sentiero che sale dalla frazione Parise. Ora il percorso fa parte di un tracciato più ampio, il «Sentiero dei castagni e dei castelli», che tocca Torcegno, Campestrini, Telve e Telve di Sopra ed è quasi completamente percorribile anche con la mountain bike. Per il rientro si può percorrere la stessa via dell’andata oppure, per chi volesse vedere il Sass dela Secia, il sentiero a sud che scende nel bosco, tornando quindi a Parise tagliando per i prati oppure rientrando per la strada di fondovalle. Tutto il giro richiede circa 2-3 ore inclusa la visita alle rovine del castello. Attenzione: la visita alle rovine è a proprio rischio e pericolo.

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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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