ESCURSIONI IN CIASPOLE SULLE DOLOMITI

ESCURSIONI IN CIASPOLE SULLE DOLOMITI

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A sx Cima Fradusta, al centro il torrione roccioso della Pala di S. Martino (foto Loriz)

Cima Fradusta sulle Pale di S. Martino e Cima Undici sui Monzoni – 2 marzo 2006

Prosegue la nostra collaborazione con Folio Editore, che ha stampato di recente una bella guida intitolata “Escursioni con le ciaspole nelle Dolomiti”, di Oswald Stimplf e Georg Oberrauch, di cui vi offriamo altri 2 itinerari. Uno è sulla Cima Fradusta m 2939 sulle Pale di S. Martino, nel Primiero; l’altro a Cima Undici m 2501 sui Monzoni, in Valle di Fassa. Altri due itinerari tratti dalla medesima guida sono Pala di Santa m 2488 e Giro delle Malghe di Moena, rispettivamente in Val di Fiemme e Val di Fassa, pubblicati nella puntata del 24/11/2005.

Cima Undici m 2501

A est di Pozza di Fassa e a sud-ovest della Marmolada si erge la mole rocciosa del gruppo dei Monzoni. Qui corre la splendida Val di San Nicolò. Una delle vette più imponenti della zona è la panoramica Cima Undici o Sas da Le Undesc (2503 m). Minacciosa e apparentemente irraggiungibile da nord-ovest, essa è invece accessibile con relativa facilità da sud, pur rimanendo il punto d’arrivo di un’escursione in quota di livello impegnativo.

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Percorso

Dal parcheggio del Ristorante Soldanella (1410 m) si sale per il versante orografico sinistro della Val di San Nicolò lungo una forestale utilizzata d’inverno come pista per slitte e motoslitte. In 20 minuti circa si arriva alla Malga Crocifisso, di norma assai frequentata in virtù della sua posizione ai margini della pista che scende dal Buffaure (vedi puntata Girovagando 15 gennaio 2005), comprensorio sciistico situato più a nord. Chi ama la comodità può farsi portare fino a qui con la motoslitta (prenotazioni presso la baita di legno in corrispondenza del punto di partenza). Dalla piccola Cappella Crocifisso (1522 m) posta vicino alla malga si piega a sud-est sulla forestale n. 603. La via si addentra nella Valle dei Monzoni, una tranquilla laterale della Val di San Nicolò, e si dirige alla Malga Monzoni (chiusa d’inverno) passando per la Baita Monzoni (1722 m). Tempo di percorrenza fino alla malga 2 ore circa. Mentre fino a qui si è seguito un sentiero invernale in gran parte battuto, oltre sarà necessario calzare le ciaspole. 200 m dopo la Malga Monzoni ecco una croce presso la quale il sentiero, ora più stretto, volge a destra in direzione ovest (segnavia 624) e attraverso un breve ma ripido tratto boschivo si addentra nell’alta valle delle malghe di Gardeccia (2058 m). Fino a questo punto il pericolo di valanghe è ridotto e l’orientamento non presenta difficoltà. La prosecuzione dell’itinerario è consigliata invece solo a chi possieda la necessaria esperienza di terreni montani aperti e solo se le nevi sono assestate. Risalire il pendio ondulato verso ovest fino al Rifugio Vallaccia (2275 m; chiuso d’inverno) superando poco prima della costruzione una ripida balza naturale. Proseguire dal rifugio fino ai piedi dell’imponente Punta di Vallaccia; prima del cambio di pendenza sotto la vetta, piegare a nord puntando alla Forcella Vallaccia e poi continuare lungo la cresta con pendenza moderata fino alla Cima Undici. In vetta (2501 m) si è ripagati da un superbo panorama a 360 gradi che include le pareti orientali del Catinaccio, il Latemar e il gruppo della Marmolada. Ritorno uguale all’andata.

Cima Undici in breve
Tempo di percorrenza: 6 ore in totale >> dislivello 1090 m>>
itinerario facile fino alle malghe di Gardeccia, poi impegnativo.
Come arrivare: Da Pozza di Fassa si lascia la Val di Fassa per seguire a est la Val di San Nicolò fino al Ristorante Soldanella (1410 m). Ampio parcheggio prima del ponte presso il ristorante.
Carta turistica Kompass n. 59 (1:50.000) o n. 686 (1:25.000)

Cima Fradusta m 2939

Nel cuore del frastagliato gruppo delle Pale, sulle propaggini dolomitiche sud-orientali che circondano Fiera di Primiero e il Passo Rolle con cime oltre i 3000 metri, si cela un pietroso e suggestivo altipiano. Una meta ideale, in condizioni di neve e di tempo favorevoli, per un’escursione con le ciaspole.

Percorso

L’Altipiano delle Pale è uno dei posti più singolari delle Dolomiti. Le montagne, osservate dalla valle, appaiono ostili e pericolose, ma a un’altitudine media di 2500 m si trasformano in un altipiano di circa 50 km2 di superficie, disseminato di rocce frantumate, piccole conche e cupole. Punto di partenza dell’escursione è San Martino di Castrozza, fiorente luogo di villeggiatura alle falde sud-ovest delle Pale di San Martino. Dal margine est dell’abitato si prende la cabinovia Col Verdee poi la nuova funivia della Rosetta che porta nel cuore del paesaggio di roccia, a 2636 m di quota. Qui si calzano le racchette da neve e si discende per un breve tratto fino al già visibile Rifugio Rosetta – G. Pedrotti (2581 m, chiuso in inverno). Imboccato quindi il sentiero n. 707 e 709 poi (entrambi poco segnalati e visibili in inverno, seguire pertanto le tracce sulla neve), si procede verso sud-est in un continuo saliscendi fino al Passo di Pradidali Basso, un anonimo varco a quota 2658 m dove si giunge in vista della Cima Fradusta (2939 m) e del ghiacciaio omonimo. Qui ha inizio l’ascesa vera e propria: 250 m di dislivello da superare senza difficoltà e su pendenza moderata. Muovere in direzione est puntando al margine meridionale dell’altipiano, da dove la parete montuosa cade a precipizio; procedere quindi lungo questa cresta fino al pianoro sommitale (2939 m). Ritorno uguale all’andata.

Il Rifugio Rosetta – G. Pedrotti è uno dei più antichi delle Dolomiti. Costruito nel 1899, andò a fuoco in entrambi i conflitti mondiali. Con la costruzione della funivia ha un po’ perso la sua funzione di punto d’appoggio per escursionisti e scalatori.

Il ghiacciaio della Fradusta è uno degli ultimi delle Dolomiti. Fortemente ridimensionato dai mutamenti climatici degli ultimi decenni, dal 1962 si è ridotto di due terzi ed oggi occupa una superficie di 18 ettari.

Cima Fradusta in breve
Tempo di percorrenza: 5,30 ore in totale >> dislivello 500 m >> media difficoltà
consigliabile solo in caso di buona visibilità perché i segnavia sono coperti dalla neve
Come arrivare: Cabinovia Col Verde (ampio parcheggio) sul margine nord-est di San Martino di Castrozza.
Carta turistica Kompass n. 76 (1:50.000) o n. 622 (1:25.000)