ESCURSIONI NELL’ALTO GARDA

ESCURSIONI NELL’ALTO GARDA

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Il Garda settentrionale: sulla destra la mulattiera che sale da Nago (foto Agh)

Due itinerari con vista sul Garda

In questa puntata sul sito, abbiamo scelto due itinerari molto adatti anche alla stagione invernale per il facile accesso, ideali anche a piedi o con le ciaspole (racchette da neve). Entrambi godono di una visuale fantastica sul Lago di Garda: uno è il Monte Altissimo di Nago m 2079 sul versante est, raggiungibile da Brentonico; l’altro è Punta dei Larici m 907, sul versante opposto, ad ovest.

MONTE ALTISSIMO DI NAGO m 2079 Itinerario n. 1
quota massima m 2079, Monte Altissimo di Nago
lunghezza km. 13 circa andata e ritorno da S. Valentino
dislivello m. 768
partenza e arrivo S. Valentino m 1311
sentieri 633
mappa Kompass 690 Alto Garda e Ledro – scala 1:25.000
difficoltà E – escursionistico
tempo 1 giornata

Descrizione

Il Monte Altissimo di Nago è senza dubbio uno dei più spettacolari punti panoramici sul lago di Garda settentrionale. La salita è facile e si svolge percorrendo la strada fino al Rif. Graziani, quindi per comoda mulattiera fino alla cima dove c’è il Rifugio Damiano Chiesa (bivacco invernale sempre aperto) gestito dal dinamico alpinista Danny Zampiccoli. L’unico problema può essere rappresentato dalla nebbia: in tal caso e specie con nevicate recenti, l’orientamento può diventare piuttosto difficoltoso, poiché la montagna in quota è totalmente priva di vegetazione e punti di riferimento evidenti.

Percorso

Da Mori si sale sul Monte Baldo in direzione di Brentonico, quindi si prosegue fino alla frazione di S. Valentino. La strada, negli ultimi anni, è interdetta al traffico nella stagione invernale da un’ordinanza comunale per via di ghiaccio e neve che non sono più rimossi da mezzi spazzaneve. Quindi, secondo l’innevamento stagionale, la strada può essere più o meno sgombra. In ogni caso, lasciata l’auto a S. Valentino, si percorre comodamente per circa 4 chilometri la strada asfaltata fino al grande anfiteatro a sud del Monte Altissimo di Nago, alla cui base c’è la forcella Bocca del Creer m 1617 e, a pochi passi, il Rifugio Graziani. Di qui una vecchia mulattiera sale con una quindicina di tornanti il ripido costone fino sulla cima, dove c’è il Rifugio Damiano Chiesa. Pochi passi e si è sulla ampia cima pratosa, con panorama spettacolare sul Lago di Garda. Una salita alternativa è possibile tagliando i molti tornanti e risalendo lo spallone principale per tracce di sentiero. La discesa avviene per lo stesso itinerario della salita oppure, con interessante deviazione, dal rif Graziani alla Bocca di Creer m.1617 per il sentiero che attraversa la riserva naturale Bes Corna Piana. Dapprima in leggera salita e poi pianeggiante si attraversano, verso sud est, i pascoli della malga Bes m 1513, ridotta oramai quasi ad un rudere. Per chi non fosse ancora stanco, interessante è la salita alla cima Corna Piana m 1735, da dove si può ammirare l’Altissimo di Nago in una prospettiva diversa. Oltrepassata Malga Bes si raggiunge il crinale della Corne del Bes e si scende rapidamente a S. Valentino, dapprima per breve e facile tratto attrezzato (100 mt) con cordino di sicurezza, poi con ripide serpentine nel bosco lungo il Sentiero delle vipere, fino a raggiungere la strada nei pressi di un’area pic-nic e di lì in pochi minuti all’auto.

Il Lago di Garda da Punta dei Larici (foto Agh)
Il Garda settentrionale dalla vetta dell'Altissimo di Nago (clicca per ingrandire - foto Agh)
Il Garda settentrionale: sulla destra la mulattiera che sale da Nago (foto Agh)
Veduta estiva dell'Altissimo da sud (clicca per ingrandire - foto Agh)
Bufera di vento sulle creste del Monte Baldo visto dalla Polsa di Brentonico (foto Agh)
Versante veronese del Baldo: creste di Naole dal Rifugio Fiori del Baldo (foto Don Daniele Granuzzo)
Ex Malga Larici (foto Agh)
Tramonto sul Garda (foto Agh)
Sopra Pregasina, guardando ad est il Monte Altissimo di Nago (foto Agh)
Tramonto dall'Altissimo di Nago (foto Agh)
La chiesetta nei pressi del rifugio (foto Agh)
Nebbie sul Lago di Garda (foto Agh)
Il Lago di Garda dalla Paganella (foto LR)

Rifugio Damiano Chiesa

Il rifugio fu costruito poche decine di metri sotto la cima del Monte Altissimo di Nago 2079 m. dalla S.A.T. tra il 1889 ed il 1891, contemporaneamente a quelli della Rosetta, del Grosté e della Capanna sul Dos del Sabbion. Fu inaugurato nel 1892 e costò 2500 fiorini. Ampliamenti avvennero nel 1896, e nel 1906. La cima dell’Altissimo era fin da allora una meta assai frequentata e la si raggiungeva anche in inverno con la neve. Nel 1914 vi salì anche Fortunato Depero, e sul libro-firme lasciò un disegno a penna intitolato “Linee di forza”. Il rifugio non subì gravi danni nel corso della guerra e nel 1921 era nuovamente efficiente. All’inizio degli anni ’20 fu anche istituito un servizio di muli per il trasporto di persone. Nel 1919 il rifugio fu dedicato al martire trentino Damiano Chiesa. La seconda guerra mondiale lasciò l’edificio in pessime condizioni. Nel 1955 subì un decisivo intervento conservativo. Verso la fine degli anni ’60 con il miglioramento della viabilità sul Monte Baldo, l’allargamento della carrozzabile tra Brentonico e Ferrara di Monte Baldo e con la costruzione della Funivia Malcesine-Bocca Tratto Spin, il rifugio ritornò a registrare un considerevole aumento di presenze. La Sezione S.A.T. di Rovereto provvide a realizzare un comodo sentiero panoramico che dalla stazione di arrivo della funivia alla Bocca Tratto Spin saliva fino al rifugio lungo il crinale del Baldo. La Sezione S.A.T. di Mori, che ne è proprietaria dal 1963, ha inaugurato nel 1988 un punto panoramico dedicato ai Baroni Salvotti. La struttura ha avuto una completa ristrutturazione tra il 1994 ed il 1995, inaugurata il 3 settembre 1995. Il Monte Altissimo è la massima elevazione nel territorio trentino della Catena del Monte Baldo. La vetta maggiore è Cima Valdritta m 2218, in territorio veronese. Negli ultimi anni, nel mese di agosto, si tiene al rifugio una singolare e divertente competizione: il “Campionato Mondiale di Morra”, l’antico gioco che si svolgeva nelle osterie dei tempi andati, che richiama in quota centinaia di appassionati provenienti anche da altre regioni.

PUNTA DEI LARICI Itinerario n. 2
quota massima m 907, Punta dei Larici
lunghezza km. 7 circa andata e ritorno
dislivello m. 400
partenza e arrivo Pregasina
sentieri 422 bis, 422
mappa Kompass 690 Alto Garda e Ledro – scala 1:25.000
difficoltà E – escursionistico
tempo 1 giornata

Descrizione

Bello e facile giro ad anello che ha il suo punto di interesse principale nella spettacolare veduta di Punta dei Larici, una modesta elevazione a picco sul Lago di Garda. Nelle giornate limpide si può vedere Sirmione sulla costa sud. Il ritorno avviene in quota per panoramica strada forestale, quindi con rapida discesa per sentiero all’abitato di Pregasina. Fino a Punta dei Larici e alla località Tof, e ritorno per la stessa via di salita, è un percorso ottimo anche per le mountain bike, sia pure con rampe notevoli.

Percorso

Da Riva del Garda si scende verso sud per circa 4 km sulla gardesana occidentale, quindi si svolta a destra per salire ai Laghi di Ledro (direzione Molina di Ledro). Dopo alcuni tornanti e mezzo km dopo l’uscita della galleria, si svolta a sinistra per Pregasina, un grazioso paesino isolato, edificato su un incantevole poggio a circa 500 metri di quota. Il nome pare derivi dal latino “prae gastra”, che dovrebbe significare “posto abitato fuori valle”, ricordando il particolare carattere geografico della valle. Si prosegue fino alla chiesetta in alto, dove si lascia l’auto. Quindi per facile mulattiera nel bosco con segnavia 422 bis si risale una valletta con una decina di tornanti su fondo cementato, sino ad una selletta dove ci sono gli edifici dell’ex malga Larici. In alcuni minuti si raggiunge lo sperone roccioso a picco sul lago, con un grandioso panorama che spazia su tutto il Garda. Il ritorno avviene proseguendo verso ovest per circa 1 km lungo la strada, segnavia 422 bis, che sale leggermente fino a Malga Palaer, in una bella radura; di qui si continua per forestale che ritorna in costa verso nord per circa 2 km fino in località Tof, dove si stacca il sentiero 422 che scende ripidamente con tornantini verso Pregasina, sbucando proprio presso la chiesetta dove abbiamo lasciato l’auto.

Andar con le ciaspole

Chi scrive ritiene che il miglior modo per spostarsi sulla neve sia senza dubbio lo sci, da alpinismo o da escursionismo che dir si voglia. Tuttavia chi non scia o non se la sente di affrontare le discese, che richiedono un minimo di tecnica ed una certa agilità, può ripiegare sulle ciaspole o racchette da neve, un attrezzo che sta riscontrando un crescente successo proprio per la facilità dell’approccio, che lo rende adatto praticamente a tutti, anche ai bambini. Bisogna tuttavia precisare che le ciaspole non sempre sono adatte a tutti i tipi di neve. Sono faticosissime, ad esempio, con nevi polverose molto profonde: la ciaspola sprofonda inesorabilmente e, ricoprendosi di neve, ci si ritrova a far “sollevamento pesi” per alzare il piede, con un grande dispendio di energie. Anche peggio succede con le nevi profonde umide o bagnate, che pesano molto di più: in questo caso è talvolta impossibile proseguire poiché la ciaspola si “cementa” nella neve. Non esiste una regola generale per capire quando c’è la neve adatta, poiché il manto nevoso cambia in continuazione secondo l’andamento climatico, l’esposizione, la temperatura, il vento eccetera. Diciamo che in linea di massima le ciaspole vanno abbastanza bene su nevi compatte o alte non più di 30-40 cm, poiché la larga impronta della ciaspola comprime la neve contro il terreno impedendo di sprofondare troppo, come accadrebbe invece procedendo a piedi. Un ausilio indispensabile per andare con le ciaspole sono i bastoncini, che hanno il compito essenziale di migliorare l’equilibrio mentre si cammina, e di aiutarsi nei passaggi difficili o sul ripido, facendo risparmiare molta fatica e scongiurando scivoloni e cadute.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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