FORCA ROSSA E IL “LABIRINTO” DEL LATEMAR

FORCA ROSSA E IL “LABIRINTO” DEL LATEMAR

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Sulla Forca Rossa (foto Mountain Wilderness)

Forca Rossa e il “labirinto” del Latemar- 16 marzo 2006

Tra la Marmolada – la regina delle Dolomiti – e il Passo di San Pellegrino si innalza un imponente complesso montuoso che culmina nella Cima Uomo (3010 m). Sulle pendici sud-orientali del massiccio si estendono ameni pascoli alpini con la nostra meta, la Forca Rossa. Caratterizzato da pendenza contenuta, questo itinerario è gradito anche ai neofiti dello scialpinismo.

Percorso

Parcheggiata l’auto presso il ristoro Baita Flora Alpina (1800 m), vicino alla strada del passo, si prende il sentiero che parte dietro la casa e sale deciso in direzione nord-est attraverso un rado bosco di larici. La traccia è solitamente resa ben visibile dai passaggi di precedenti escursionisti con gli sci e con le ciaspole. Dopo 10 minuti si esce dal bosco per seguire la strada contrassegnata dal segnavia 694 (indicata anche come “Alta Via dei Pastori“) che inanella una serie di malghette. Oltrepassate le malghe, il sentiero si riduce a un tratturo che porta all’ampio solco della Valfredda, sovrastata da scure cime che rasentano i 3000 metri di altezza. Alla fine della valle sorge una cappella dedicata al beato Piergiorgio Frassati (cattolico attivamente impegnato che visse all’inizio del XX secolo). L’orientamento è ora semplice, poiché a est si profila già lo spallone della Forca Rossa (2486 m) con il sentiero che diviene un po’ più ripido nel tratto finale. Dalla Forca Rossa si riconoscono in direzione sud la Cima dell’Auta (2609 m) e il dominante gruppo delle Pale; in basso la Valle di Franzedas corre verso Malga Ciapela. Sulla via del ritorno, poco sopra la cappella si imbocca l’Alta Via delle Dolomiti (segnavia 670) evitando di scendere direttamente alla Baita Flora Alpina. Aggirata invece una gobba del terreno sul suo lato ovest si incrocia il sentiero tracciato che conduce alla Malga Fuciade (1982 m; offerta gastronomica degna di una sosta!). Scendere infine al parcheggio utilizzando la pista per slittini che parte 200 m a ovest della malga.

In breve
Tempo di percorrenza: 4,30 ore in totale >> dislivello 700 m >> media difficoltà
2,5 km a est del Passo di San Pellegrino, sulla strada n. 346, vi sono un laghetto artificiale e il ristorante Al Vecchio Confine. A nord dello specchio d’acqua si diparte la strada asfaltata per la Baita Flora Alpina. A un 1 km dal bivio, ampio parcheggio sulla strada.
Carta turistica Kompass n. 54, n. 59 o n. 79 (1:50.000) oppure n. 684 (1:25.000)

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Labirinto del Latemar

Lo scorcio da occidente sul Passo di Costalunga è dominato dalla mole del Grand Hotel Carezza, posato in una depressione erbosa cui fanno da cornice le imponenti architetture rocciose dei gruppi del Catinaccio e del Latemar. La seguente escursione si snoda alla base del Latemar, lungo un incantevole labirinto tra le rocce dove, paradossalmente, sarà difficile smarrirsi. Dalla strada del Passo di Costalunga/Karerpass, proprio di fronte all’Hotel Carezza (1609 m) si imbocca la forestale “Plörzen”. Dopo appena 20 m si svolta a destra per il ben segnalato sentiero “Agatha Christie” (segnavia 18) che in una decina di minuti sale sulla sommità di una dorsale boschiva. Qui si biforca a destra un sentiero stretto e pianeggiante che conduce a una valletta. Prima di ricominciare a guadagnare quota, in corrispondenza di un rimarchevole blocco di roccia alto un paio di metri, si abbandona il segnavia 18 e si piega decisamente a destra per incontrare, 200 metri dopo, una strada forestale (segnavia 11). Questa sale al Mitterleger/Lega di Mezzo (1839 m), una suggestiva radura tra i larici occupata da una baita e da un poderoso macigno. A destra (sud-est) del masso comincia il Labyrinth-Steig (segnavia 20), il “sentiero-labirinto” che si insinua tra i blocchi caoticamente ammassati di una gigantesca frana, uno scenario fiabesco e onirico tanto d’inverno quanto d’estate, sovrastato dalle guglie del Latemar che si stagliano nel cielo. In circa 30 minuti si abbandona questo tratto ad alta resa fotografica per affrontare una breve salita che porta ai Prati di Latemar (1908 m), proprio sotto le verticali torri del Latemar. Qui si imbocca il sentiero n. 18 verso sinistra e, passando per la Ochsenhütte (1823 m), si torna al punto di partenza nel giro di 30 minuti. In alternativa si può attraversare il sentiero n. 18 e risalire per prati verso nord-est (segnavia 17) a incontrare la vecchia pista di uno skilift dismesso, superata la quale si scende in circa 30 minuti al Passo di Costalunga (1745 m). Procedendo senza traccia per boschi e prati a sinistra della strada di valico, si giunge dopo altri 30 minuti al Grand Hotel Carezza.

In breve
Tempo di percorrenza: 4 ore in totale >> dislivello 350 m >>facile
Come arrivare: In auto fino al Grand Hotel Carezza, pochi chilometri prima di Passo Costalunga sul versante altoatesino.
Carta turistica Kompass n. 79 (1:50.000) o n. 629 (1:25.000)

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Dello staff escursioni fanno parte Francesca Tomaselli, maestra di sci, maestra di telemark, già campionessa Italiana di telemark e corsa d'orientamento; Giuliano Pederiva maestro di sci, istruttore nazionale di telemark, accompagnatore di territorio, soccorritore alpino e fondatore di telemark Snow Events. Coordina lo staff Alessio Migazzi, imprenditore nei settori marketing e comunicazione e soccorritore alpino.