Gara di fatica e solidarietà con l’Associazione Gente Fuori Strada

Gara di fatica e solidarietà con l’Associazione Gente Fuori Strada

Vi presentiamo il challenge di trail running tra le mura domestiche organizzato da Gente Fuori Strada, un'iniziativa sportiva nel rispetto delle regole con al centro la solidarietà

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Prosegue il nostro speciale alla ricerca di attività da svolgere durante questo periodo, oggi intervistiamo Alessandro Libardi, patron dell’Associazione Gente Fuori Strada che ci racconta il fenomeno social di questi giorni: il challenge su e giù di corsa per gli scalini di casa.  

In più di 500 si sono sfidati infatti lo scorso week correndo su scale, giardini e cortili. Un gruppo fisicamente distante ma unito dalla comune passione per la corsa che si è ritrovato sul web nel rispetto delle regole e con un occhio attento alla solidarietà.

Alessandro, cosa sta facendo la Vs associazione in questo periodo e in che modo chi, come voi, è abituato a ritrovarsi correndo all’aperto sta vivendo la quarantena?

Diciamo che ci siamo fin da subito interrogati su come tradurre la nostra esperienza associativa in attività da proporre ai nostri soci. Mancando le uscite settimanali che ante-Covid proponevamo ogni giovedì e dove abitualmente si facevano tra gli 8 e i 12 km ho quasi scherzosamente chiesto a Roberto Degasperi se volesse farci una o due lezioni di training per darci un input e tenerci carichi ovviamente nel rispetto delle norme… Lui in modo veramente incredibile si è messo in gioco insieme alla sua ragazza, a titolo volontario e proponendo allenamenti specifici e modulati che chiunque può seguire in modo molto semplice. 

Come si svolgono queste lezioni?

Si tratta di alcuni video live, che diffondiamo sui nostri social e con ieri siamo arrivati al quattordicesimo appuntamento: 4 in settimana da quando siamo partiti. Ci siamo accorti subito delle visualizzazioni importanti che questi video hanno generato durante la diretta e anche dopo la pubblicazione, nel frattempo stiamo sperimentando anche allenamenti complementari, ieri ad esempio abbiamo fatto anche una prova sui rulli in bici. 

Un’iniziativa utile anche per ingaggiare nuovi soci?

Non puntiamo all’ingaggio di ulteriori soci e non lo facciamo con un scopo preciso. Sembra strano a dirlo però all’inizio abbiamo pensato, ad esempio, agli atleti single che stanno vivendo la quarantena in solitudine e che sommano all’impossibilità di muoversi il fatto di essere soli. Abbiamo quindi voluto dare uno sfogo in più e fare la nostra parte, in quanto ci piace essere partecipi della vita della società, proponendo quello che sappiamo fare bene aiutati dall’enorme disponibilità di Roberto.

E poi il Challenge. Come è nata quest’idea?

Quel che è successo questo fine settimana invece è stata una cosa totalmente diversa e tengo a sottolineare che l’iniziativa è partita e ci è stata proposta da un’altra associazione sportiva con la quale abbiamo ottimo contatti: la Laives Runners di Laives. Mi ha contattato il presidente Fabio Brugnara proponendoci quest’idea del Challenge sapendo della nostra forza social e chiedendoci un supporto dal punto di vista tecnologico e del coinvolgimento: l’abbiamo appoggiata subito.

 

Un’iniziativa nata dall’oggi al domani ma che ha avuto fin da subito un enorme successo!

Si, coinvolgere più di 500 atleti con più di 850 sessioni di allenamento, 800.000 metri di displivello e 4 milioni di scalini in un fine settimana per fare sport e raccogliere fondi ci ha dato una grande soddisfazione, siamo contenti noi, sono contente le altre associazioni che hanno aderito e i singoli partecipanti. Ne abbiamo di Treviso, di Milano, del veronese ed alcune associazioni locali. Una cosa creata in poche ore e già si parla di ritrovarsi finita quest’emergenza per un evento all’aperto.

Parlami un po’ della raccolta fondi, come si è sviluppata?

La raccolta fondi è partita con qualche dubbio perché non sapevamo bene come farlo e a chi donare, anche per essere molto corretti nei confronti di chi avrebbe poi effettuato il versamento che era comunque a discrezione del singolo atleta. Ognuno poteva fare un bonifico in modo libero sul conto corrente dell’ass sportiva di Laives ed il ricavato verrà devoluto ad Emergency con la causale Covid-19. Verso fine settimana avremo un resoconto finale. 

Come avete fatto a contare il dislivello?

I metri di dislivello vengono verificati sulla fiducia, nessuno ha intenzione di imbrogliare su un dato benefico e promozionale. Per il dislivello ognuno conta i propri scalini moltiplicandoli per l’alzata. C’è poi chi si è messo a correre nel giardino o nel garage, una persona ha fatto addirittura 100 Km e due dei nostri ne hanno fatti 50 l’uno.

Abbiamo stimato che ogni Km equivale a 65 metri di dislivello, capiamo che è una trasformazione che ha dei margini di errore ma nel complessivo è un termine che ci può stare. Consideriamo che purtroppo il GPS non funziona in casa, alcuni hanno vani scala ariosi o esterni e quindi possono fruirne mentre molti no. Nel mio caso, ad esempio,sapevo che avevo 70 scalini con alzata 17 cm e ho fatto il conto. Dati non precisissimi ma molto credibili. Parlando di dislivello ad esempio Cristian Modena (forte atleta roveretano ndr), per il suo compleanno, ha fatto il Monte Bianco sugli scalini di casa.

Potete seguire l’attività dell’associazione, i video settimanali e le nuove iniziative sulla pagina Facebook Gente Fuori Strada ed i consigli di Roberto Degasperi sulla pagina Facebook DEGA Training.

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