GIRO DEL COLBRICON LAGORAI

GIRO DEL COLBRICON LAGORAI

3936
CONDIVIDI
Lo spettacolo delle Pale di S, Martino viste dal Colbricon (foto Agh)

Escursione da Passo Rolle – 10 novembre 2005

Alle porte dell’inverno le giornate “si accorciano”, le temperature calano ma chi va in montagna non si ferma: anche in questa stagione i paesaggi hanno ancora i fantastici colori dell’autunno, il sole basso con la sua luce radente crea sulle montagne e sulle vette atmosfere sempre affascinanti. L’itinerario che proponiamo è molto bello in tutte le stagioni: è un giro ad anello intorno al Colbricon, un grande bastione alto 2600 metri che domina tutta la zona di Passo Rolle, nelle ultime propaggini del Lagorai orientale, dove c’è il Parco Naturale di Paneveggio – Pale di S. Martino.

La Grande Guerra sul Lagorai

Il Colbricon, assieme al Cauriol, è tristemente famoso per esser stato teatro nella Grande Guerra di sanguinose carneficine tra italiani e austriaci, che qui sulla linea di fronte del Lagorai si contendevano queste aspre e selvagge cime con una terribile guerra di trincea in un paesaggio pietroso dall’aspetto lunare. Si vedano in proposito le nostre escursioni storiche Escursione al Piccolo Colbricon, e il Giro della Cavallazza, il bellissimo Museo della Guerra di Rovereto e il Museo Grande Guerra in Valsugana e sul Lagorai di Borgo Valsugana. In questa zona del Lagorai in particolare sono ancora evidentissime le tracce del conflitto con lunghi trinceramenti, caverne, gallerie, resti di baracche, perfino frammenti di artiglieria. L’escursione non presenta particolari difficoltà, salvo una breve scala verticale comunque aggirabile e un sentiero che si svolge in gran parte su pietraie un po’ faticose. L’ambiente è grandioso e selvaggio, dominato dalle spettacolari Pale di S. Martino che sovrastano e dominano il paesaggio.

Giro del Colbricon    
quota massima   m 2428, Forcella Ceremana
lunghezza   km. 10 circa
dislivello   m 513
partenza e arrivo   Malga Rolle 1915 m
sentieri   14-348, 14, tracce, 349
difficoltà   EE – escursionisti esperti
tempo   1 giornata
mappa   Kompass 622

Lo spettacolo delle Pale di S, Martino viste dal Colbricon (foto Agh)
Il massiccio del Colbricon visto dalla Cavallazza (foto Agh)
Laghi di Colbricon (foto Agh)
Capre al Pascolo sopra Punta Ces (foto Agh)
Laghi di Colbricon (foto Agh)
Verso Forcella Valcigolera (foto Agh)
Salendo a forcella Ceremana: Pale di S. Martino col Sass Maor (foto Agh)
Le Pale di S. Martino col Sass Maor (foto Agh)
Camosci sui costoni del Colbricon (foto Agh)
Placconate di roccia da Forc. Ceremana verso il Piccolo Colbricon (foto Agh)
Il Trentino è ricco di acque termali (foto Agh)
Lago di Colbricon inferiore (foto Agh)
La grandiosa barriera corallina delle Pale: incappucciato dalle nuvole il Cimon della Pala (foto Agh)
Panorama dalla vetta del Piccolo Colbricon, clicca per ingrandire, 880 k (foto Agh)

Il percorso

Si parte da Malga Rolle, poco sotto l’omonimo passo, e si prende il sentiero 14, 348, quasi pianeggiante, in direzione dei meravigliosi Laghetti di Colbricon. Il vecchio splendido sentiero purtroppo è stato in parte rovinato, trasformato in un’insulsa stradina da giardinetti pubblici: per fortuna l’ambiente circostante è splendido e la vista dei laghi, che si raggiungono in circa 40 minuti da Malga Rolle, ci risolleva l’animo. Costeggiamo il lago superiore verso nord superando il Rifugio Colbricon, poi piegando ad ovest per raggiungere, calando un po’ di quota, il Passo Colbricon m 1908. Di qui, verso sud-est, scendiamo per la Val Bonetta per segnavia 14 fino ad intercettare, dopo circa 1 km, la deviazione che sale ripidamente verso sud ovest per Punta Ces, praticamente risalendo per un tratto la pista da sci (vedi foto). Da Punta Ces (arrivo degli impianti di sci) si prosegue verso ovest all’ampia insellatura in direzione di Forcella Valcigolera. Lo scenario si fa grandioso: verso est i picchi delle Pale di S. Martino, verso ovest le impervie e selvagge bastionate rocciose del Colbricon e delle Cime di Ceremana. Il sentiero ora si inerpica sul fianco di un grandioso anfiteatro con vastissime pietraie piuttosto impressionanti: sui contrafforti verso Valcigolera si vedono facilmente branchi di camosci. Bisogna stare attenti ora a non mancare la deviazione del sentiero alla Forcella Ceremana (tracce), che ci permette il rientro aggirando il Colbricon da nord. La forcella, che si raggiunge in breve per una ripida salita, era un presidio militare e ancor oggi si notano le numerose tracce delle massicciate coi baraccamenti, le trincee e le caverne. Si prosegue quindi verso Forcella Colbricon, traversando una grandiosa placconata di roccia che digrada verso nord. C’è un unico passaggio impegnativo: una scala verticale che scende in un crepaccio profondo circa 8 metri. Chi volesse può evitarla aggirandolo poco più a valle. Dall’ampio Passo Colbricon, ancora disseminato di schegge di artiglieria a distanza di quasi cento anni, si può eventualmente salire sulle due Cime del Colbricon, entrambe di 2602 metri, per ripidi costoni con tracce di sentiero. Prestare molta attenzione in caso di nebbia o maltempo, la zona è “fulminosa” e l’orientamento difficile in caso di scarsa visibilità. La discesa avviene facilmente per il vallone che con ampie balze rocciose cala, gradualmente all’inizio e poi più ripidamente, verso il Passo Colbricon e ai laghetti, quindi si rientra per il sentiero dell’andata fino a Malga Rolle.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2005 – E’ vietata la riproduzione di testi o foto, salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved

CONDIVIDI
Articolo precedenteLAGO MOREGNA – LAGO DELLE TROTE- LAGO BRUTTO
Articolo successivoLAGO DEL FORAME
Dello staff escursioni fanno parte Francesca Tomaselli, maestra di sci, maestra di telemark, già campionessa Italiana di telemark e corsa d'orientamento; Giuliano Pederiva maestro di sci, istruttore nazionale di telemark, accompagnatore di territorio, soccorritore alpino e fondatore di telemark Snow Events. Coordina lo staff Alessio Migazzi, imprenditore nei settori marketing e comunicazione e soccorritore alpino.