Gli Ecomusei del Trentino: avamposti di cultura e salvaguardia delle Alpi

Gli Ecomusei del Trentino: avamposti di cultura e salvaguardia delle Alpi

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L’arco alpino è un territorio geograficamente complesso. Per vivere nelle Alpi, soprattutto nelle vallate periferiche, l’uomo ha dovuto adattarsi ad una serie di condizioni climatiche, geografiche e sociali che hanno favorito lo sviluppo di un sentimento comune, di un sentirsi parte di una comunità. Una delle espressioni di questo senso di comunità è rappresentata dagli Ecomusei.

Gli ecomusei nascono dalla tradizione francese e vengono importanti in Italia a partire degli anni novanta. Potremmo definire gli ecomusei come una rete di persone e luoghi, un museo del tempo e dello spazio, dove il tetto è rappresentato dal cielo e le pareti dai pendii montani che separano una valle da un’altra. Si tratta di organizzazioni fatte da persone che vivono il loro territorio e che lo vogliono vivere in maniera attiva e partecipata, non da semplici osservatori ma da fruitori attivi. Gli ecomusei mettono in mostra la natura ed i luoghi da cui sono composti, si occupano di preservarli cosi come di tramandare le conoscenze del passato alle generazioni future, mantenendo vivi gli aspetti culturali delle vallate di montagna.

Gli ecomusei in Trentino sono otto, sparsi in tutto il territorio provinciali: dal Vanoi alla Valle del Chiese, dall’Argentario alla Giudicaria per arrivare fino al Tesino, al Lagorai e alla Valsugana. Nella prossima puntata, Girovagando in Trentino vi racconterà alcuni luoghi dell’Ecomuseo Piccolo Mondo Alpino della Val di Pejo. Un avamposto di cultura alpina e contadina che sarà raccontato, ad esempio, nella visita agli spazi dell’antica segheria veneziana di Celledizzo. Grazie all’aiuto dei volontari dell’Ecomuseo, visiteremo anche casa Grazioli a Strombiano, di fatto un museo/casa contadina del ‘600 rimasta tale e quale a come era in passato. Qui l’ecomuseo organizza visite guidate e una volta all’anno rievoca l’antica tradizione della panificazione. La sede dell’Ecomuseo a Celentino, oltre che centro culturale e di informazione, diventa spesso laboratorio per la tessitura del lino, la cui coltura appartiene alla tradizione della valle.