GRUMES: NEL PAESE DELLA LENTEZZA CRESCE UNA NUOVA ECONOMIA

GRUMES: NEL PAESE DELLA LENTEZZA CRESCE UNA NUOVA ECONOMIA

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Nella prossima puntata di Girovagando, vi raccontiamo la storia di un piccolo paese del Trentino, dove la lentezza ed un’attenzione particolare ai ritmi della vita e della natura hanno giovato in maniera considerevole sia su chi in questo paese abita tutto l’anno, sia sui turisti che sempre più arrivano in queste zone.
Nell’alta Val di Cembra, Grumes è un paese virtuoso che ha fatto del turismo sostenibile il proprio cavallo di battaglia, promuovendo una serie di interventi nella direzione della totale sostenibilità ed indipendenza energetica.

Come naturale approdo di questo percorso, il Comune Libero di Grumes è diventato alcuni anni fa Citta Slow, anzi, la più piccola Città Slow al mondo.

il recupero archeologico di una vecchia segheria. Questo edificio storcio si trova lungo il "percorso degli antichi mestieri" che si snoda a Grumes.
il recupero archeologico di una vecchia segheria. Questo edificio storcio si trova lungo il "percorso degli antichi mestieri" che si snoda a Grumes.
Tra le cuiriosità preenti a Grumes,anche un allevamento di lumache, un animale simbolico anche perché simbolo del senso del limite.
Pio Rizzolli, Presidente di Sviluppo Turistico Grumes
Dal vigneto di Pojer e Sandri, lo sguardo verso la Val di Cembra. In lontananza, il Bondone
Alessandro Canali, Consorzio miglioramento Fondiario di Grumes. Alle sue spalle si vedono alcune viti da poco piantate, anche queste fanno parte del recupero e bonifica dei terreni
Antonella Pojer raccoglie alcuni frutti e fiori che poi trasforma
La filiera dal legno di Grumes fornisce poi al Comune il cippato per alimentare la centrale di Teleriscaldamento
L'impianto di teleriscaldamento che serve il paese di Grumes
Una veduta di Grumes, dall'altra parte della valle, sullo sfondo, Sover
Tra i progetti in divenire, c'è un punto vendita dei prodotti locali, interamente ecosostenibile ed autonomo
Le stanze dell'ostello L'ost sono spaziose e confortevoli
Ugo Faccenda, presidente dell'Apt Pinè e Cembra
A pranzo al rifugio Potzmauer, dove Roberto ci ha offerto un'ottima Goulaschsuppe ed altri piatti della tradizione trentina: polenta e funghi raccolti nei boschi attorno al rifugio.
Una veduta del rifugio Potzmauer e Roberto sul "carèt" trainato dall'asino
Una veduta del rifugio Potzmauer e Roberto sul "carèt" trainato dall'asino
Fiore" Sandri e Roberto Leonardi ci raccontano la storia delle tre vigne che hanno piantato a fianco del rifugio Potzmauer. Quando l'uva sarà pronta, sarà forse il vino più "alto" del Trentino, visto che cresce a 1300 mt. La produzione? Una bottiglia!

 

Assieme a Pio Rizzoli, Presidente di Sviluppo Turistico Grumes, andiamo quindi alla scoperta di alcune realtà che di fatto testimoniano questa attenzione verso la natura ed il paesaggio alpino.

Insieme all’amico Fiorentino Sandri, della cantina Pojer e Sandri scopriamo innanzitutto uno splendido vigneto, composto da uve Solaris nate da una ricerca lunga settanta anni. Questo tipo di uva, nasce da un incrocio tra uve balcaniche ed uve europee, e dà vita ad un vigneto particolarmente resistente alle malattie funginee. Va da sé quindi, che quest’uva non necessità mai di alcun tipo di trattamento, ed è per questo che il vino che nascerà da questi pendii si chiamerà Zero Infinito, in omaggio ai Zero trattamenti che subisce in vigna ed in cantina.

Alessandro Canali, del Consorzio Miglioramento Fondiario di Grumes, ci mostra la zona di Maso Rella, dove si trova il vigneto, nei pendii che da Grumes scendono verso l’Avisio, e ci racconta che tutta la zona negli anni scorsi è stata protagonista di una ricomposizione fondiaria di terreni abbandonati negli anni 50/60 che in questo momento si trovano in riqualificazione.

Andiamo poi a far visita ad Antonella Pojer, che nei campi vicini al suo maso coltiva e raccoglie piante e fiori officinali per preparare poi tisane o prodotti cosmetici a base naturale.

Simone Santuari, sindaco di Grumes, ci mostra invece l’efficiente impianto di teleriscaldamento, a servizio di tutto il paese. Un impianto che lavora a pieno regime già da qualche anno, assicurando la totale indipendenza energetica al paese, aiutato anche dai numerosi pannelli solari e fotovoltaici che si intravedono in paese, efficienti ma tutto sommato abbastanza nascosti alla vista.

Tra le esperienze che scopriamo, anche L’Ost, l’ostello di Grumes, grazioso e curato, ottima location con camere singole, doppie e multiple per gruppi che vogliono trascorre qui qualche giorno di vacanza rifugiandosi lontano dal caos.

Infine, incontriamo con piacere Roberto Leonardi, vulcanico gestore del rifugio Potzmauer. Raggiungibile sia da Grumes che da Salorno (tramite un tratto del Durerweg) il rifugio si trova a 1300 mt di altezza.

Roberto, alpinista protagonista anche di avventure oltreoceano, proporrà nei sabati di ottobre quattro serate di connubio tra cucina delle Alpi e delle Ande, con piatti provenienti da Piemonte, Perù e Pampa-Patagonia.

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La Trax di fianco ad un vecchio mulino la trovate da Franceschi