I forti ritrovati: un’escursione per tutti sul monte Brione

I forti ritrovati: un’escursione per tutti sul monte Brione

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Quando si arriva nell’Alto Garda, in special modo se si giunge da Nago, si nota subito una lingua di montagna molto particolare, che separa Riva del Garda dalla zona del Linfano di Arco.

E’ un promontorio che sale con pendii dolci e terrazzati, ideali per la coltivazione dell’ulivo, dalla città di Riva del Garda. Una volta raggiunta la cresta in vetta, la montagna degrada velocemente con rocce e dirupi nel lato verso Est, verso Arco e Torbole.

Il Monte Brione si presta benissimo ad una passeggiata adatta a tutti: da Forte San Nicolò, di fianco all’omonimo porto turistico di Riva dal Garda si prende il Sentiero della Pace ed in circa 1 ora si raggiunge la sommità del Monte Brione, passando dai 65 metri di altitudine ai 342 metri del punto più alto.

La nostra giornata inizia da Forte San Nicolò, a Riva del Garda.
Saliamo per il sentiero che da questo forte sale lungo il Monte Brione.
Ben presto arriviamo al Forte Garda
L’interno di Forte Garda.
L’interno di Forte Garda
Lodovico Tavernini è la nostra guida per questa giornata, grazie all’aiuto del Mag Museo Alto Garda
Proseguendo, arriviamo al Forte Batteria di Mezzo
Qui visto dall’alto. Si notano le postazioni di tiro rivolte ad Est…
…verso Loppio, appunto.
Lodovico e Walter si incamminano lungo il sentiero. Sullo sfondo il monte Stivo con il rifugio Marchetti
il Trota
Walter in fase di discesa
l’intervista con il Trota
tramonta sul lago, è tempo di salutare
andiamo a far visita a Marco Furlani, Accademico del Cai e storico alpinista della Valle dei Laghi. Ci racconta un po’ di storia d’alpinismo, dagli albori ai giorni nostri.

E’ un bellissimo tragitto, che ad ogni passo regala panorami sempre più suggestivi sulla zona dell’Alto Garda.

Da qualche tempo, questo tragitto è reso ancora più interessante dalla possibilità di visita ai tre forti militari che sorgevano su questo promontorio durante la prima guerra mondiale.

Come ci racconta Lodovico Tavernini, la nostra guida storica, la zona dell’Alto Garda fu zona relativamente “tranquilla” durante la prima guerra mondiale e non visse momenti di scontri cruenti come altre zone del Trentino. Questo anche grazie alle fortificazioni che gli austroungarici avevano costruito nei 30 anni precedenti alla guerra, di cui oggi rimangono tre splendidi esempi restaurati e ripuliti negli ultimi mesi.

Alla partenza del sentiero, Forte San Nicolò fu costruito tra il 1960 ed il 1961 e sbarrava la strada che da Torbole giungeva a Riva. Permetteva così un controllo su tutte le persone che entravano a Riva e teneva in costante perlustrazione il lago di Garda verso Sud.

Salendo lungo il sentiero in breve tempo si arriva a Forte Garda (186 m), costruito ai primi del ‘900, che rappresenta un perfetto esempio delle tecniche di costruzione militare austro-ungariche. Fino a pochi mesi fa era in stato di abbandono, ma oggi è una costruzione di notevole pregio da poter visitare. È imponente nella sua struttura ma totalmente mimetizzato nell’ambiente circostante. Dotato di cupole girevoli, dalla sua sommità sparavano cannoni in grado di lanciare fin oltre la vetta del Monte Altissimo.

Proseguendo lungo il sentiero si arriva poi al forte più alto, Batteria di Mezzo (360 m), costruito nel 1880. Insieme al vicino forte Sant’Alessandro, di cui oggi non rimane nulla, era il baluardo più alto delle postazioni militari austroungariche, eretto per tenere sotto controllo la zona Est del Monte Brione. Non essendo dotato di cupole girevoli, i tecnici avevano costruito un osservatorio sulla sommità. Sulle bocche di fuoco si notano ancora scritte Bhf Loppio, ad indicare che quella postazione puntava esattamente sulla stretta del Lago di Loppio.

I forti del Monte Brione sono visitabili esternamente tutto l’anno. Forte San Nicolò è oggi sede di uffici, mentre gli altri due forti sono visitabili internamente grazie alle giornate guidate dal Mag, Museo Alto Garda.