I tappeti di “Confini e Conflitti” a Palazzo Alberti Poja

I tappeti di “Confini e Conflitti” a Palazzo Alberti Poja

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Ci spostiamo poi verso Palazzo Alberti Poja, lungo il settecentesco Corso Bettini

Nella splendida cornice di Palazzo Alberti Poja, edificio settecentesco che si affaccia su Corso Bettini a Rovereto, è in corso fino a fine ottobre la mostra “Confini e Conflitti”. Si tratta di una particolare esposizione di tappeti orientali di guerra, i cosiddetti War Rug, selezionati dalla collezione della Fondazione Sergio Poggianella.

E’ proprio Sergio che ci conduce alla scoperta di questa esposizione dai contenuti tanto originali quanto misteriosi: la loro produzione è infatti ancora tutta da indagare e rappresenta una rottura con la tradizione dei tappeti orientali. Si ritiene che i primi esemplari di War Rug siano datati intorno agli anni trenta, ma non mancano i tappeti che raccontano vicende più recenti, come ad esempio quello dedicato all’attacco alle torri gemelle del 2001.

Ci spostiamo poi verso Palazzo Alberti Poja, lungo il settecentesco Corso Bettini
Incontriamo qui una mostra particolare e curiosa: Confini e Conflitti, Visioni del potere nel tappeto orientale figurato
si tratta dell’esposizione di una serie di tappeti, provenienti da Oriente (Afganistan, Pakistan etc.) che raccontano la geografia mondiale in tempi più o meno recenti.
la Mostra è voluta ed organizzata dalla Fondazione Sergio Poggianella. E’ proprio Sergio ad accompagnarci lungo le sale.
Alcune lavori raffigurano il mondo
Altri sono dedicati ad eventi particolari, come l’attacco alle Torri Gemelle
Questa è un’opera particolare di Aldo Mondino che ha costruito un tappeto con i chicchi di caffè ai quattro stadi di lavorazione: fresco, secco, tostato e macinato

Prevalentemente annodati e più raramente tessuti o ricamati, sono manufatti realizzati per la gran parte in Afghanistan, ma anche in Pakistan (alla cui frontiera nord-ovest si erano stanziate le nuove manifatture dei profughi afghani) e in Iran (dove ancora oggi si contano circa tre milioni di rifugiati afghani), oltre che in Asia Centrale e in Cina. Tra i loro soggetti, rappresentazioni geografiche del mondo e della regione afghana che vanno da veri e propri planisferi arricchiti dal catalogo delle bandiere degli Stati, alle carte politiche e tematiche, al paesaggio, al ritratto dei personaggi pubblici, persino la banconota con il “dollaro” con o senza le “armi”.

I war rug hanno goduto della massima fortuna e di un significativo interesse commerciale nel periodo compreso tra l’invasione sovietica dell’Afghanistan (1979-1989) e la missione Enduring Freedom (2001-2006), ben oltre i confini dello stesso Afghanistan. Il catalogo della mostra, curato da Sergio Poggianella con la partecipazione di Enrico Mascelloni, uno dei massimi esperti di War Rug al mondo, rappresenta una delle pubblicazioni più complete del settore ed è esposta in una sala insieme alle altre pubblicazioni di riferimento al livello mondiale.

Tutte le info e gli orari d’apertura della mostra, organizzata da Fondazione Sergio Poggianella in sinergia con la Fondazione Museo Civico di Rovereto, il Comune di Rovereto e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, sono reperibili al sito www.mostraconfinieconflitti.it