Il magnifico slow ski SAN MARTINO DI CASTROZZA

Il magnifico slow ski SAN MARTINO DI CASTROZZA

San Martino di Castrozza, passo Rolle, il Primiero e il Vanoi significano Dolomiti e natura per coloro che amano sciare slow.

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Non solo dunque prestazioni sportive, da sempre assicurate, ma soprattutto contatto vero con un paesaggio unico che ci immerge nelle bellezze del parco naturale di Paneveggio-Pale di San Martino.

Per questo, accanto allo sci, trovano conferma le escursioni con le guide alpine, il benessere e la buona vita di montagna.

Con Rocco Romagna, esperto guida alpina e responsabile delle mitiche Aquile di San Martino e Primiero, scopriamo le tante possibilità di praticare il Freeride ovvero il fuoripista, in vicinanza degli impianti, ma sempre nello spirito della prevenzione e della sicurezza.

Questa località in inverno presenta tutto il fascino di una natura tutt’altro che immobile, ma piena di possibilità ed esperienze per tutti i gusti.

Con Valeria Ghezzi, Presidente del Consorzio degli impianti a fune, scopriamo le tante possibilità di una destinazione che cerca il contatto vero con la natura e si articola in una serie di piste per tutte le possibilità sportive.

Piste che percorriamo con Giacobbe Zortea, direttore della scuola di sci di San Martino di Castrozza, la quale propone una serie di possibilità che spaziano dai bambini alla famiglia fino al perfezionamento per sciatori esperti.

A Malga Ces, lungo l’itinerario di collegamento sciistico fra le malghe, scopriamo una cucina raffinata che ha fatto tesoro di una tradizione e della sua contaminazione con l’internazionalità di questi luoghi.

In modo particolare ascoltiamo la testimonianza della signora Antonietta Cemin Scalet sulla storia di questa malga, un tempo meta esclusiva di pastori e montanari ed oggi, dopo l’avvento degli impianti di risalita, destinazione delle moltitudini di amici dello sci ed appassionati della montagna primierotta.

Concludiamo con un aperitivo a tarda ora proprio lungo queste piste a testimonianza della vitalità e della simpatia di queste popolazioni che uniscono l’amore per la loro montagna ad una spiccata voglia di accoglienza.

San Martino ed il complesso territoriale del Primiero si presentano infatti come la meta ideale per un turismo sempre più attento alla riconversione ecologica dell’offerta.