IL RIFUGIO DELL’ANIMA

IL RIFUGIO DELL’ANIMA

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L’uomo ha sempre cercato un rifugio così come ha sempre cercato un orizzonte nuovo nel quale proiettare le proprie aspirazioni. Capita che queste aspirazioni si risolvano nel desiderio di conquista. Fortunatamente capita invece che queste assumano la dimensione della scoperta. È in questa proiezione che vive la vera avventura così come ci è stata narrata dai grandi  maestri della scoperta a partire da Walter Bonatti.

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la grandezza della vita alpina si manifesta anche in questo gruppo di camosci che scorgiamo a monte del sentiero, attorno a quota 1800.

Nell’una e nell’altra dimensione il rifugio è sempre stato un punto di riferimento essenziale. Le prestazioni in montagna sono soggettive e quindi tutti possono sentirsi alpinisti e guardare al rifugio come ad un luogo di socializzazione, di ristoro e di tranquillità del tutto particolare.

La nostra escursione inizia vicino a Bocca di Navene, sulla strada che collega la località al rifugio Graziani. Da lì, nei pressi di un grande faggio, parte il sentiero Sat 651.
le marmotte sono molto numerose sul Monte Baldo
alla partenza godiamo di una vista spettacolare sulla zona meridionale del Monte Baldo. In prmo piano la strada che da Bocca di Navene sale verso l’arrivo della funivia Malcesine-Baldo. Oltre, le cime del Baldo fino a giungere a Cima Telegrafo.
la vegetazione ben presto si dirada, e salgono le nebbie ottobrine
Sotto il mare di nuvole, nelle giornate di sole si scorge tutto il Garda
Compagni di viaggio: Danny Zampiccoli, Gestore del Rifugio Altissimo e Nicola Campostrini, accompagnatore di territorio e amico di Girovagando in trentino
la grandezza della vita alpina si manifesta anche in questo gruppo di camosci che scorgiamo a monte del sentiero, attorno a quota 1800.
L’ultimo tratto di sentiero 651 è ricavato sul tracciato di una possente strada militare
arriviamo al Rifugio in circa 2 ore di cammino
pur essendo un giovedì d’ottobre, sono numerosi i ciclisti e i camminatori che arrivano da queste parti.
Pranziamo in rifugio, pranzo classico, ma di qualità ed a filiera corta.
Danny seppur astemio ha una passone per le grappe che reputa il vero distillato del nostro territorio.
La grappa, in dosi moderate, favorisce anche la conoscenza reciproca tra persone ed ecco che in rifugio si crea subito uno spirito gioviale.

 

Questa dimensione, questa “destinazione” è diventata un luogo particolarmente interessante per coloro che cercano non solo un rapporto vero con la natura, ma anche con gli umani.

Si sceglie il rifugio come un luogo franco, libero della competizione del quotidiano, ma anche dal conformismo e dall’omologazione.

Per questo Girovagando propone l’escursione al rifugio Altissimo del monte Baldo in compagnia di un gestore d’eccezione, Danny Zampiccoli.

L’Altissimo è diventato per tutti un luogo famigliare e libero, un posto dove la montagna può rivivere anche attraverso un concerto e la poesia, attraverso una buona serata gastronomica e un giro di tango argentino. Danny Zampiccoli ha inventato un genere di ospitalità marcando con il proprio carattere, un’innata simpatia e teatralità “democratica”, uno stile apprezzato istantaneamente da tutte le nazionalità che si radunano al suo cospetto.

Un ritratto di Walter e Danny
Sull’esterno del rifugio, le massime di Danny
…che troviamo anche all’interno del rifugio
lo staff del Rifugio Altissimo: con Danny, Michele, Matteo detto “Buba” e Denise.
Staff di Girovagando e Staff del Rifugio Altissimo
Le foto di escursioni passate, ci aiutano a mostrarvi l’altopiano di Brentonico, visto dal Lago di Garda.
e questo è il Lago di Garda
nei prati verdi dell’Altissimo, nel periodo estivo, trovano ospitalità i cavalli Haflinger
..ed anche le vacche
Lodovico e Walter si incamminano lungo il sentiero. Sullo sfondo il monte Stivo con il rifugio Marchetti
Ci spostiamo poi a Nago. Giampaolo Calzà detto il Trota, guida alpina ed appassionato fotografo, ci porta in Falesia al Belvedere
il Lago di Garda
il Trota

 

In Trentino i rifugi della Sat sono 35 ai quali si aggiungono 4 capanne sociali, 14 bivacchi e 20 strutture gestite direttamente della sezioni locali. Sono poi attive altre decine di rifugi privati, molti dei quali ancora raggiungibili solo a piedi.

La puntata di questa settimana si chiude con un’arrampicata sulle falesie di Arco con Giampaolo Calzà per tutti noto come el Trota.

Le palestre per il free climbing e le piccole pareti sono diventate un’altra destinazione per turisti provenienti da tutto il mondo che hanno fatto di Arco e del Garda Trentino un vero e proprio distretto economico e turistico dell’arrampicata.

 

Walter in fase di discesa
Walter in fase di discesa
L’intervista con il Trota
L’intervista con il Trota
tramonta sul lago, è tempo di salutare
tramonta sul lago, è tempo di salutare