IL TRENTINO DA SCOPRIRE A PIEDI

IL TRENTINO DA SCOPRIRE A PIEDI

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Insieme agli amici naturalisti di Albatros, vi presentiamo due escursioni ricche di fascino e facili da percorrere. Con una pausa in un agriturismo trentino.

Le filiere corte, tanto in voga in agricoltura e nell’alimentazione naturale, appartengono anche all’escursionismo. In un tempo contrassegnato dalla riscoperta del territorio e della sua storia, tornano di attualità certi itinerari che partono direttamente dalla città, o dai paesi e sobborghi vicini.

Un esempio in tal senso è quello che viviamo questa settimana in compagnia di un esperto: Maurizio Fernetti. Accompagnatore di territorio, naturalista, divulgatore ed esperto in geologia, Maurizio è sicuramente uno delle migliori guide per coloro che vogliono conoscere, camminando, l’ambiente delle mezza montagna trentina.  Più lentamente, più profondamente e più dolcemente, potremmo dire citando Alex Langer in contrapposizione al motto olimpico che invitava alla velocità e alla forza bruta.

Il Monte Celva visto da Zell di Cognola
Dal Monte Celva, la vista sul Bondone e sulla città di Trento
Il forte Sella di Roncogno, costruito attorno al 1880 circa. Parte da qui il sentiero sat 419 per l’ex Osservatorio ed il Monte Celva
Walter e Maurizio escono da una delle grotte sul Monte Celva
Le postazioni di vedetta. Qui guardano verso Pergine, di fronte a loro la Marzola
La croce che guarda verso Pergine dal Monte Celva
La guerra ci ha lasciato anche questo: l’impronta della mano di un soldato
Maurizio Fernetti ci mostra una delle grotte sul Monte Celva, una ampia rete di cunicoli sotterranei
Maurizio ci mostra l’incisione sulla quale sono impressi i dati del soldato e del battaglione che costruirono questa postazione di sparo e vedetta
Maurizio e Walter qui sono all’inizio della salita dei 100 scalini. Interamente scavato nella roccia questo sentiero conduce sul fondo di un pozzo alto circa 15 metri, che serviva per inviare rifornimenti al campo soprastante, senza essere scoperti dai nemici
Dalle trincee sul Monte Celva, Pergine
In trincea
a famiglia Bampi, che conduce con passione il nuovo Agritur Calcaiol sulla collina di Trento
Le caprette ospiti all’Agritur Calcaiol
I Cavalli dell’Agritur Calcaiol
Il sentiero Franco Furlan è dedicato ad un guardiacaccia, scomparso tragicamente nel tentativo di recuperare un piccolo di camoscio
La ricostruzione di un’antica carbonaia lungo il sentiero Franco Furlan a Torcegno
Andrea Dietre ed alcune delle sue sculture lungo il sentiero
Un’altra scultura dell’artista Andrea Dietre
Oxalis Acetosella, sembra un trifoglio ma non lo è, anticamente era utilizzata come condimento. Contiene infatti un acido simile all’aceto
Una fontana lungo il sentiero Franco Furlan
Il gruppo di amici che ci ha accompagnato lungo il sentiero Franco Furlan a Torcegno

 

E, infatti, dolcemente ci incamminiamo assieme a Maurizio Fernetti verso la meta di oggi: il monte Celva, sopra a Povo, con i suoi sentieri forestali, le trincee e le caverne delle Grande Guerra.

La vista di forte Sella di Roncogno, poco distante dal passo del Cimirlo, ci riporta subito nel clima militare del 1915-18 dove un vero e proprio campo trincerato e fortificato circondava la città di Trento.  Maurizio ci introduce all’ambiente naturale, botanico e forestale di questo interessante ambiente naturale. Superata la celeberrima palestra di roccia del Celva, il sentiero Sat 419 ci conduce verso le prime trincee e fortificazioni scavate nella roccia. Si tratta di reperti ed esempi di architettura militare perfettamente conservati ed oggi a disposizione di tutti coloro che sono interessati alla conoscenza di questo fondamentale capitolo di storia trentina e non solo.

Passiamo poi dal “Sentiero dei 100 scalini” interamente ricavati nella roccia per assicurare i rifornimenti all’interno di questo settore difensivo che, in verità, non venne mai investito dai combattimenti.

Arriviamo quindi nella zona dell’ex Osservatorio autroungarico per poi accedere, in pochi minuti, alla cima del Celva giusto in tempo per ammirare la città di Trento dall’alto.

Volgiamo poi lo sguardo verso la Valsugana dove ci dirigiamo nel pomeriggio alla ricerca di una nuova esperienza naturalistica. L’attenzione di Maurizio Fernetti si posa così sul “Sentiero didattico Franco Furlan” di Torcegno, un percorso ad anello dedicato alla memoria di questo guardia caccia tragicamente scomparso alcuni anni fa nel tentativo di salvare un camoscio ferito.

Ci accompagna un folto gruppo di amici formato dall’Associazione Cacciatori “Riserva di Torcegno” e dell’Ecomuseo del Lagorai. Insieme percorriamo i circa due chilometri di anello in mezzo a piante secolari, manufatti storici come una vecchia “carbonera” ricostruita, sculture in legno e pannelli didattici che ci introducono in questo ambiente tutto da scoprire.

Questo sentiero naturalistico nasce dall’esigenza di divulgare ai giovani, ai cittadini e agli ospiti un’idea della foresta come grande scuola della vita dove gli aspetti naturali e la storia dell’uomo si incontrano all’insegna del rispetto e dell’equilibrio.