IN FERRATA O IN BICICLETTA, TANTI MODI PER SCOPRIRE I LAGHI ALPINI

IN FERRATA O IN BICICLETTA, TANTI MODI PER SCOPRIRE I LAGHI ALPINI

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La prossima puntata di Girovagando vi conduce sulle rive di due splendidi laghi.

Il primo è il lago d’Idro: lungo e stretto, incassato fra le montagne è una gemma alpina che unisce Lombardia e Trentino: scavato dal lavoro fatto in milioni di anni dal ghiacciaio insinua le sue acque blu fra coste ripide e pareti rocciose, offrendo scorci di un fascino delicato e del tutto inedito nell’ambito del tipico paesaggio alpino, che assume qui nuove forme, miriadi di colori e nuove prospettive.

In maniera del tutto particolare, vi presentiamo questo lago da una prospettiva tipicamente alpina: le rocce. Vi portiamo infatti a scoprire la Ferrata Sasse, che unisce gli abitati di Vesta e Baitoni sulla costa occidentale del lago.

L’escursione di oggi inizia in Valle del Chiese, precisamente sul lago d’Idro. Da Porto Cammarelle, a Baitoni, parte il sentiero che ci condurrà alla Ferrata Sasse
La ferrata congiunge Baitoni e Vesta, con alcuni passaggi molto spettacolari a picco sul lago.
Ci accompagnano in questa avventura Cornelia Bazzoli, del Consorzio Valle del Chiese, Jacopo Pellizzari giovane Guida Alpina, oltre naturalmente a Giorgio Righi e Walter Nicoletti dello staff di Girovagando
Il primo tratto è un comodo sentiero nel bosco.
il sentiero è percorribile in entrambe le direzioni . Noi imbocchiamo il percorso da Vesta
grazie all’aiuto di Demis, il nostro operatore Tony segue la cordata dal lago
caschetto, moschettoni, imbraghi: è tutto pronto!
C’è anche una calata dall’alto di circa 15 metri

Un percorso affascinante, che alterna picchi in quota con spettacolari viste sulle prealpi circostanti e tratti in cui il percorso si abbassa fino a livello del lago.

Una nuova emozionante proposta per scoprire l’atmosfera di questo splendido lago alpino.

Un punto spettacolare della ferrata che arriva praticamente a pelo d’acqua
Il ponte tibetano: da qui la ferrata ricomincia a salire verso monte.
Jacopo, sempre molto attento nell’assistenza agli escursionisti

A seguire, ci spostiamo poi sul Garda.

Percorrendo la Ponale abbiamo raggiunto Pregasina, vero balcone sul lago.

Con le moderne mountain bike o a piedi, con il nordic walking o in tenuta da vero e proprio trekker, il popolo degli escursionisti e degli sportivi ha trovato da queste parti un teatro di sperimentazione e pratica quotidiana che non ha rivali al mondo.

Ci spostiamo poi in Alto Garda, andremo in escursione in bicicletta sulla Ponale di Riva del Garda
In questa immagine, il Monte Brione al centro della piana di Riva, Arco e Torbole. Alle spalle il Monte Stivo, ancora innevato, il Creino e il Monte Biaena.
: La Ponale, la vecchia strada che portava in Val di Ledro, oggi uno dei percorsi più celebri al mondo per la Mountain Bike
questo grazioso paesino è un balcone sull’Alto Garda
da questa località, sono innumerevoli le possibilità di escursione: su tutte la possibilità di salire verso Tremosine e Tremalzo.
proprio di fronte al paese, si trova un colle che utilizziamo come scenografia naturale per le nostre immagini.
il paesino di Pregasina visto da Nago.

Dal lago, patria incontrastata della vela e del windsurf, passando per l’arrampicata sulle innumerevoli falesie così come sulle pareti strapiombanti delle prealpi trentine, l’Alto Garda offre innumerevoli possibilità.Il mito del Garda Trentino, propaggine nordica e “terragna” del grande Mediterraneo raccontato da Goethe, rivive oggi anche attraverso le varie forme della vacanza attiva. Tedeschi e nord europei innamorati del sole italiano si tuffano in questo paesaggio rispettandone, come nessun altro, le origini ed i contenuti.

Le immagini della Ponale e di Pregasina sono un biglietto da visita che rende il Garda un paesaggio unico.