La galleria Adige Garda per la salvaguardia del territorio

La galleria Adige Garda per la salvaguardia del territorio

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Dall’interno, i primi metri di galleria

L’ Adige Garda è una galleria scolmatrice di cui molti hanno sentito parlare ma pochi conoscono dettagli e utilizzo.

Si tratta di un’opera ingegneristica la cui costruzione iniziò nel 1937 e terminò nel 1959, dopo una sospensione di alcuni anni durante la guerra.

Si può ritenere come l’opera finale di “Regolazione dell’ Adige”, una serie di interventi che negli ultimi secoli regimentarono le acque, forgiando l’attuale corso del fiume.

La galleria inizia dall’Adige, all’altezza della località Mori Stazione e corre dritta per poco meno di 10 chilometri sfociando nel lago di Garda, poco a sud di Torbole.

L’esterno della galleria Adige-Garda nei pressi di Mori Stazione. E’ ben visibile dall’autostrada e dalla pista ciclabile che corre sull’altra sponda del fiume
L’Adige Garda è oggi gestita dalla provincia autonoma di Trento e la sua messa in funzione è decisa dal servizio di Protezione Civile di Trento, di concerto con le regioni limitrofe ed in particolare il Veneto
Foto storiche della costruzione della galleria
La paratie che bloccano l’acqua e che vengono aperte in caso di necessità. La portata massima della galleria è di 500 m cubi/secondo
La costruzione della galleria inizi nel 1937, fu sospesa durante la guerra per riprendere nel 53-54 ed essere ultimata nel 1959
La galleria è un tunnel di circa 6-7 metri di diametro, molto suggestivo, lungo poco meno di 10 km, completamente dritti. Nelle giornate serene, si vede letteralmente la luce in fondo al tunnel.
Ci accompagnano nella visita Mauro Rigotti e Piergiorgio Deflorian , del dipartimento Bacini Montani Pat, con Alberto Cappelletti, presidente vallata Adige
Dall’interno, i primi metri di galleria
La galleria si getta nel Lago di Garda, poco a sud di Torbole sul Garda

Con i suoi 7 metri di diametro è in grado di portare fino a 500 metri cubi d’acqua al secondo dal fiume al lago, per evitare che l’eventuale piena dell’Adige crei danni eccessivi nelle zone a sud di Rovereto. Non ha funzionamento meccanico, in quanto l’acqua defluisce nel lago sfruttando i circa 100 metri di differenza d’altitudine tra l’imbocco e l’uscita.

Nei suoi 55 anni di storia la galleria è stata utilizzata 11 volte, l’ultima delle quali nel 2002.

Il momento di massimo utilizzo della galleria avvenne durante la tragica al-luvione di Trento nel novembre 1966, unica circostanza in cui la galleria venne aperta per la sua portata massima.

Sono innegabili gli effetti positivi che la galleria ha avuto nel territorio del basso trentino e del veronese, evitando allagamenti e danneggiamenti.

La costruzione della galleria però, ebbe anche un importante impatto sul lago di Loppio, che fu prosciugato per permetterne la costruzione. Durante i lavori infatti quando gli scavi giunsero all’altezza del lago, erano troppo numerose le infiltrazioni d’acqua e le falde presenti. Si dovette procedere, anche per la sicurezza degli operai, a prosciugare il bacino.

Dopo molti anni in cui la gestione era in capo al Magistrato delle Acque, dal 2000 la gestione della galleria è assegnata al servizio Bacini Montani della Provincia di Trento. La Protezione Civile trentina è incaricata, di concerto con le regioni limitrofe, dell’eventuale apertura delle paratie.

Pur avendo avuto un impatto sul paesaggio del lago di Loppio, l’Adige-Garda è una notevole opera ereditata dal passato per la salvaguardia dell’ambiente. Anche se è stata utilizzata raramente, la sua apertura si è sempre rilevata fondamentale per il mantenimento, la protezione e la salvaguardia del territorio e del paesaggio.