LA RISCOPERTA DELL’ACQUA, LA RISCOPERTA DEL FIUME

LA RISCOPERTA DELL’ACQUA, LA RISCOPERTA DEL FIUME

1846
CONDIVIDI

Un viaggio alla scoperta dell’Adige e dei suoi affluenti, della flora e della fauna che li abitano e delle diverse declinazioni in cui si intrecciano la vita dell’uomo e la vita dei fiumi

Ogni luogo, sia esso una città o un territorio, lega la sua identità al fiume che lo attraversa.

Fin dalle sue origini, la vicenda umana si è legata, per necessità ecologica prima di tutto, all’acqua, fonte primaria di vita, ma anche di economia, di trasporto e di energia cinetica.

Per questo motivo la storia dei fiumi si lega alla storia umana passando nel corso dei millenni e dei secoli dagli antichi molini ad acqua alle moderne centrali idroelettriche mantenendo sempre a comunque fede al principio della sostenibilità ambientale.

La nostra escursione in alta Val di Fassa inizia a Penia, pochi chilometri dopo che l’Avisio si è formato, nel lago di Fedaia
Qui l’Avisio forma delle spettacolari cascatelle
L’Avisio è ancora un piccolo torrente
In questa zona della Val di Fassa, l’Avisio ha sempre alimentato l’attività della segheria
Si tratta di una segheria alla veneziana, oggi in funzione solo per attività dimostrative
Alcuni particolari della Segheria
Alcuni particolari della Segheria
Parte da qui un percorso guidato nel bosco, “L’ega te cuna”, L’acqua bambina (in lingua ladina), che propone una passeggiata ed una serie di attività nel bosco alla scoperta dell’Avisio e del suo ambiente
tra le attività proposte, questo simpatico amplificatore del suono dell’acqua dell’Avisio
Sandro Zanghellini, di Albatros, è il progettista ed il curatore del percorso
L’interno di un buco scavato da un picchio. Qui si vede come l’interno dell’albero sia già scavato da diversi tipi di insetti. Il picchio scava a sua volta per cibarsi di tali insetti
L’esterno della galleria Adige-Garda nei pressi di Mori Stazione. E’ ben visibile dall’autostrada e dalla pista ciclabile che corre sull’altra sponda del fiume
L’Adige Garda è oggi gestita dalla provincia autonoma di Trento e la sua messa in funzione è decisa dal servizio di Protezione Civile di Trento, di concerto con le regioni limitrofe ed in particolare il Veneto

 

La puntata di Girovagando in Trentino di questa settimana viene dedicata all’atavico rapporto fra l’uomo e l’acqua attraverso alcune significative esperienze che viviamo lungo il corso del fiume Adige ed i suoi maggiori affluenti il Noce e l’Avisio in particolare.

La puntata inizia in alta Val di Fassa, a Penia, proprio sotto la Marmolada, la regina delle Dolomiti dove è stata recuperata l’ultima segheria veneziana funzionante fino  agli inizi degli anni 80.

Vicino a questa struttura Sandro Zanghellini, naturalista di Albatros, ha creato assieme alla locale amministrazione comunale un percorso dedicato all’acqua. Ega te cuna in ladino significa acqua bambina: attraverso un comodo sentiero il visitatore entra in contatto con la flora e la vegetazione ripariale approfondendo le conoscenze relative ai pesci, ai rettili, anfibi ed insetti che abitano questi luoghi.

Altre tappe della nostra giornata riguardano poi la visita presso la galleria Adige Garda di cui parliamo sotto e un’escursione lungo il Noce per documentare l’impegno di queste vallate nella valorizzazione turistica di questo importante torrente.

Accanto alla canoa e al rafting, significative ci sono sembrate le esperienze relative alla valorizzazione del lago di Santa Giustina, specchio d’acqua artificiale sviluppatosi dopo la costruzione dell’omonima diga.

Foto storiche della costruzione della galleria
la costruzione della galleria inizi nel 1937, fu sospesa durante la guerra per riprendere nel 53-54 ed essere ultimata nel 1959
Ci accompagnano nella visita Mauro Rigotti e Piergiorgio Deflorian , del dipartimento Bacini Montani Pat, con Alberto Cappelletti, presidente vallata Adige
Dall’interno, i primi metri di galleria
La paratie che bloccano l’acqua e che vengono aperte in caso di necessità. La portata massima della galleria è di 500 m cubi/secondo
la galleria è un tunnel di circa 6-7 metri di diametro, molto suggestivo, lungo poco meno di 10 km, completamente dritti. Nelle giornate serene, si vede letteralmente la luce in fondo al tunnel
la zona dove la galleria si getta nel Lago di Garda, poco a sud di Torbole sul Garda
Donato Preti, presidente Vallata Noce
Alberto Cappelletti, presidente Vallata Adige
Armando Benedetti, presidente Vallata Avisio
Giuseppe Negri, Presidente BIM Adige

 

La memoria dell’acqua arriva così fino a toccare i nostri giorni attraverso l’impegno di enti quali il Consorzio Bim Adige che riveste l’importante funzione di ripartire i sovracanoni relativi all’utilizzo idroelettrico del maggiore fiume regionale e dei suoi affluenti in opere e progetti rivolti al bene comune dei cittadini dei comuni consorziati.

Con il presidente del Bim Adige di Trento Giuseppe Negri ed i presidenti di vallata Avisio, Adige e Noce, ripercorriamo i progetti più significati portati avanti negli ultimi anni. Il meccanismo è molto semplice ed appartiene alla storia democratica di una provincia alpina come il Trentino.  Se è vero che l’utilizzo idroelettrico dei corsi d’acqua ha provocato alcune, superabili contraddizioni ambientali, è altrettanto vero che con il sovracanone si riesce a risarcire la comunità con interventi in favore dell’ambiente, della stabilità del territorio, ma anche in ambito sociale, sanitario, viabilistico e culturale.

Particolarmente significativi a riguardo i progetti legati alla promozione della sanità in valle di Non e l’intervento, nelle valli dell’Avisio, per la progettazione di una piccola ferrovia di montagna.

La Opel Meriva questa volta ci ha accompagnato in Val di Fassa
La Opel Meriva questa volta ci ha accompagnato in Val di Fassa