La storia dello sci alpino

La storia dello sci alpino

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Quando si parla del Monte Bondone, è difficile non riconoscerlo come uno dei luoghi pioneristici dello sci alpino trentino.

La tradizione sciistica parte in realtà da molto più lontano: la Norvegia, ed in generale i paesi nordici, diedero vita alle prime esperienze di scivolamento su pezzi di legno anticamente chiamati saa o suk.

A Tromsoe si tenne la prima “competizione” di cui si abbia testimonianza, nel 1843, e a Kristiania (l’odierna Oslo) fu fondato il primo sci club nel 1975.

Sulle Alpi, lo sci alpino vive un primo momento di discreta diffusione verso la fine dell’ ‘800, quando a Saint Moritz, alcuni albergatori decidono di proporre ai loro abituali clienti di trascorre del tempo in Svizzera in inverno. Fu così che tra l’aristocrazia inglese, che fino ad ora conosceva la zona alpina solo per l’estate, iniziò a diffondersi la pratica dello sci.

In Italia, pioniere dello sci fu Adolfo Kind, che a cavallo tra ‘800 e ‘900, di ritorno da un viaggio in Svizzera, portò con sé un paio di sci in frassino e convinse alcuni amici a provarli. Nacque così, il 21 dicembre 1901, lo Ski Club Torino, il primo sci club italiano.

Da questo momento, lo sci alpino inizia ad avere una buona diffusione, pur rimanendo una pratica riservata alle classi sociali più agiate.

Si registra anche un cambio nella tecnica. Fino ad ora la tecnica adottata era il Telemark, a disegnare curve con l’ausilio di uno o due bastoncini e con il tallone libero di alzarsi dallo sci. Attorno agli anni ‘20 i norvegesi inventano gli attacchi fissi che bloccano la calzatura allo sci. Ci si rende conto ben presto che tale tecnica (denominata Cristiania dalla regione attorno ad Oslo in cui si diffuse) permette di raggiungere velocità maggiori e raggi di curvatura più stretti, pur rendendo più difficile il movimento di curvatura.

Nel 1936 lo sci alpino entra a far parte dei giochi olimpici, in occasione della IV edizione dei Giochi a Garmisch-Partenkirchen.

E’ in questi anni che anche in Bondone inizia a diffondersi la pratica dello sci.

Le piste del Bondone erano già attive prima della seconda guerra mondiale, e nel 1934 fu costruito il primo impianto di risalita in Europa, che operava come slittovia. Dal secondo dopo guerra, il Bondone si configura come uno dei distretti più conosciuti dell’arco alpino per la pratica dello sci, grazie alla presenza e partecipazione di personaggi poliedrici come Rolly Marchi.

Sua l’invenzione della 3-tre (tre gare attorno a Trento) nel 1950 (discesa in Paganella, Slalom a Serrada e Slalom Gigante sul Monte Bondone) e del Trofeo Topolino. Nel 1967 si svolse su queste nevi uno Slalom Speciale valido per la Coppa del mondo Femminile di Sci.