LA VALLAGARINA SI RISCOPRE TERRA DI MONTAGNA

LA VALLAGARINA SI RISCOPRE TERRA DI MONTAGNA

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Forse è una coincidenza ma l’inaugurazione della nuova ferrata di monte Albano e questa vendemmia sono un indicatore della voglia di montagna che serpeggia in Vallagarina.

Da una parte un sistema turistico interessato sempre di più alla vacanza attiva che si muove a suon di ruralità, piste ciclabili, escursionismo ed arrampicate in falesia e non solo. Dall’altra una viticoltura che si apre a nuove esperienze in quota con vitigni, generalmente bianchi, ma senza dimenticare il Pinot nero. Dal Muller Thurgau alle varietà aromatiche di montagna la ricerca dei viticoltori e delle loro cantine si sposta continuamente verso la valorizzazione di nuovi vitigni, cercando in fondovalle nuove proposte per nuovi mercati.

Sta finendo il periodo di vendemmia a Mori. Qui si vendemmia Marzemino superiore di Isera, nelle campagne sotto la frazione di Ravazzine
L’annata di vendemmia non è stata delle migliori. Questo è un grappolo di Marzemino
Fabio Poli è socio della cantina di Mori
a Prabubolo di Ala vive un interessantissimo esperimento agrituristico. Nicola Tomasi da ormai qualche anno ha deciso di far rivivere le zone alte di quest’area alle pendici di Passo Buole. Qui si trovano alcuni vitigni di montagna (Muller Thurgau e Traminer). Nicola si sta inoltre battendo affinché un antico caseggiato, una volta sede di una comunità di recupero, posso oggi essere riconvertito a spazi per agriturismo
Luciano Tranquillini è il direttore della cantina di Mori Colli Zugna
In questo appezzamento a ridosso della cantina si stanno sperimentando alcuni varietà intraspecifiche di uva. Quest’uva è un incrocio Teroldego per Lagrein che risulta essere molto resistente alla muffa, senza alcuna necessità di interventi. Viene vendemmiato in cassette e lasciato appassire per qualche settimana
il Vittoria è il nuovo prodotto della cantina Mori Colli Zugna. E’ composto di uva Chardonnay in purezza, maturata in anfore di terracotta
Le anfore “sperimentali” della cantina
L’enoteca della Cantina di Mori ha cambiato volto e gestione
Walter con i nuovi gestori tra cui Massimiliano Brandi
Dalla piazza di Mori, la chiesetta di Montalbano e la parete che la sovrasta. Sono circa 300 metri di parete, che conduce poco sotto l'abitato di Nomesino
Il Gruppo Sat di Mori che ci ha accompagnato

 

La cantina di Mori Colli Zugna, con l’infaticabile direttore Luciano Tranquillini, ha messo a punto alcune innovazioni che meritano l’attenzione di Girovagando in Trentino. In primo luogo segnaliamo il Vittoria, un vino prodotto in anfora secondo le regole della vinificazione primitiva. Si tratta di uve Chardonnay in purezza messe a macerare per lunghi mesi in questi contenitori costruiti da un’azienda del luogo, la Tava, specializzata in costruzioni in ceramica. Parlare di un ritorno al passato è dire poco, visto che questo metodo di vinificazione ha anticipato di millenni il legno ed ancora oggi viene praticato su larga scala in paesi come la Georgia. Ma questo connubio fra artigianato locale e prodotti del territorio è destinato a svilupparsi ulteriormente all’insegna del recupero di antichi sapori e stili enologici dimenticati. E per questo già si parla di una piccola, ma significativa estensione di questa pratica enologica ad altre varietà, sia bianche che rosse le quali, grazie al particolare sistema enologico utilizzato, possono evitare il ricorso a conservanti.

Dalla piazza di Mori, la chiesetta di Montalbano e la parete che la sovrasta. Sono circa 300 metri di parete, che conduce poco sotto l'abitato di Nomesino.
Il Gruppo Sat di Mori che ci ha accompagnato
Ester Pisetta è la Presidente del gruppo Sat di Mori
Qui siamo a circa metà ferrata, Mori e l'altopiano di Brentonico sullo sfondo

 

Altra novità è poi rappresentata dall’impegno della cantina sul versante ambientale con un’ottima vendemmia, nonostante le condizioni non certo facili, che ha riguardato le specie resistenti alla botrite allevate sopra la cosiddetta cantina ipogea a testimonianza che la strada della vera innovazione è quella legate all’ambiente e alla salubrità del prodotto.

Percorriamo i vigneti della Vallagarina con diversi amici viticoltori fra i quali Fabio Poli che incontreremo, poco dopo, sulla ferrata appena inaugurata assieme ad un folto gruppo di satini di Mori. Ci accompagna la presidente della sezione Ester Pisetta assieme ad amici arrampicatori di ieri e di oggi. È con noi anche Mario Tranquillini che all’inizio degli anni settanta concepì questo ardito itinerario per farne una sorta di linea su roccia sostenuta da un filo di acciaio quasi a proporsi come una via di arrampicata. Accanto ai padri della ferrata come Tranquillini e l’amico Ezio Cescatti, ci accompagna la nuova generazione satina con due giovani promesse come Carla Riz e Jessica Marzadro. Cambia il contesto e cambiano le persone, ma il fascino della ferrata di Mori è sempre quello delle origini.