LAGHI DI S. GIULIANO

LAGHI DI S. GIULIANO

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Lago di Garzoné, sullo sfondo la Presanella m 3558 (foto Agh)

Idilliaca escursione nel Gruppo Adamello-Carè Alto – 3 novembre 2007

Con questa prima puntata del ciclo anteprima inverno la programmazione sul sito e in tv si divide fino alla ripresa del ciclo invernale: sul web proporremo ogni settimana una nuova escursione, in televisione andranno invece in onda le anticipazioni della nuova stagione invernale nei vari ambiti turistici.

Laghi di S. Giuliano in Val Rendena (foto Agh)
Lago di S. Giuliano (foto Agh)
Il versante sud della Presanella 3558 visto dai Laghi di S. Giuliano (foto Agh)
Lago di S. Giuliano con la chiesetta omonima (foto Agh)
Arrivo a Malga S. Giuliano (foto Agh)
Lago di Garzoné con la malga omonima (foto Agh)
Lago di S. Giuliano (foto Agh)
Bocchetta dell'Acqua Fredda (foto Agh)
Lago di Garzoné (foto Agh)
Lago di Garzoné, sullo sfondo la Presanella m 3558 (foto Agh)
Dolomiti di Brenta viste dalla Bocchetta dell'Acqua Fredda (foto Agh)
Nei pressi di Malga Campo (foto Agh)
Laghi di S. Giuliano visti salendo alla Bocchetta dell'Acqua Fredda (foto Agh)
Mappa del percorso presa dal bel sito caderzone.net, anche con dati GPS scaricabili

Laghi di S. Giuliano

Iniziamo questo ciclo in attesa della stagione invernale proponendo una fantastica escursione autunnale, che si può fare volendo anche in mezza giornata. Si tratta dei Laghi di S. Giuliano, un luogo davvero paradisiaco, forse uno dei più belli di tutto il Trentino. Se poi fate questa escursione coi colori dell’autunno, l’estasi è pressoché garantita. Tra i due laghi, che hanno un dislivello di appena 4 metri uno rispetto ll’altro, esiste il Rifugio di S. Giuliano, rifugio, attualmente in ristrutturazione, ed una chiesetta-santuario in riva al lago a poca distanza. La chiesetta è dedicata a S. Giuliano di Cilicia. Celebre nell’antichità per la sua fonte di “acqua buona per le febbri”, pare fosse custodita un tempo da un eremita. La prima notizia è del 1292. Sarebbe stata ricostruita nel 1488 dai Lodron sul luogo dove la credenza popolare dice che S. Giuliano si ritirò per espiare la colpa dell´uccisione dei suoceri, per un tragico errore di gelosia per la sua bella consorte. L´attuale edificio è del 1868. Nelle estati tra il 1649 e il 1654 amava soggiornare nell´edificio annesso al tempietto il principe vescovo Carlo Emanuele Madruzzo. Il paesaggio qui è semplicemente grandioso e ricorda certi scorci tipici del Grande Nord canadese: laghi, boschi e ghiacciai. A nord incombe la mole possente della Presanella, mentre ad ovest si scorgono i ghiacciai con le nevi perennei delle vedrette del Gruppo Carè Alto-Adamello.

Percorso

Dal paese di Caderzone, in Val Rendena, in prossimità del ponte si stacca la strada con indicazione “Rif. S. Giuliano”. La strada è stretta ma asfaltata e sale per circa 15-20 minuti fino a raggiungere Malga Diaga oppure, risparmiando circa 150 metri di dislivello da fare a piedi, fino al parcheggio a 10 minuti da Malga Campo. Di qui il sentiero 230, con grandiosi squarci sulla Val di Genova e sull’alta Val Rendena verso Carisolo e S. Antonio di Mavignola, prosegue in costa, quasi pianeggiante, per circa 2 km in un bel bosco. Quindi piega decisamente a sud salendo gradualmente per un bosco sempre più rado fino a sbucare nella spettacolare radura dove sorge Malga S. Giuliano, con grandioso colpo d’occhio verso le cime del Carè Alto. Si procede ancora per pochi minuti in leggera discesa fino a rimanere tramortiti dalla bellezza del Lago di S. Giuliano m 1938 che si apre in una splendida conca. Il paesaggio ricorda quelli selvaggi del Canada, il blu del lago contrasta con il bianco abbacinante dei ghiacciai all’orizzonte. Sulla riva orientale si incontra la bella e solitaria chiesetta intitolata a S. Giuliano. Dopo pochi minuti si arriva al Rifugio S. Giuliano m 1955 posto su un bel poggio pannoramico. A poca distanza e un po’ più in basso si intravede tra gli alberi il meraviglioso Lago di Garzoné m 1942, sulla riva opposta si distingue la malga. Ora inizia il rientro: si segue il sentiero verso sud est puntando alla forcelletta a sud dello Spadolone m 2345: la Bocchetta dell’Acqua Fredda m 2184. Si raggiunge facilmente con qualche zig zag, con un magnifico colpo d’occhio sui laghi man mano che ci si alza di quota, e poi con una grandiosa vista sulle Dolomiti di Brenta appena si scollina. Dalla forcella il sentiero scende rapidamente ma senza difficoltà fino alla conca del bel Lago di Vacarsa m 1912, quindi cala ancora alla bella radura di Malga Campostril m 1831. Dalla malga si piega ora decisamente verso nord per un comodo sentiero (“Sinter Plan”, sentiero piano, senza numerazione) che scende dolcemente con un lungo traversone fino al parcheggio.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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