LAGO D’EZZE m 2106 e CIMA DI SOPRA CONELLA m 2308

LAGO D’EZZE m 2106 e CIMA DI SOPRA CONELLA m 2308

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Lo splendido Lago d'Ezze(foto Agh)

Selvaggio itinerario nel Lagorai occidentale – 7 agosto 2010

Proproniamo questa settimana una fantastico giro in una delle zone più paradisiache e solitarie del Lagorai, e cioè le vaste estensioni sopra Malga Sette Selle. La nostra mèta è il bellissimo Lago d’Ezze m 2106 e la salita al monte Sopra Conella m 2308.

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Lago d’Ezze e Monte Sopra Conella

Si tratta di un percorso escursionistico senza particolari difficoltà ma comunque abbastanza impegnativo. Sono circa 13 km di lunghezza per un dislivello complessivo di circa 1000 m. L’itinerario ad anello è piuttosto articolato, in parte fuori sentiero seguendo tracce “non ufficiali”. E’ perciò assolutamente necessaria una buona carta in scala 1:25.000, ad esempio la Kompass n. 626. In caso di scarsa visibilità l’orientamento può diventare assai problematico perché in quota ci si muove in valloni e su costoni pratosi o sassosi pressoché privi di riferimenti evidenti. La discesa dalla cima di Sopra Conella richiede attenzione perché si svolge lungo la cresta sud che presenta alcuni tratti delicati affacciati su versanti assai dirupati per cui è richiesta fermezza di piede. In alternativa è possibile scendere, anziché dalla cresta, per la facile forcella di Conella e per la valle omonima. A compenso di un impegno escursionistico non banale, siamo abbondantemente ripagati da panorami grandiosi, vasti e solitari dove non si incontra praticamente nessuno, con squarci paesaggistici di rara bellezza e tipicamente “lagoraiani”: spazi sconfinati, laghi, torrenti, cascate, praterie, solitudine, insomma vero “wilderness”.

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Percorso

Si parte dalla graziosa località Suerta m 1414, sopra Torcegno in Valsugana (piccoli spiazzi per parcheggiare alla fine della strada), quindi si prende il sentiero 312 con direzione Malga Sette Selle. Ci si inerpica su per delle belle balze per circa 350 m di dislivello, passando a nord del roccioso Monte Carli, con le sue pareti a strapiombo sulle impetuose cascate del rivo sottostante. Si arriva in breve nel magnifico vallone in vista di Malga Sette Selle. Costeggiando il torrente anziché il sentiero, si può vedere una serie di belle cascatelle in una piccola gola punteggiata di rododendri. Nei pressi dei ruderi della vecchia malga parecchie marmotte curiose mettono fuori la testa dalle tane. Verso metà di luglio si inizia a vedere lo spettacolo della fioritura dei rododendri, mentre sono tantissime le orchidee maculate che si trovano lungo il sentiero nel bosco e nei prati. Raggiunta Malga Sette Selle m 1906 si prosegue brevemente per la strada sterrata-sentiero 312 quindi, raggiunta una bella conca a quota 2050 m, si abbandona il sentiero (diretto a Forcella Sasso Rotto), per dirigersi a nord con percorso libero verso un’ampia sella a est del Sasso Rotto. Si attraversa la zona di Salieri con magnifiche spianate erbose e zone umide punteggiate di fiori e piante acquatiche. Si scollina nei pressi di una evidente frana con colossali macigni. Superata la sella vediamo finalmente, poco più in basso, il magnifico Lago d’Ezze m 2106. Un posto fantastico per pranzare al sacco in assoluta solitudine.

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Grandiosa la vista sulla vastissima Busa delle Pesa, verso Malga d’Ezze m 1954 e Forcella Valtrigona. Dopo la sosta al lago ci dirigiamo verso la solitaria cima di Sopra Conella m 2250, una facile e panoramica vetta poco frequentata. Si ritorna quindi sui propri passi riguadagnando la sella e puntando verso sud, traversando in costa per vaghe tracce verso le conche di “Corridori” e “Sensattel”. Qui si intercetta di nuovo il sentiero 312 che avevamo abbandonato poco più a valle, e lo si lascia di nuovo per seguire una traccia abbastanza evidente che costeggia a sud il Sasso Rosso. Si arriva così senza problemi all’ampia Forcella di Conella m 2198, che si affaccia con una vista spettacolare sulle conche dell’Hoamonder, sull’alta Valle dei Mocheni e il Rujoch in lontananza. Qui incontriamo il sentiero 343 che collega il Lago Erdemolo con Cima Sette Selle e il rifugio omonimo. E’ l’unico tratto un po’ frequentato. Alla Forcella di Conella sono state recuperate e ripristinate le vecchie trincee austriache che presidiavano il passo. Abbandoniamo ora nuovamente il sentiero per rituffarci nella solitudine e attaccare la dorsale nord della cima di Sopra Conella m 2308, che si sale per facili sfasciumi e vaghe tracce, raggiungendo in breve la vetta contrassegnata da un grosso ometto di sassi e un punto trigonometrico dell’IGM datato 1935.

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Strepitoso il panorama circostante a 360°. Ora ci tocca la parte più impegnativa del nostro itinerario: per chi volesse evitarla, si può tornare alla Forcella di Conella e scendere per la valle omonima. Noi invece caliamo per la dorsale sudest, inizialmente ampia che però si restringe gradualmente man mano che si cala di quota. La dorsale diventa una cresta piuttosto stretta (circa 1 metro o due), fiancheggiata dai ripidissimi dirupi dei “Tromboni”. La traccia corre sul filo di cresta, in alcuni passaggi ci si aiuta con le mani su delle roccette ma si passa senza grossi problemi, basta prestare un po’ d’attenzione. Superato questo passaggio critico la cresta si addolcisce e piega verso est, per calare ai piedi della meravigliosa prateria nella Valle di Conella. Qui si incrocia il sentiero 311 che cala fino ai ruderi di Malga Conella e quindi si infila nel vallone Vianezza del Forno che scende ripidamente verso valle. Il sentiero però abbandona il vallone per fare un traversone a picco sulla Valle di Cavè e guadagnare la dorsale sud di Cima Tempraro. Di qui si segue facilmente il sentiero fino ad incontrare la strada forestale che sale dal Ponte del Cogno per Malga Sette Selle. Si scende lungo la strada fino in località Stallone dove c’è l’ultima difficoltà nell’orientamento, che consiste nel trovare il bivio (senza indicazioni) col sentiero che rientra a nord verso Suerta. Si traversa una fitta fascia boscosa quindi si passa vicino a delle baite e poi, tagliando per i prati, si raggiunge la strada sterrata che oltrepassa il torrente e ci riporta fino al parcheggio dove abbiamo l’auto.

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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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