LE MADDALENE

LE MADDALENE

4086
CONDIVIDI
Tipico paesaggio delle Maddalene: l'abitato di Proves da Malga Lauregno (foto Agh)

Giro delle Malghe nelle splendide Maddalene, in Val di Non – 20 novembre 2004

Sul web presentiamo uno splendido itinerario che si può fare praticamente in ogni stagione, a piedi, con gli sci da escursionismo o da fondo, con le ciaspole. Le pendenze sono modestissime, così come il dislivello di appena 300 metri, distribuito lungo i circa 12 km di percorso. L’itinerario tocca ben sei malghe e si svolge negli splendidi panorami delle Maddalene, in Val di Non, al confine con l’Alto Adige. Alle Maddalene abbiamo già dedicato due puntate, una estiva ed una invernale: il 2 agosto 2003 e 14 febbraio 2004.

Montagna avventurosa

In questi giorni ventosi di temperature “polari” e di marcato effetto wind-chill (percezione di basse temperature per effetto del vento) l’escursionista serio non si fa certo intimorire: sceglie un itinerario a quota moderata, preferibilmente al riparo nel bosco, e un opportuno equipaggiamento pesante. Calzamaglia, pantaloni pesanti o imbottiti, una bella giaccavento con cappuccio, (doppi) guanti, occhiali, ghette e robusti scarponi a prova di neve. Così bardati si possono sfidare senza problemi temperature anche a -20, scoprendo così il fascino più selvaggio della natura, col vento che ulula nelle gole e sferza le montagne. Chi ha detto che bisogna andare sempre col sole e con il caldo? La montagna affascina sempre, in ogni stagione, con ogni tempo. E’ un vero delitto rinunciare a conoscerla nel suo aspetto più fascinoso e misterioso, quello invernale. Con la neve il paesaggio cambia radicalmente: avanzare nella neve fresca, aprire la traccia al di fuori di sentieri conosciuti, attraversare paesaggi ignoti ed irreali, ci fa sentire tutti dei piccoli Jack London nel “richiamo della foresta”. Ci sembra di essere, sia pure per qualche ora, esploratori polari, cacciatori di foche, cercatori d’oro nel Klondike, avventurieri. Vi pare poco?

GIRO DELLE MALGHE   6 malghe delle Maddalene
quota massima   m 1894 (Malghetto di Cloz)
lunghezza   km. 12 circa
dislivello   m 300
partenza e arrivo   parcheggio a nord del tunnel per la Val d’Ultimo m 1600
sentieri   3, 114,1,157, 133, 7
difficoltà   E – escursionistico
tempo   1 giornata
mappa   Carta turistica le Maddalene 1:25.000

[Modello "responsive" non trovato]

Descrizione

Si tratta di uno splendido e facile itinerario nelle Maddalene, in buona parte pianeggiante, adattissimo anche allo sci escursionismo e alle ciaspole. Il percorso tocca ben sei malghe, in cui è possibile eventualmente trovare riparo nei locali sempre aperti, con possibilità di accendere il fuoco. Lungo il percorso si incontrano grandi spazi e i meravigliosi panorami nella zona di confine tra Trentino e Alto Adige, tra la Val di Non e la Val d’Ultimo, ad una quota media di 1800 metri, tra le montagne meno contaminate dal turismo di massa.

Itinerario

Da Revò o Cagnò si prende la strada in direzione della Val D’Ultimo per circa 16 km, si parcheggia nello spiazzo appena usciti dal primo tunnel. Si prende la bella stradina nel bosco poco distante verso nord, che dopo un tornante punta decisa a sud per calare gradualmente di quota per circa 1,5 chilometri, fino al bivio con il segnavia 3 che sale in breve alla splendida Malga Lauregno m 1780. Si respira subito “aria di Alto Adige”: la malga, pur essendo in questa stagione disabitata, è ordinatissima e curata in tanti particolari che fanno spesso la visibile differenza, purtroppo, con le “nostre” che sembrano non di rado abbandonate al degrado: qui no, ci sono le belle staccionate, i tavoloni con le sedie scavate nei tronchi, i cancelli, la legnaia, l’orto recintato con le puntute assicelle di legno. Con sorpresa scopriamo che la porta è aperta, entriamo nel bellissimo e rustico locale rivestito di legno, pulitissimo, con la bella stufa nell’angolo cucina. Sembra che chi ci abitava se ne sia andato da 5 minuti, c’è ancora un bastone da passeggio appeso all’attaccapanni fatto di rami di abete. Il panorama sulla valle è fantastico, e domina il bell’abitato, di lingua tedesca, di Proves. Dopo esserci rifocillati con un buon tè caldo col rhum, riprendiamo la marcia per il segnavia 114, subito a monte della malga, con una bella stradina pianeggiante nel bosco che in circa 2 km sbuca in una spettacolare radura, per poi scendere in breve alla grande Malga di M. Ori. Anche questa gode di una posizione splendida, riparata al centro di una valletta. In una piccola serra abbandonata lì vicino, ormai invasa dalla neve, scopriamo dei profumatissimi cespuglietti di rosmarino e salvia, di cui facciamo subito incetta. Mangiamo qualcosa e ripartiamo, stavolta ci tocca un tratto di “orienteering” per intercettare a nord la strada forestale con segnavia 157, per raggiungere Malga Castrin. Ritorniamo al grande capitello di legno ad est di Malga M. Ori e quindi puntiamo decisi verso nord, passando ad ovest dell’altura “Popi” a m 1935. Attraversiamo belle lande boscose, interrotte da grandi radure in parte paludose: il paesaggio a tratti somiglia molto al Grande Nord canadese, con le belle abetaie di alberi sottili e slanciati verso il cielo azzurro. In circa 2 km intercettiamo prima il segnavia n 3, e poi la forestale, che seguiamo fino a quota 1757. La strada fa un largo giro verso ovest, noi decidiamo di “tagliare” ancora per il bosco fino a raggiungere Malga Castrin a m 1813 (ristrutturata recentemente). Anche Malga Castrin ha il locale principale aperto, molto comodo in caso di emergenza o anche solo per ripararsi da vento o dalla pioggia. Dopo una breve sosta riprendiamo la via del ritorno, raggiungiamo il vicino e ampio Passo Castrin, dove percorriamo il sentiero 133 che risale il costone del Monte Cornicolo. In caso di innevamento bisogna prestare attenzione poiché ci può essere pericolo di valanghe dai costoni soprastanti: a questo proposito sarà assai opportuno consultare preventivamente il bollettino valanghe di Meteotrentino o di Meteobolzano. Il sentiero si alza gradualmente in costa fino a raggiungere il bel Malghetto di Cloz a m 1894. Di qui caliamo decisamente verso sud ovest a Malga Revò m 1734, quindi per forestale a Malga di Cloz. La luce del tramonto sta calando e la nostra escursione è ormai quasi conclusa: riprendiamo la forestale che in circa 15 minuti ci riporta alla macchina, dopo una giornata di cammino entusiasmante.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2009 – E’ vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione – Tutti i diritti riservati / All rights reserved

CONDIVIDI
Articolo precedenteLAGO DI S.COLOMBA E MONTE BOSENTINO
Articolo successivoPALE DI S.MARTINO
Dello staff escursioni fanno parte Francesca Tomaselli, maestra di sci, maestra di telemark, già campionessa Italiana di telemark e corsa d'orientamento; Giuliano Pederiva maestro di sci, istruttore nazionale di telemark, accompagnatore di territorio, soccorritore alpino e fondatore di telemark Snow Events. Coordina lo staff Alessio Migazzi, imprenditore nei settori marketing e comunicazione e soccorritore alpino.