LUNGO LA STRADA DEL VINO DEL TRENTINO

LUNGO LA STRADA DEL VINO DEL TRENTINO

1408
CONDIVIDI

Trentino terra di transizione per eccellenza. Sia dal punto di vista fisico, sia culturale, questo lembo di territorio alpino si caratterizza per il progressivo cambiamento lungo l’asse nord sud.
Trentino come limite, come soglia, come passaggio che ritroviamo innanzitutto nel clima. Pochi chilometri dividono il territorio gardesano, dove albergano il limone e l’olivo, dalle tundre nordiche e le nevi perenni che troviamo sui monti ed i ghiacciai perenni ad iniziare dall’Adamello.

Pochi chilometri che corrispondono alla transizione dal clima mediterraneo a quello alpino e continentale. Dalle conformazioni boschive e botaniche di tipo appenninico passiamo dunque alle conifere tipiche del clima nordico.

Una transizione che ritroviamo sul versante agricolo: con vini caldi e vini più freddi. La rotondità di certi rossi ed il perlage d’alta quota di tanti Trento Doc, lo spumante trentino d’altura.

Un limite che ritroviamo, ovviamente, negli usi e costumi della gente trentina, spinta ora a misurarsi con le popolazioni e gli invasori provenienti da sud, ora da nord.
Queste contaminazioni hanno costituito la base di un’identità che si è sempre misurata con l’esterno, il diverso da noi.
Un confronto ricco, non privo di conflitti, ma altrettanto prolifico di espressioni culturali, linguistiche ed artistiche.

[Modello "responsive" non trovato]

 

Questo “spirito del luogo” lo ritroviamo nella Strada del Vino e dei Sapori del Trentino: una rete di operatori e di proposte turistiche che si rivolgono ad un turista attento alle esperienze, alle emozioni, agli apprendimenti.

Il nostro viaggio lungo la Strada inizia al confine fra l’Alto Adige ed il Trentino. Siamo a Roveré della Luna, presso la cantina sociale, dove il presidente Giacomo Rossi ci parla dei vini di confine ad iniziare dal Lagrein, per passare al Pinot nero ed approdare al Traminer aromatico.
Ma la Strada del vino non significa solo ed unicamente prodotti enologici.

A Vigolo Vattaro ad esempio incontriamo Giorgio Marzari, esempio vivente di arte dolciaria legata al territorio. Giorgio è infatti anche un contadino per hobby che coltiva vecchie varietà di mele ed uva che poi ritroviamo nei suoi dolci.

A Baselga di Piné parliamo invece di macelleria trentina. Enzo Sighel ci parla di una filiera che si lega il più possibile ad animali nati e cresciti in Trentino e di un’attenzione alla gastronomia tanta da fare della sua macelleria un punto di riferimento essenziale per l’alta cucina.

In tema di ristorazione non poteva mancare una visita alla Locanda Margon di Ravina dove lo chef Alfio Ghezzi ci parla (e propone in tavola) una serie di prodotti di confine come il salmerino alpino e l’asparago.

Per finire facciamo una capatina in cantina per parlare dell’arte della distillazione. Lo facciamo con Beppe Bertagnolli che incontriamo nell’omonima azienda di Mezzocorona dove apprendiamo le nuove tendenze che si rivolgono, oltre che alle produzioni tradizionali in purezza, anche alla distillazione della frutta.

La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino collega le valli viticole della provincia ed è il risultato di un processo di unificazione delle realtà preesistenti che si propongono al visitatore all’insegna della sinergia reciproca e dell’alta qualità delle produzioni.