MONTE COLLECCHIO M 2957 (Gleckspitze)

MONTE COLLECCHIO M 2957 (Gleckspitze)

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Sulla vetta del Collecchio o Gleckspitze m 2957 (foto Agh)

Grandiosi panorami nel Parco Nazionale dello Stelvio – 21 agosto 2009

Stupenda e lunga escursione ad anello in quella che noi consideriamo come una delle zone più belle delle Maddalene e del Trentino: i Laghi Corvo nel Gruppo Ortles-Cevedale.

Collecchio m 2957

Siamo nel settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio, versante Val di Rabbi, laterale della Val di Sole. La salita che proponiamo ha per mèta il Collecchio m 2957, un (quasi) “tremila” facile che non presenta difficoltà, salvo eventualmente gli effetti dell’alta quota, che sono molto soggettivi. I paesaggi sono grandiosi, punteggiati da una decina almeno di limpidi specchi d’acqua. Il dislivello complessivo è di 1600 m, per uno sviluppo di circa 16 km.

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Percorso

Si parte abbastanza in basso dal parcheggio di Cavallar circa 1400 m, poco a est di Piazzola di Rabbi, quindi si raggiunge Malga Caldesa Bassa m 1835. Nella stagione estiva c’è un servizio navetta che permette di risparmiare 400 m di dislivello, info al Parco Nazionale dello Stelvio – Centro Visitatori di Rabbi tel-fax 0463 / 985190, 3 euro solo andata. Di qui col sentiero 108 si percorre tutto il vallone, praticamente nell’impluvio, quindi si raggiunge il Rifugio Lago Corvo m 2425.

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Si piega ora ad ovest e, per magnifiche balze rocciose intervallate da verdi pascoli, si costeggiano numerosi splendidi laghetti. Man mano che si sale di quota il paesaggio si fa più aspro. Infiliamo quindi la piccola valletta che sale con un ripido nevaio fino alla sella tra il Collecchio 2597 e la sua anticima di m 2943. Dalla sella in breve fino alla vetta con una grande croce, doverosamente “bollinata” con gli adesivi del nostro forum girovagandoinmontagna.it.

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Fantastici panorami

La visuale a 360° che si gode dalla cima del Collecchio è a dir poco grandiosa: spettacolare la vista verso la Val d’Ultimo, verso il Rifugio Dorigoni coi Laghi di Sternai (e il sentiero 107 che lo raggiunge passando per il passo Giogo Nero), la grandiosa vallata del Saent col torrente Rabbies che precipita verso valle, le cime dei “giganti” a ovest col Vioz, Palon de la Mare e Cevedale. Verso nord ovest si scorge lontana ma inconfondibile la sagoma appuntita del Gran Zebrù. Verso nord est, sullo sfondo, biancheggia il Ghiacciaio del Similaun, e più vicino la piramide del Gioveretto e il Gran Pilastro.

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Come sempre noi proponiamo un giro ad anello, chi ne avesse abbastanza tuttavia può tornare per lo stesso itinerario dell’andata. Noi invece caliamo verso la forcella del Giogo Nero e quindi, abbandonando il sentiero, tagliamo fuori traccia per facili costoni per perdere quota fino ad intercettare il sentiero 130 che proviene dal Rifugio Dorigoni, che con un lunghissimo traversone cala progressivamente fino a Malga Artisé o Terzolasa m 1850. Di qui per strada forestale si cala ancora di quota fino al parcheggio del Cavallar.

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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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