MONTE CROCE m 2490

MONTE CROCE m 2490

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Campiò dall'alto, dal Monte Croce (foto Agh)

 Il grandioso panorama dalla cima più alta del Lagorai occidentale – 7 aprile 2005

Concludiamo questa serie di “Anteprima primavera” dedicata alle escursioni con una splendida classica in Lagorai: la salita al Monte Croce. Dal 16 aprile prossimo riprenderemo le trasmissioni in tv e quindi sul sito troverete, come di consueto, la sintesi della puntata televisiva.

 

Lagorai

Questa magnifica escursione si svolge nel Lagorai occidentale. Per Lagorai occidentale si intende generalmente la catena di cime che dal Passo Manghen si estende verso ovest diramandosi in due dorsali distinte, una verso il Rujoch – Monte Costalta, l’altra in direzione della Panarotta. ll Lagorai orientale è invece quello che va da Passo Manghen fino a Passo Rolle. L’intera catena, lunga circa 70 km, ha andamento ovest-est e si frappone tra la Valsugana, sul versante a sud, e la Val di Fiemme su quello nord. Sono zone fantastiche, ancora relativamente poco turisticizzate, quasi selvagge in quota, con grandiosi e solitari panorami. Le cime più elevate sono Cima Cece m 2754 e Cima D’Asta m 2847.

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MONTE CROCE m 2490 da Val Calamento, Valsugana
quota massima m 2490
lunghezza km. 14 circa
dislivello m 1057
partenza e arrivo Malga Valtrighetta m 1433
sentieri strada forestale, 314, 460, 407
difficoltà E – escursionistico
tempo 1 giornata
mappa Kompass n. 621 “Valsugana – Tesino”, scala 1:25.000

 

Descrizione

Una delle più belle valli del Lagorai, la Val Calamento, è l’ingresso privilegiato per la salita all’imponente piramide del Monte Croce, la vetta più alta del Lagorai occidentale con i suoi quasi 2500 metri (2490). Oltre la metà del percorso si svolge su comoda e lunga forestale che porta fino a Malga Cagnon di sotto. Fin qui il percorso è sicuro da valanghe, oltre si dovranno fare le opportune valutazioni, specialmente nella parte ripida finale. Come sempre utilissimo il bollettino valanghe di Meteotrentino. Strepitoso il panorama dalla cima, che spazia a 360° su tutto il Lagorai e le principali montagne del Trentino. Il percorso tocca ben 5 malghe, ed è ideale in sci, ciaspole e, neve permettendo, a piedi. Fantastico anche in estate.

 

Percorso

Da Borgo Valsugana nel Trentino orientale (45 km da Trento), si sale in direzione del Passo Manghen. A quota 1450 prestare attenzione al bivio sulla sinistra che conduce in breve a Rifugio Malga Valtrighetta, dove si parcheggia. Si piglia la strada forestale che si addentra nella valle verso ovest, sfiorando Malga Bolenghetta nei pressi di un gruppetto di baite. Dapprima si attraversano splendide abetaie poi salendo di quota la valle improvvisamente si spalanca con la vista spettacolare di Malga Bolenga circondata da cime selvagge. Si prosegue ancora senza difficoltà lungo la forestale fino ad un’ampia radura con Malga Cagnon di Sotto. Poco a monte della malga la forestale sterza decisamente verso nord con un tornante quindi, traversando a zig zag uno splendido bosco di larici, sbuca nella spettacolare piana del Campiò, che anticamente era un lago, oggi completamente intorbato. Finalmente vediamo l’inconfondibile sagoma del Monte Croce e, ad est, il passo Cadin. Si costeggia la piana per la forestale, arrivando rapidamente a Malga Cagnon di sopra, in splendida posizione, ideale anche per una sosta per uno spuntino sui tavoli di legno all’aperto. A nord-est della Malga il sentiero 314 risale un lungo traverso dentro un fitto bosco, per sbucare finalmente sul fianco sud-est del Monte Croce nei pressi della Busa della Fornace, quindi in breve fino a Passo Cadin m 2108. Ora inizia la parte più impegnativa, con gli ultimi ma più duri 380 metri di dislivello su sfasciumi e roccette.

 

La piramide finale

Si risale il costone, spesso sventato e con poca neve (ma con possibili grandi accumuli nei canaloni), su percorso libero, eventualmente per tracce o mantenendosi sui facili costoloni rocciosi, di solito liberi da neve, assecondando le varie balze fino alla cresta e quindi alla piramide finale con grande croce in ferro. Bellissimo e indescrivibile “l’effetto Himalaya” appena si arriva in cima: tutte le vette circostanti sono più in basso e la grandiosità del panorama, con le montagne che si perdono a vista d’occhio in ogni direzione, fa provare anche a noi, escursionisti della domenica, l’emozione che devono provare i grandi alpinisti sul “tetto del mondo”. Dopo aver assaporato a lungo il panorama e lasciato la firma sul libro di vetta (per chi vuol controllare, “Agh, 18 marzo 2005”) iniziamo la discesa lungo il crinale sud ovest (attenzione ad eventuali cornici di neve sulla cresta verso nord) scendendo il segnavia 460 fino all’evidente Passo Scalet m 2212. Dal passo si scende per ripido vallone per segnavia 407 fino a raggiungere direttamente Malga Cagnon di Sopra, quindi si ritorna seguendo il medesimo percorso dell’andata.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Dello staff escursioni fanno parte Francesca Tomaselli, maestra di sci, maestra di telemark, già campionessa Italiana di telemark e corsa d'orientamento; Giuliano Pederiva maestro di sci, istruttore nazionale di telemark, accompagnatore di territorio, soccorritore alpino e fondatore di telemark Snow Events. Coordina lo staff Alessio Migazzi, imprenditore nei settori marketing e comunicazione e soccorritore alpino.