MONTE FREGASOGA M 2452

MONTE FREGASOGA M 2452

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Il Lagorai meno conosciuto, tra pascoli e cirmoli secolari – 19 agosto 2004

Proponiamo oggi un’escursione al Monte Fregasoga di m 2452. E’ una zona poco conosciuta e frequentata del Lagorai occidentale, forse per via del lungo avvicinamento necessario. L’unica eccezione è la strada forestale, in via di asfaltatura, di Malga Sasso a m 1916, che si raggiunge abbastanza comodamente con l’auto da Valfloriana.

Lontani dal turismo di massa

Questi sono luoghi a dir poco splendidi, resi ancor più belli ed attraenti dalla totale assenza del turismo di massa. Anche nei periodi “peggiori”, tipo ferragosto, si può camminare tutta la giornata incontrando pochissime persone. Se poi ci si inoltra sui sentieri meno battuti non si incontra letteralmente anima viva. Il Monte Fregasoga, con la Pala delle Buse m 2412 e il Cimon del Tres verso nord, forma una lunga dorsale in quota che si dirama dal Monte Croce m 2490 (la massima elevazione della zona), interrotta dal passo Fregasoga a m 2219.

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Panorama eccezionale

Grazie al suo isolamento, il Fregasoga è un eccezionale punto panoramico a 360°. A sud-ovest la vista si perde sull’Altopiano di Piné, a ovest il gruppo di Brenta si erge inconfondibile, a nord la catena alpina fino al confine austriaco, da sud ed est invece si apre il grandioso scenario del Lagorai centrale, con la sottostante Val Cadino e le sue valli laterali ricoperte di fitte abetaie, fino alla svettante piramide del Ziolera sopra passo Manghen. Tutta la zona ai piedi del Fregasoga è caratterizzata da magnifici boschi di larice e cirmoli secolari in quota, con vaste distese di rododendri che nel periodo della massima fioritura (circa metà luglio) sono uno spettacolo da restare a bocca aperta. Ricchissima anche la flora, una vera gioia per gli occhi. Qui proponiamo la salita “classica”, la via più breve alla cima con 3 alternative di discesa. Tutti i percorsi proposti sono “ad anello”, vale a dire che nella discesa e ritorno a Malga Sass i percorsi sono diversi da quelli della salita. Nessuno vieta comunque, specie in caso di maltempo, di battere in ritirata per il medesimo percorso.

MONTE
FREGASOGA
m 2452
  Itinerario
quota massima   m 2452
lunghezza   km. 9 circa (andata e ritorno)
dislivello   m 536
partenza e arrivo   Malga Sasso m 1916
sentieri   470, tracce, 423, 468, 470
difficoltà   EE – escursionisti esperti
tempo   1 giornata
mappa   Kompass
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Descrizione

Salita super-panoramica di grande soddisfazione, con dislivello modesto di 530 metri, praticamente priva di difficoltà salvo la faticosa salita terminale alla cima su pietraie e vaghe tracce di sentiero, con percorso comuqnue intuitivo. In caso di nebbia può essere piuttosto problematico e anche rischioso l’orientamento, per via di costoni assai dirupati. La discesa di questo itinerario avviene per il versante sud da Passo Fregasoga, con rientro per segnavia 468 fino Passo Mirafiori e quindi a Malga Sasso.

Percorso

Da Trento si imboccca la Valsugana ad est in direzione di Pergine. All’altezza di Civezzano si esce dalla superstrada seguendo le indicazioni per Fornace, Albiano, Segonzano, quindi si raggiunge Valfloriana (Val di Fiemme, circa 3/4 d’ora da Trento): in località Casatta si prende la strada che sale verso est a Malga Sasso m 1916 (attenzione, la strada nei periodi non turistici può essere chiusa da sbarre, chiedere info all’Agritur Fior di Bosco di Graziano Lozzer tel. 0462 / 910002 cell. 329 / 015349, sono molto gentili, vedi anche puntata Girovagando 18 ottobre 2002). A Malga Sasso si lascia l’auto e ci si incammina in direzione sud ovest lungo il sentiero 476 che sale dolcemente verso l’ampio passo Mirafiori a m 2047 (mezz’ora dalla malga). Il sentiero sale dolcemente attraversando un bellissimo bosco di larici e cirmoli secolari, con vaste distese di rododendri e radure con genziane punteggiate. Raggiunto il passo, segnato sulle carte anche come Passo di Vasoni, si può fare una breve digressione sul soprastante e panoramico Monte Cogne m 2171 a ovest (circa 20 minuti dal passo), oppure proseguire per la nostra meta. Si scende per poche decine di metri dopo il passo cercando subito la traccia di sentiero che aggira verso sud est la lunga dorsale della Pala delle Buse. Una volta individuata la traccia tra i rododendri non si hanno più problemi, anche se il sentiero sulla carta non ha numerazione ed è segnato coi soli pallini rossi (tracce di sentiero). Si sale gradualmente verso il grande anfiteatro pietroso tra la cima del Monte Fregasoga e la Pala delle Buse. Si segue la traccia finché è visibile tenendosi al centro del vallone, poi arrivati in prossimità di un salto di roccia si piega decisamente a sud (sporadici segni bianco/rossi sui sassi) portandosi sulla spalla ovest, quindi per tracce fino alla cima con un grande ometto in pietra. La vetta in realtà è una gradevolissima sorpresa con un lungo, ampio e pianeggiante prato fiorito! Proprio sulla cima troviamo, tra migliaia di esemplari di piccole piante grasse, dei meravigliosi esemplari di “semprevivo”.

Il ritorno a Malga Sasso

Il ritorno a Malga Sasso può avvenire attraverso tre itinerari distinti, uno facile e due impegnativi, che andiamo a descrivere.
Ritorno 1. Facile, su sentiero segnato. Dalla cima si segue in discesa il crinale verso sud, in direzione dell’anticima (senza raggiungerla) e calando fino al Passo Fregasoga m 2219, intercettando il sentiero 423 che sale dal vallone sottostante. Scollinato il passo verso sud si scende ancora, quindi il sentiero svolta decisamente verso ovest e poi a nord per raggiungere il rudere di Malga Casarine. Qui bisogna prestare attenzione e non farsi ingannare dalla traccia che scende gradualmente nel bosco (e che si congiunge con il sentiero-strada 407 che scende al Bivacco Fregasoga): poco più a monte delle malga infatti, seminascosta dalla vegetazione, c’è la tabella che indica il sentiero che, più in quota, ci riporta in costa verso passo Mirafiori con un lungo e interessante traversone nel bosco fino a ricongiungersi con il sentiero 468. Il sentiero tuttavia non raggiunge direttamente il passo ma, poco prima, svolta verso ovest fino a raggiungere Malga Vasoni Alta: da qui diventa n. 470 e in 15 minuti raggiunge il passo Mirafiori e quindi, in un’altra mezz’ora, a Malga Sasso.
Ritorno 2: impegnativo, specialmente la parte iniziale della discesa su sfasciumi, a tratti esposto con passaggi alpinistici di 1° grado, poi facile. Sconsigliatissimo in caso di pioggia o terreno bagnato. Dalla Cima Fregasoga si segue il crinale roccioso verso nord, calando circa 80 metri fino alla insellatura e poi risalendo per facili roccette la cima Pala delle Buse. Di qui si cala ripidamente sulla spalla ovest per traccia di sentiero su sfasciumi instabili, con vari ripidi sbalzi rocciosi e con brevi passaggi alpinistici non difficili (1° grado), a tratti leggermente esposti e che richiedono comunque fermezza di piede. Si scende sempre lungo il crinale e, aggirato a sud un ultimo e infido salto di roccia presso una forcelletta, si raggiunge finalmente l’ampia spalla erbosa che cala gradualmente al passo Mirafiori e quindi a Malga Sasso.
Ritorno 3: non difficile ma con orientamento problematico poiché si svolge su tracce incerte o inesistenti, sconsigliato in caso di nebbia o scarsa visibilità. Dalla cima si cala a sud fino al passo Fregasoga, come nel ritorno n. 1. Si svolta quindi sul fianco est calando per circa 100 metri di dislivello lungo il sentiero 423. Poco a valle di quota 2065 prestare attenzione alla traccia sulla sinistra, che si stacca dal sentiero salendo ripida per circa 250 metri. Raggiunta quota 2150 circa, prosegue lungamente in costa traversando il fianco est del Fregasoga. Sulla carta la traccia è segnata in nero, senza numero, si perde e si confonde spesso ma, con un po’ di attenzione, si ritrova abbastanza facilmente con leggere variazioni di quota. All’altezza della Pala delle Buse si imbocca un valloncello e si risale fino a raggiungere il crinale e l’ampia insellatura (quota m 2237 sulla carta), a sud delle due cime del Cimon del Tres. Di qui si cala ripidamente per tracce nel vallone fino a raggiungere la strada forestale sottostante che rientra a Malga Sasso.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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