MONTE PAVIONE m 2334

MONTE PAVIONE m 2334

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Monte Pavione versante est, visto dal Col di Luna(foto Agh)

Fantastica traversata sulle creste delle Alpi Feltrine – 19 novembre 2011

Questa settimana proponiamo una spettacolare escursione sulle Vette Feltrine, al confine tra Trentino orientale e Veneto. Si tratta di un percorso ad anello abbastanza impegnativo fisicamente ma di grande soddisfazione, con la salita al Monte Pavione m 2334 e una entusiasmante traversata per le panoramiche creste sulle vette circostanti.

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Monte Pavione m 2334

Questa imponente montagna, all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, fa da spartiacque tra Trentino e Veneto ed è la cima più alta delle Vette Feltrine. Il percorso, che noi abbiamo fatto il 14 novembre 2011, non presenta particolari difficoltà, salvo quelle determinate dalla condizioni della neve, per cui sono decisamente consigliati i ramponi. Buona parte del percorso si svolge lungo le creste e dorsali che uniscono le principali vette attorno al Pavione: Cima di Monsampiano 2280, Col di Luna m 2295 e Vette Grandi m 2130. I panorami sono semplicemente grandiosi e si susseguono lungo il percorso vario e articolato, che richiede buona esperienza e una certa resistenza fisica: lo sviluppo complessivo è di circa 20 km, dislivello 1700 metri scarsi (contando i vari saliscendi). Se si fa in inverno o primavera, calcolare le ore luce a disposizione. Per l’itinerario proposto si devono preventivare circa 8-9 ore di marcia ad andatura non eccessiva.

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Percorso

Il punto di partenza è il paesino di Aune(vedi mappa) in provincia di Belluno. Si lascia l’auto nel parcheggio poco sopra il centro, da dove parte il sentiero 810 di S. Antonio. In realtà è una ripida stradella cementata che sale dritta verso le rocce strapiombanti del Scalon. La stradella finisce ed inizia il sentiero vero e proprio che si inoltra in una gola ripida apparentemente senza uscita. Si sale quindi per un tratto un canalone pietroso dove il sentiero è stato portato via dai temporali. Prestare attenzione al sentiero che esce dal canalone un centinaio di metri più in alto sulla sinistra.Con zig zag ci si porta dentro una gola con grandi pareti rocciose a strapiombo. Si sale di quota tra varie gole aggirando i bastioni di roccia: alcuni tratti sono leggermente esposti, attenzione a non inciampare. Al Passo di S. Antonio 1800 si scollina una piccola forcelletta (tralasciare una divaricazione che si arrampica esposta sulla roccia) e si scende brevemente sul versante opposto. Seguendo la traccia di sentiero si cala circa 60-80 metri di quota poi si inizia di nuovo a salire per balze erbose. aggirando vari roccioni. Si raggiunge quindi una specie di cengione alla base di una parete verticale, che permette di uscire verso la splendida spianata di Malga Monsampiano 1902 in una ampia conca prativa. La malga dispone di un accogliente locale bivacco sempre aperto.

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Salita per la dorsale sud della Cima di Monsampiano

Dalla malga il sentiero prosegue per il Passo Pavione 2059(sentiero 817) ma noi suggeriamo una variante, salendo invece per la panoramica dorsale della Cima di Monsampiano.Essendo esposta a sud, di solito è meno nevosa e col manto compatto. La dorsale si raggiunge dalla malga colsentiero 810, che si abbandona a sud del Monte Front, per salire con percorso libero e privo di difficoltà per l’ampia e panoramica dorsale. Raggiunta facilmente la Cima di Monsampiano 2280 rimane ora un lungo traverso (se con neve meglio calzare i ramponi) abbastanza facile ma con ripidi pendii ai lati, col quale si raggiunge, dopo un ultimo breve strappo, la vetta del Monte Pavione 2234. Il panorama a 360° è semplicemente strepitoso (vedi vista cime con legenda da Udeuschule) e si resta davvero a bocca aperta. Si è affacciati sul Primiero con lo spettacolo delle Pale, poi il Lagorai, le cime dell’Agordino, a sud la lunga catena che collega il Monte Tomatico con il Monte Grappa (ns. escursione).

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Traversata e rientro

Dalla cima del Pavione ora inizia il ritorno per le creste. Si cala per il ripido versante est mantenendosi sul crinale per raggiungere l’ampia sella 100 metri più in basso, quindi si attacca il ripido versante ovest dell’elegante Col di Luna 2295. Si piega ora verso sud per l’ampia dorsale che si affaccia sulla meravigliosa Busa delle Vette, una grandiosa spianata a 2000 metri di quota che lascia incantati, originata da un antico circo glaciale sospeso. Si procede ancora sulla dorsale, che si fa man mano più stretta ma ben camminabile, con discreti precipizi sui due lati, e che cala fino alla Sella de La Cavallade 2081, da dove svettano le due slanciate cime delle Vette Grandi 2130. Sono gli ultimi strappi, dove si inizia a sentire la fatica dei quasi 1700 metri di salita. Dalla cima ancora panorami da urlo, si resta quasi ammutoliti da tanta bellezza: le Alpi Feltrine sono davvero spattacolari! Si segue ancora il crinale abbassandosi gradualmente di quota fino al Passo Le vette Grandi m 1994, poco sotto al quale c’è il Rif. Dal Piaz 1993. Di qui con il sentiero 801, che interseca diverse volte la vecchia strada militare, si affronta la lunga discesa che porta al Passo Croce d’Aune 1015. Si rientra quindi ad Aune seguendo la strada asfaltata per circa 1,5 km, concludendo il nostro giro ad anello. Un giro che consigliamo caldamente a tutti: è un po’ pesante fisicamente ma ne vale assolutamente pena! Sviluppo km 20, dislivello m 1700 (contando i vari saliscendi).

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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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