MONTE RUJOCH m 2415

MONTE RUJOCH m 2415

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Verso Passo del Mattio, sullo sfondo il Monte Croce (foto Agh)

Escursione in Val dei Mocheni – 3 settembre 2005

Dopo il mega trekking di Cima Stellune della settimana scorsa, ecco un’escursione “di riposo” in Valsugana e più precisamente nella splendida Valle dei Mocheni (vedi anche puntata 24 gennaio 2004), nel Trentino sud orientale. Proponiamo in questa puntata l’ascensione al Monte Rujoch di 2415 metri. Sono principalmente due le montagne, caratterizzate da una lunga dorsale, che dominano il paesaggio della Valle dei Mocheni: il Gronlait a sud, del quale Girovagando ha già proposto due escursioni (una invernale e l’altra in autunno), e il Rujoch, per l’appunto, a nord. Proponiamo dunque la salita a questa meravigliosa, panoramica e facile cima descrivendo 4 itinerari ad anello.

Descrizione

Come la prua di una gigantesca nave, l’affascinante profilo del Rujoch si staglia possente e inconfondibile nell’alta Valle dei Mocheni. Con la sua altezza che supera i 2400 metri è la prima cima della zona che si imbianca quando si approssima l’inverno, ed è anche l’ultima a conservare la neve grazie alla poderosa e tenace “cornice” che si crea per effetto dei venti impetuosi sulla cresta, che biancheggia a lungo sul suo versante nord fino a tarda primavera. La prima parte del percorso è su forestale attraverso splendidi boschi, quindi si sale di quota col sentiero 462 che si impenna fino a Passo Polpen. Di qui si procede risalendo la lunghissima e panoramica cresta fino alla cima. Sconfinato il panorama dalla vetta.

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MONTE RUJOCH m 2415
quota massima m 2415 Cima Rujoch
lunghezza km. 13 circa
dislivello m 962
partenza e arrivo Passo Redebus m 1453
sentieri forestale, 462, 340, 314,
difficoltà E – escursionistico
tempo 1 giornata
mappa Kompass 621

Percorso

Da Trento si prende la Valsugana fino a Pergine, quindi si imbocca la Val dei Mocheni in direzione di S. Orsola. Si risale la valle fin quasi in cima, poco prima di Palù del Fersina sulla sx si stacca la strada che porta rapidamente al Passo Redebus m 1453 dove si posteggia. Poco prima del passo si prende la strada forestale a sud est (al di sopra della provinciale), per circa 1,5 km, fino a incontrare il bivio con il sentiero 462, che sale rapidamente per il bosco fino a raggiungere un’altra strada forestale. Si oltrepassa quest’ultima e si riprende il sentiero poco sopra, risalendo la Valle Sigismondi fino all’ampia e panoramica insellatura di Passo Polpen m 1939. A questo punto il percorso non presenta più alcun problema di orientamento poiché esso risale il costone a est fino a raggiungere il lungo crinale, tra roccette e sassi, che porta fino in vetta al Rujoch dopo aver superato la cima, praticamente pianeggiante, di Uomo Vecchio (Oltmon). Sulla croce c’è la cassettina col libro di vetta, con un adesivo Orsi del Lagorai, supponiamo un’associazione di escursionisti “malati di Lagorai”. Se ci leggono, rivolgiamo loro un appello, ci piacerebbe saperne di più! Ci associamo comunque idealmente, lasciando un biglietto di Girovagando (per i posteri, la foto è del 21 settembre 2001). Il Rujoch è una gita fantastica anche l’inverno: a piedi, neve permettendo, oppure con le ciaspole, badando bene a stare sempre sul crinale per evitare il pericolo di valanghe, idem per il ritorno. Il Rujoch è peraltro una meravigliosa méta scialpinistica, con vari itinerari di discesa, che richiede però esperienza e neve assolutamente sicura: in passato purtroppo è già stata funestata da valanghe mortali. Ricordiamo le ultime vittime in ordine di tempo: Andrea Morelli, travolto nel 2001, e il compianto Michele Cestari, guida alpina, travolto e ucciso nel febbraio del 2002.

Il rientro

Per chi non vuole ripercorrere la stessa via dell’andata, vi sono varie possibilità di rientro per completare l’itinerario “ad anello”. Ne proponiamo quattro, tutte molto belle e non difficili, tranne forse la n. 2, che scendendo per tracce vaghe e non per sentiero, può presentare problemi di orientamento, specie in caso di scarsa visibilità.

1) Malga Stramaiolo: si ritorna indietro fino a Passo Polpen, quindi si cerca il sentiero 422 in direzione nord (l’inizio del sentiero è un po’ incerto, poi diventa evidente e ben tracciato), scendendo dapprima con ampi zig zag e poi in costa fino a Malga Stramaiolo Alta (edifici ristrutturati ed adibiti ad agriturismo collettivo), quindi a Malga Stramaiolo (agritur), con facile rientro (ma piuttosto lungo, 6 km fino al passo) per strada forestale che arriva 1 km sotto al Passo Redebus (50 mt di dislivello). Si può accorciare ulteriormente il percorso tagliando parte della forestale prendendo, 1 km circa sotto Malga Stramaiolo, il bivio a sud ovest e scendendo per Malga Pontara m 1629, quindi per segnavia 13 fino alla strada.

2) Scorciatoia fianco sud est (da fare solo con ottima visibilità pena possibili problemi di orientamento): per tracce, piuttosto vaghe, scendendo sul fianco est a metà tra Cima Rujoch e Uomo Vecchio (Oltmon), fino ad intercettare altre tracce in località Pruner e quindi ricongiungendosi a Prati Plezen al sentiero 314 che scende da Passo Cagnon, poi fino alla forestale Giro dei Baiti che rientra al Passo Redebus.

3) Per Passo del Mattio e Passo Cagnon: da Cima Rujoch si rimonta in breve, verso nordest, lo Schliverai Spitz. Di qui si piega a est e si scende al Passo del Mattio, prendendo il sentiero 340 fino a Passo Cagnon, quindi per 314 si cala verso Croce G. Lenzi (cippo commemorativo della Grande Guerra), fino alla strada forestale denominata (sulla carta Kompass) Giro dei Baiti, punteggiata per l’appunto di bellissime baite e che costeggia lungamente l’alta valle dei Mocheni fino a Palù del Fersina e oltre, passando sull’altro versante e scendendo fino a Kamauz. Noi ovviamente torniamo verso ovest, per rientrare al Passo Redebus.

4) Dal Rifugio Tonini: dal Passo di Mattio si scende per sentiero 340 in direzione nord ovest fino al piccolo ma confortevole Rifugio Giovanni Tonini m 1902, nell’Alta Val di Spruggio. Il rifugio dispone di 16 posti letto, più altri 10 posti nel locale invernale. È aperto dal 10 giugno al 10 ottobre e, compatibilmente con le condizioni metereologiche, anche nei fine settimana autunnali e primaverili. Dal rifugio si rientra per 443 fino al piccolo Passo del Campivel, si raggiunge Malga Stramaiolo poco più in basso, e per strada forestale (come n.1) si scende fino alla strada provinciale, risalendo poi al Passo Redebus in circa 1 km.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Dello staff escursioni fanno parte Francesca Tomaselli, maestra di sci, maestra di telemark, già campionessa Italiana di telemark e corsa d'orientamento; Giuliano Pederiva maestro di sci, istruttore nazionale di telemark, accompagnatore di territorio, soccorritore alpino e fondatore di telemark Snow Events. Coordina lo staff Alessio Migazzi, imprenditore nei settori marketing e comunicazione e soccorritore alpino.