MONTE STIVO

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La spettacolare vista sul Lago di Garda dal Monte Stivo (foto Agh)

Panorami mozzafiato salendo al Monte Stivo – 1 novembre 2003

Per tutto il mese di novembre Girovagando propone sul suo sito internet una serie di escursioni a piedi, con gli sci da escursionismo o con le ciaspole, mentre in tv andranno in onda le puntate di Anteprima Inverno, con le anticipazioni della stagione invernale. Sul web iniziamo quindi con il Monte Stivo, tra le montagne del basso Trentino certamente una delle più spettacolari e panoramiche. La salita alla vetta non è impegnativa (il dislivello è inferiore ai 1000), e varia dalla 2-2,50 ore di cammino, secondo il percorso.

Accessi

Facilmente accessibile dal versante di Arco, dal rifugio Monte Velo o dal Passo Bordàla, lo Stivo costituisce anche un’interessante meta scialpinistica; l’itinerario da seguire è quello che sale da malga Campo lungo il sentiero estivo, toccando La Bassa 1684 m. e proseguendo in cresta fino al rifugio e alla cima. A sottolineare questa valenza invernale dello Stivo, la Sezione S.A.T. di Arco organizza nel mese di marzo un Raduno scialpinistico. Un percorso estivo molto interessante è invece quello che dallo Stivo, con un itinerario sempre in cresta, raggiunge le Tre Cime del Bondone, seguendo la dorsale tra la Valle dell’Adige e la Valle del Sarca. Gli accessi che descriviamo sono principalmente tre, quasi sempre percorribili anche l’inverno: dal Passo Bordàla m. 1253, per stradina e quindi sentiero 623 che passa dalla Cima Bassa m. 1684, e 617 dalla Bocchetta dello Stivo m. 1680 – ore 2.15. Dal Passo S. Barbara m. 1175 al pianoro di S. Antonio (ove si può giungere in auto) m. 1220 indi per sentiero 608 (che proviene dalla Capanna dell’Alpino al Monte Velo m. 1020) che tocca malga Stivo m. 1768 – ore 2. Da Malga Campo di Drena m. 1379 (strada dalla Val di Cavedine), sentiero 623 fino a Cima Bassa m. 1684, indi sentiero 617 – ore 2.30. La cartina consigliata è la Kompass 687 in scala 1.25.000

Monte Stivo, eccezionale panorama

La vetta dello Stivo è una meta piuttosto frequentata grazie anche al rifugio aperto spesso nei week- end durante l’inverno. Tutti i percorsi proposti sono abbastanza facili e non presentano particolari difficoltà: è necessario avere solo una discreta “gamba” in grado di reggere 2-3 ore di salita e un dislivello di circa 800 metri. Anche dopo copiose nevicate c’è quasi sempre una traccia evidente che sale da S.Barbara, aperta dai numerosi appassionati scialpinisti. Con la sua posizione geografica ed i 2059 metri di quota, il Monte Stivo è un eccezionale punto panoramico affacciato sul Lago di Garda e la Vallagarina. Dalla cima la vista spazia sulla Catena del Lagorai, sul Pasubio e sulle Piccole Dolomiti ad est, il gruppo del Monte Baldo a sud, le Alpi di Ledro a sud-ovest, i ghiacciai dell’Adamello, del Carè Alto e della Presanella a nord-ovest, le Dolomiti di Brenta a nord. Una singolare particolarità: nelle giornate limpide la vista può abbracciare in appena 70 km uno dei più grandiosi dislivelli della regione: dai 64 metri del Lago di Garda fino alla vetta dell’Ortles a metri 3905! Ampie tracce di trinceramenti e fortificazioni austroungariche ed italiane della Grande Guerra si possono osservare un po’ ovunque sul Monte Stivo, che faceva parte del grandioso sistema fortificato dell’Alto Garda.

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Rifugio Prospero Marchetti allo Stivo m 2012

Edificato poco sotto alla vetta a 2012 metri di quota, è un rifugio storico del trentino: nel 2006 festeggerà il centenario della fondazione. Dedicato a Prospero Marchetti, co-fondatore e primo presidente della S.A.T., fu inaugurato nell’ottobre del 1906. La S.A.T. affrettò i tempi della sua realizzazione dopo che era giunta voce che la Sezione di Arco del D.u.Oe.A.V. (società alpinistica tedesca) aveva intenzione di costruire anch’essa un rifugio. La guerra del 1915-’18 non provocò gravi danni e nel 1921 era nuovamente agibile. Nel 1924 la gestione passò nelle mani della Sezione S.A.T. di Rovereto per ritornare alla Sezione S.A.T. di Arco nel 1954 che lo rimise in efficienza riparando i ben più gravi danni subiti nel corso della seconda guerra mondiale. Nel 1988 è stato completamente rinnovato e inaugurato il 25 giugno 1989. Negli ultimi anni è gestito con passione da Roberto Leonardi, che Girovagando ha conosciuto in una puntata dell’estate 2000: purtroppo all’epoca questo sito web non esisteva e perciò non è rimasta documentazione. Contiamo tuttavia di ritornare presto: Roberto discende da una famiglia di rifugisti, è un tipo estroso ed ottimo suonatore di fisarmonica, con la quale rallegra le serate degli ospiti. La cucina è semplicemente ottima, e ci è rimasta nel cuore insieme alla splendida giornata passata sullo Stivo. Il rifugio Marchetti, meta prediletta dei roveretani e non solo, è uno dei pochi, non serviti da strade o impianti di risalita, a rimanere aperto nei week-end anche l’inverno. Un locale invernale-bivacco è sempre agibile con 6 posti letto. Poco distante un impianto eolico sperimentale, grazie alla costante presenza “dell’Ora del Garda” (un vento locale) riesce a garantire circa il 50% del fabbisogno energetico del rifugio dimezzando di conseguenza l’utilizzo del moto-generatore diesel. Sulla vetta dello Stivo, accanto alla croce, c’è un interessante osservatorio panoramico, una specie di bussola gigante in pietra all’interno della quale, grazie a delle mire ottiche, è possibile identificare tutte le cime più importanti a 360 gradi.

MONTE STIVO DA S. BARBARA Itinerario n. 1
quota massima m 2059, Monte Stivo
lunghezza km. 4 circa
dislivello m. 890
partenza e arrivo Località S. Barbara
sentieri 608 bis, 608
mappa Kompass 687 “M. Stivo, M. Bondone, Rovereto, Mori, Arco
difficoltà E – escursionistico
tempo 2-2,5 ore circa

 

Descrizione

E’ la salita classica e più frequentata. Si sale dal versante sud, sud ovest, per mulattiera inizialmente un po’ monotona fino a Malga Stivo, quindi per facile sentiero fino al rifugio e in pochi minuti alla vetta. Spettacolare il panorama sul Lago di Garda man mano che ci si alza di quota.

Percorso

Dal Passo S. Barbara m. 1175 al pianoro di S. Antonio m. 1220 (dove volendo si può giungere in auto) si prende il sentiero 608 bis che coincide con strada mulattiera che sale a tornanti fino a rimontare lo spallone a quota 1480 (bivio con segnavia 608). Di qui il panorama si apre notevolmente, si prosegue per lunga diagonale fino ad un’ampia conca con Malga Stivo m. 1748. Di qui lo “strappo” finale per ripido costone con facile sentiero a zig zag fino al Rifugio Stivo, quindi in 5 minuti alla vetta con osservatorio panoramico e grande croce in ferro. Sterminata la vista a 360 gradi nelle giornate limpide. Discesa per lo stesso itinerario di salita.

MONTE STIVO

DA PASSO BORDALA

Itinerario n. 2
quota massima m 2059, Monte Stivo
lunghezza km. 14 circa
dislivello m. 806
partenza e arrivo Passo Bordala m 1253
sentieri 623, 617, 617 bis, 608, 608 bis
mappa Kompass 687 “M. Stivo, M. Bondone, Rovereto, Mori, Arco
difficoltà EE – escursionistico
tempo 1 giornata il giro completo

 

Descrizione

La salita da Passo Bordala è l’alternativa classica a quella da S. Barbara, invero un po’ monotona almeno nella parte iniziale. Qui proponiamo un giro ad anello, un po’ lungo (circa 14 km) ma molto remunerativo. Il paesaggio è piuttosto vario e diventa decisamente spettacolare risalendo il filo di cresta fino alla cima, a picco sull’altopiano di Bordala e la Vallagarina. Quindi la lunga discesa sul versante opposto a sud ovest, con rientro al passo per strada forestale quasi pianeggiante.

Percorso

Il percorso è un po’ articolato, ma con l’indispensabile cartina in scala 1:25.000 non ci dovrebbero essere problemi, neppure sulla via del ritorno dove sarà necessario districarsi nel dedalo dei numerosi bivi e stradine con scarse o inesistenti indicazioni. Dal Passo Bordala, a 100 metri dall’alberghetto verso nord est, inizia la mulattiera con segnavia 623, che procede pianeggiante per circa 2 km fino al bivio con il sentiero vero, che si stacca sulla sinistra segnato da un cartello. Ci si inerpica sul costone con ampi zig zag fino alla grande insellatura detta La Bassa m 1684, con recinto sul crinale e porta “girevole” in legno per impedire il passaggio del bestiame della sottostante Malga Campo. La vista sulla Vallagarina è maestosa. Si svolta a sinistra per segnavia 617 tra splendidi panorami, seguendo lo spettacolare crinale nord est per circa 2 km, quindi la facile erta finale per boscaglia e mughi fino alla vetta. Si scende al rifugio in 5 minuti per l’eventuale ristoro, quindi per segnavia 608 si cala lungamente fino a S. Barbara 1175 m. Di qui inizia il rientro al passo Bordala piegando decisamente verso est per circa 5 km di strada forestale (la carta non riporta numeri di sentiero) in buona parte quasi pianeggiante, in direzione Baita degli Alpini, aggirando a nord Dos del Longo fino a congiungersi con il segnavia 623 dell’andata, e quindi svoltando a sinistra in breve fino a Passo Bordala.

MONTE STIVO

DA MALGA CAMPO

Itinerario n. 3
quota massima m 2059, Monte Stivo
lunghezza km. 10 circa
dislivello m. 680
partenza e arrivo Malga Campo di Drena m 1379
sentieri 623, 617, 617 bis, 608, 666 bis, 666
mappa Kompass 687 “M. Stivo, M. Bondone, Rovereto, Mori, Arco
difficoltà EE – escursionistico
tempo 1 giornata

 

Descrizione

Giro ad anello molto bello, vario e panoramico: comprende la vetta dello Stivo e si sviluppa principalmente sul versante nord. Nessuna difficoltà, a parte l’itinerario un po’ articolato che impone di sapere usare bene l’immancabile cartina.

Percorso

Due km ad est dell’abitato di Drena, lungo la strada provinciale, presso Casa del Luch una strada stretta ma asfaltata di circa 5 km sale verso nord per Malga Campo di Drena m 1379, dove si lascia l’auto. Si raggiunge brevemente, 300 metri verso nord, la soprastante Malga Campo di Arco, quindi per segnavia 623 si sale per bel bosco rado. Dopo qualche zig zag il sentiero punta verso nord-est quindi gira decisamente verso sud in un lungo diagonale nel bosco che sbuca nella grande insellatura La Bassa m 1684. Qui il sentiero diventa 617 fin sotto il costone finale che porta alla vetta: qui si biforca con il 617 bis che sale ripido lungo il crinale, mentre il 617 procede in costa verso nord ovest aggirando la vetta e, raggiunta la spalla nord, arriva al Rifugio Prospero Marchetti m 2012. Noi di solito preferiamo salire per il 617 bis perché più breve e panoramico. Inizia il ritorno: dalla cima si scende al rifugio e quindi per segnavia 608 in direzione di Malga Stivo. Qui bisogna fare un po’ di attenzione perché la segnaletica è un po’ vaga. Si deve prendere come riferimento visivo la teleferica del rifugio: nei pressi della partenza in basso, poco distante dalla malga a circa 1700 metri di quota, parte infatti il panoramico sentiero 666 bis che procede in costa, quasi pianeggiante, verso nord, attraversando l’ampio vallone di Val Mola. Dopo 2 km scarsi si raggiunge lo spallone con una radura detta Mandrie Alte, con spettacolosa vista sulla Valle dei Laghi e sul Gruppo di Brenta. Qui il sentiero si biforca con il 666 che gira verso nord-est e ritorna sul versante nord dello Stivo. Noi invece scendiamo decisi per il 666 bis, in direzione della visibile Malga Vallestré a nord. Il sentiero cala gradualmente per bel bosco di larici fino ad incrociare la strada che scende ripidamente a Malga Campo, nei pressi di un cancello in legno e di un grande crocifisso in loc. Scaletta. Si scende lungo un tratto di strada cementato, prestare attenzione al bivio successivo al primo tornante: bisogna scendere a sinistra! (la strada di destra si inoltra lungamente in costa e poi termina). Dopo un altro tornante in poco meno di 2 km si raggiunge Malga Campo di Drena, dove abbiamo lasciato l’auto.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Dello staff escursioni fanno parte Francesca Tomaselli, maestra di sci, maestra di telemark, già campionessa Italiana di telemark e corsa d'orientamento; Giuliano Pederiva maestro di sci, istruttore nazionale di telemark, accompagnatore di territorio, soccorritore alpino e fondatore di telemark Snow Events. Coordina lo staff Alessio Migazzi, imprenditore nei settori marketing e comunicazione e soccorritore alpino.