MONTE ZELEDRIA m 2426

MONTE ZELEDRIA m 2426

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Lago Scuro (foto Agh)

Laghi e fantastici paesaggi nel Gruppo della Presanella orientale – 10/11/ /2007

Continuiamo la nostra “esplorazione”, dopo il Giro dei 5 laghi e ascesa a Cima Seròdoli, del fantastico settore orientale del Gruppo della Presanella, nella zona poco a monte di Madonna di Campiglio (visibile qui con foto satellitari di Livemaps). La nostra meta è il Monte Zeledria, con giro ad anello che tocca ben 6 splendidi laghetti alpini.

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Monte Zeledria m 2426

Da Passo Campo Carlo Magno, sopra Campiglio, si piglia una stradella che con qualche tornate porta a Cascina Zeledria m 1767, dove si parcheggia l’auto. Si prende la strada forestale fino a incontrare il bivio col sentiero 264 per Pradalago (attualmente vietato per lavori sulle piste) fino all’arrivo degli impianti di Pradalago, dove c’è il primo dei 6 laghetti. Il contesto “ferroso” degli impianti non è il massimo, per fortuna ci rifaremo poi. Subito a monte della stazione di arrivo spicca la dorsale del Zeledria, percorsa dal sentiero attrezzato n 267 intitolato a “Umberto Bozzetto”. Si tratta di una via ferrata facile, breve, che richiede tuttavia pié fermo e assenza di vertigini. I passaggi più delicati sono facilitati da scalette, staffe e ovviamente cordino. Il sentiero attrezzato percorre tutta la cresta fino alla cima per poi scendere sul versante opposto. L’inizio è facile, un po’ ripido ma senza problemi: a un certo punto appare la tabella “Sentiero impegnativo” col simbolo di corda e moschettoni. Si sale tuttavia ancora per un bel po’ lungo la cresta senza incontrare difficoltà, né corde né scalette. Solo poco a ridosso della cima c’è qualche breve tratto di cordino e qualche staffa: di sotto, ai piedi del ripidissimo costone, si vede la splendida conca col Lago Nambino. Dopo alcuni strappi, una scaletta e passaggi facili su rocce si arriva in vetta al Zeledria a metri 2426. Il panorama è strepitoso: si dominano i dolci declivi di Pradalago e, sullo sfondo, la catena delle Dolomiti di Brenta. A nord est in lontananza spicca nel bosco lo stupendo Lago delle Malghette mentre sotto la cima Zeledria si scorge il Lago Scuro, e poco più a monte verso nord ovest i Tre Laghi.

Rientro dai Tre Laghi

Dalla vetta del Monte Zeledria si scende per alcuni passaggi brevi un po’ esposti, attrezzati con cordino e scalette, che comunque si superano facilmente. Si raggiunge quindi una specie di anticima fino ad incontrare il bivio col sentiero 267 che scende in una conca in direzione dei Tre Laghi. Si Torna quindi a salire leggermente proseguendo in costa fino al più grande dei tre laghi a m 2257 che si spalanca di colpo in prossimità di una specie di piccolo passo: l’acqua ha un color blu cobalto fantastico. Verso ovest il Brenta offre scoci mangifici. Gli altri due laghi stanno pochi metri più in alto, bello quello più un quota verso nord ovest, l’altro è invece poco più che una pozza. Il sentiero prosegue ora in direzione del Lago Alto, ma noi decidiamo di tornare verso il Lago Scuro che si vedeva nella conca sotto cima Zeledria. Dal maggiore dei tre laghi quindi si cala di quota e si traversa, con percorso libero, verso sud tornando indietro fino a intercettare la traccia che scende al Lago Scuro m 2160, che si raggiunge per un sentierino che traversa delle belle torbiere (zona acquitrinose). Oltrepassato il Lago Scuro si cala fino al Baito Serodol (“Scrodol” sull’ineffabile carta Kompass!), un ricovero di fortuna molto spartano: dentro delle panche, una cucina economica, tavolacci in alto per dormire (ci sono anche dei bei buchi nel muro sud). Il sentiero perde ancora quota traversando belle radure e fantastici boschi radi di larici “incendiati” dal sole. Si arriva quindi in vista del magnifico Lago delle Malghette, un colpo d’occhio fantastico! Le malghe della Viga però sono purtroppo ridotte in rovina. Il paesaggio è grandioso, sembra uno scorcio di Canada. Raggiunto il Rifugio Malghette si scende nel vallone con segnavia 273 fino alla conca sottostante, dove si devia verso sud per una lunga stradella che traversa in costa quasi pianeggiante. Attenzione a non mancare il bivio, poco visibile ma segnato da una cartello, che permette di arrivare direttamente fino a Cascina Zeledria senza perdere quota.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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