MORI: UN VINO D’ANFORA PER BRINDARE AL FUTURO

MORI: UN VINO D’ANFORA PER BRINDARE AL FUTURO

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Gli esperti li chiamo “orange wine”. Sono i vini bianchi che assumono la caratteristica coloritura arancione quale risultato visivo di una lunga macerazione delle uve.

Nulla di nuovo, anzi, tanto di antico.

La vinificazione primitiva, quella che avveniva un tempo prima dell’utilizzo delle tecnologie che assicurassero il caldo o il freddo in cantina, i vini venivano prodotti dopo un lungo periodo di macerazione sulle uve. Le vinacce, in questo modo, cedevano di cosiddetti tannini, particolari sostanze che aiutano il vino a conservarsi.

L’enologia moderna, tanto rispettosa del passato da farne un vero e proprio oggetto di culto (e di studio) ha recuperato queste antiche tecniche anche al fine di eliminare i solfiti, responsabili, tanto per intenderci, di tanti mal di testa per coloro che amano i vini bianchi.

La nostra puntata si apre alla cantina di Mori
Da 4 vendemmie la cantina di Mori vinifica un vino bianco in anfora
Il progetto è partito in collaborazione con Francesco Tava, azienda artigiana che lavora la terracotta
Paolo Saiani e Enrico Malfatti, presidente ed enologo della cantina di Mori
Il Victoria (cosi si chiamo il vino in anfora, è un vino che appartiene ai cosidetti Orange Wine
L'enoteca della cantina propone una selezione di prodotti locali molto interessante

L’eliminazione dei conservanti artificiali in favore di quelli naturali consente di recuperare le fragranze, i profumi e gli aromi primitivi del vino e questo è reso possibile tanto più se si utilizzano tecniche altrettanto naturali nell’affinamento e conservazione del vino.

Una di queste è ad esempio il recupero delle anfore come grandi botti per i vini moderni.

E’ quanto è avvenuto presso la Cantina di Mori Colli Zugna dove il direttore Luciano Tranquillini e l’enologo Enrico Malfatti hanno messo a punto un processo produttivo che ha fatto tesoro della conoscenza e dei materiali utilizzati dai nostri avi fin dagli albori delle tecniche vinicole.

Il risultato è un felice connubio fra vitigni bianchi resistenti, come nel caso del Bronner, e lo Chardonnay coltivato nel pieno rispetto di disciplinari che intendono ridurre drasticamente gli interventi del viticoltore.

Questa particolare attenzione nei confronti dell’ambiente e delle tecniche naturali di vinificazione la ritroviamo nell’architettura stessa di una cantina che è stata concepita nel segno del rispetto assoluto del paesaggio e dei consumi energetici.

La Cantina di Mori, come ci spiega il presidente Paolo Saiani, è infatti una struttura ipogea, vale a dire costruita interamente sotto terra, con un notevole risparmio dal punto di vista dell’impatto visivo e delle stesse fonte energetiche. Grazie ad un particolare sistema di pompe di calore la cantina sfrutta l’energia geotermica del terreno provvedendo, grazie anche al supporto di pannelli solari e fotovoltaici, a garantire una parte considerevole dell’energia necessaria al raffrescamento e riscaldamento della struttura.

La puntata si completa presso il Lido Palace di Riva del Garda. Un cinque stelle attento non solo all’alta qualità dell’ospitalità, ma anche alla cucina.

Ci trasferiamo poi all'Hotel Lido Palace a Riva del Garda
La splendida struttura è inserita in un grande parco
Visitiamo la completa area benessere con piscina, idromassaggi, trattamenti e tanti altri servizi
La Spa Manager Stefania Grisenti ci presenta gli spazi della CXI Centoundici Spa, aperta anche a clienti esterni all'albergo
Gli spazi del "Re della Busa", il ristorante del Lido Palace
Il direttore Gabriele Galieni ci presenta la struttura
Andiamo poi in cucina per assaggiare due prelibatezze preparate dagli chef
Flan al Trentingrana con uovo Bio di montagna in camicia, guanciale e tartufo nero. Abbinato ad un Trento Doc Ferrari Perlè
Agnello nostrano:il carrè arrosto alle erbe e la coscetta con susine di Drò, animelle e carciofi
L'esterno del Lido Palace, con vista sul Lago

Qui, come ci spiega il direttore Gabriele Galieni, è possibile trovare un’interessantissima rassegna di piatti della cucina locale, delle cucine regionali italiane, nonché di quelle internazionali. Il tutto accompagnato da vini “glocal” altrettanto interessanti.

Per completare una vacanza all’insegna della qualità e della simpatia non poteva mancare infine un’interessante filiera del benessere con un centro interamente dedicato alla cura e alla bellezza del corpo.