MORI, VIAGGIO TRA I VITIGNI ED IL LORO TERROIR

MORI, VIAGGIO TRA I VITIGNI ED IL LORO TERROIR

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Dall’Adige alle colline della Vallagarina per scoprire la vera identità del vino

Mori, viaggio tra i vitigni ed il loro terroir

Quando l’Adige scorreva in alveo naturale, formando ristagni e paludi ovunque nella Vallagarina, era facile immaginare un’agricoltura abbarbicata sulle colline e sulle montagne circostanti il basso Trentino.

Del resto abbiamo anche notizia che le antiche vie di comunicazione, lungi dal collocarsi nel fondovalle, passassero, appunto a “mezza costa”, ed in ogni caso non è mistero che i viandanti preferissero salire e scendere per le alture della valle anziché avventurarsi accanto al corso troppo capriccioso del fiume.

La nuova struttura della cantina sociale di Mori Colli Zugna: è una struttura ipogea, ovvero interamente ricavata sottosuolo. Questo permette anche un considerevole risparmio energetico, poiché tutta l’uva viene conferita dalla zona più alta, e scende poi “a caduta” nelle zone di lavorazione.
Una vista dall’alto della nuova cantina di Mori (foto Cristian Bertolini)
Dopo essersi registrati tramite chip elettronico, dalle uve di ogni socio vengono prelevati alcuni campioni per stabilire il grado zuccherino.
La zona del conferimento delle uve, è efficacemente meccanizzata. Tramite un chip, i soci si accreditano in cantina, viene riconosciuta tipologia e qualità d’uva che possono conferire, dopodiché passano al conferimento
I trattori attendo di poter conferire l’uva
Walter con Enrico, qui controllano le prima fasi di maturazione delle uve. Quest’uva ha riposato per alcuni giorni, è praticamente succo d’uva, senza alcool.
Walter con Enrico Malfatti, enologo della cantina Mori Colli Zugna
Nei pressi della cantina sono anche coltivate alcune specie di vigne dette “resistenti”. Si tratta di incroci ottenuti naturalmente e che sono immuni dai parassiti più comuni della vigna. Questo fa si che queste uve non debbano subire alcun trattamento di tipo chimico in campagna.
Filari di vigne Muller Thurgau a Corniano, a 1000 mt di quota. Un eccellente esempio di viticoltura di montagna
La pittoresca chiesa romanica di s.Agata, a Corniano.
. Corniano è un piccolissimo paesello a 1.000 mt, sotto Passo Bordala. E’ molto pittoresco, ed una volta era anche abitato. Ora si trovano principalmente alcune case di villeggiatura.
Rino Bertolini, viticoltore di montagna a Corniano
Manfredo Manfredi, enologo della cantina Mori Colli Zugna
Il punto vendita ed enoteca “Le more del gelso”, presso la cantina di Mori. A settembre 2013, l’enoteca ha inaugurato un nuovo punto vendita a Riva del Garda.
I Lagrein Terre di S.Mauro, che abbiamo abbinato ad uno Spezzatino di cervo
Walter con Luciano Tranquillini, direttore della cantina sociale di Mori
Luca Bini, patron de La casa del vino
Alla Casa del Vino degustiamo anche una pasta fresca con cavolo nero e patate, il tutto abbinato con un Pinot Nero
il Pinot Nero della linea “Pendici del Baldo”, anch’esso esempio di vitigno collinare, trova habitat naturale a circa 500 mt di quota
Il moscato giallo della cantina di Mori, è ottenuto con l’appassimento di uve moscato giallo per circa tre mesi.

 

Oggi questi territori di montagna e di collina tornano di grande attualità per via dell’impegno di cantine e viticoltori rivolto alla riscoperta di vitigni che prediligono terreni esposti e soggetti a forti escursioni termiche oltre che alle brezze salubri quanto rigeneratrici del Garda.

È anche sulla base di questi presupposti che la Cantina di Mori Colli Zugna ha avviato da tempo un progetto di riscoperta e rilancio di vitigni particolarmente adatti alla collina come nel caso dello Chardonnay base spumante, Müller Thurgau e Traminer aromatico per le uve bianche o come nel caso del Pinot nero, del Lagrein e del Teroldego per le uve rosse.

I territori di pianura rimangono i luoghi incontrastati dove si è radicato il Pinot grigio e dove resiste il Marzemino, il vitigno identitario più celebre della Vallagarina.

La cantina, ci spiega il direttore Luciano Tranquillini, ha sviluppato in questi ultimi tempi anche uno spiccato interesse per varietà resistenti alle più temibili malattie della vite come nel caso dell’Oidio e della Peronospora sperimentando, attraverso una convenzione con la Fondazione Mach, la coltivazione di particolari incroci fra Lagrein e Teroldego.

Accanto all’esperienza locale nell’ambito della ricerca, la cantina di Mori ha quindi sviluppato anche altre sperimentazioni rivolte a vitigni “intraspecifici” di derivazione europea quali il Bronner che si pongono l’obiettivo di ampliare l’offerta varietale all’insegna della progressiva riduzione dei prodotti provenienti dalla chimica di sintesi.

Questa particolare sensibilità ambientale si è del resto confermata nella scelta architettonica ed energetica che contraddistingue la nuova cantina “ipogea” che si avvale di moderni sistemi di risparmio idrico ed energetico nonché dell’utilizzo di fonti alternative.

Ricerca sul piano ambientale e miglioramento progressivo della qualità a tutti i livelli hanno spinto la Cantina di Mori Colli Zugna verso un rinnovato rapporto con il pubblico che si è risolto nell’apertura dell’enoteca “Le more del gelso” attigua alla cantina di vinificazione. In questo caso siamo di fronte ad una vera e propria vetrina del territorio che presenta non solo i vini aziendali, ma le prelibatezze dell’intero territorio Trentino.

L’ultima novità da segnalare riguarda infine il nuovo punto vendita aperto recentemente in viale Trento a Riva del Garda che sottolinea una sorta di riscatto sul versante turistico e “rivierasco” dell’agricoltura lagarina.

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