NEL CUORE SELVAGGIO DEL LAGORAI

NEL CUORE SELVAGGIO DEL LAGORAI

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Andiamo in Valsugana ed in Val dei Mocheni, alla scoperta di nuovi spazi di natura e di storia 

La Valsugana ha saputo ripensarsi in questi anni riscoprendo innanzitutto la forza ed il fascino del Lagorai. Lungo la catena montuosa più lunga del Trentino troviamo notevoli spazi per il trekking e le attraversate a cavallo, così come vette per un vero e proprio alpinismo da vivere in un ambiente selvaggio e molto originale come nel caso di Cima d’Asta.

All’interno di queste vallate, circondate da foreste che ricordano gli ambienti del nord America e da corsi d’acqua generosi quanto incontaminati si sviluppano esperienze interessantissime dal punto di vista della cultura materiale.

Il nostro percorso verso l’oasi del WWF inizia in Val Calamento, la valle che dalla Valsugana sale verso passo Manghen, all’altezza di Malga Valtrighetta
Il sentiero nel bosco. Si tratta del segnavia SAT 374
Il sole del mattino con la foschia formano spettacolari giochi di colore
Il sole del mattino con la foschia formano spettacolari giochi di colore
Il Logo del WWF ci segnala l’inizio dell’area protetta
Arriviamo a Malga Valtrigona, dove troviamo il centro visitatori, con un’area attrezzata anche per dormire
Il prato sotto la malga, è anche utilizzato per il processo di fitodepurazione delle acque
Sergio Boschele, del WWF

 

Le malghe fanno del Lagorai un territorio ricercato per coloro che amano l’alpicoltura tradizionale. In questo gruppo montuoso, fra la Valsugana ed il Vanoi e fra le valli di Fiemme e di Fassa, si sviluppano una serie di Presidi di Slow Food di tutto rispetto come nel caso del Butiro del Primiero, del Puzzone e dello stesso Lagorai, tutti prodotti necessariamente in alpeggio.

L’escursione di questa settimana tocca malga Valtrigona, un’oasi non solo dal punto di vista naturalistico in quanto il manufatto che visitiamo lungo una laterale del Val Calamento rappresenta una testimonianza della vera cultura alpina.

Sergio Boschele e Walter Tomio, esponenti del WWF, sono gli infaticabili animatori di un luogo che è diventato una scuola a cielo aperto e che merita il sostegno di tutti coloro che amano la montagna e la sua agricoltura.

All’ora di pranzo di spostiamo a Canezza sede un tempo di un vero e proprio emporio di vallata attrezzato per la vendita di prodotti agricoli, attrezzi e soprattutto generi alimentari. L’anima di questo luogo è rappresentata dall’Osteria storica Morelli, oggi gestita da Fiorenzo Varesco, impegnato in una cucina di ispirazione campagnola e “primitiva”. Una cucina molto legata all’orto di casa e a preparati artigianali quali sottoli e sottaceti, puree e mostarde, oltre a succhi di frutta e salse.

Qui siamo con Omar Ropelato, dell’apt Valsugana Lagorai
Dopo la Val Calamento, ci siamo spostati all’inizio della Val dei Mocheni. Qui siamo con Fiorenzo Varesco, dell’antica Osteria Morelli di Canezza (vicino Pergine), che ci racconta la sua cucina “primitiva” che parte dell’orto e dai fiori
Questo è una dei piatti proposti, si tratta di lumache cotte in piccole patate, guarnite con alcuni fiori da mangiare anch’essi!
Questi invece sono i primi porcini di stagione!
Ci spostiamo lungo il Fersina,risalendolo, dove troviamo l’interessante esperienza del BeB La Marianna. Da qui partono alcune escursioni con gli asini, una delle quali porta al Museo Pietraviva di Sant’Orsola
La Marianna produce anche creme e prodotti di benessere e bellezza a base di erbe officinali
L’arrivo al Museo, con gli asini
Qui i bambini possono fare molte attività, tra cui imparare a cercare le pietruzze d’oro con il setaccio
Ecco trovato l’oro!
Altra interessante proposta, è il magio Sentieri nella Valle Incantata, un sentiero dove gnomi e folletti ci accompagnano in cammino
Questo è l’inizio del sentiero, sotto Sant’Orsola
Alcune sculture lungo il percorso
Qui siamo con Walter Moser, del Consorzio Pro Loco Val dei Mocheni
Vicino a Fierozzo, troviamo Maso Filzerhof, un antico Maso visitabile conservato cosi com’era una volta
L’interno di Maso Filzerhof
In Val dei Mocheni, una delle valli più pittoresche del Trentino, capita di vedere anche questo…le vacche che vanno verso i pascoli alti per la stagione estiva, accompagnate dalla loro pastora
Sulla strada devono convivere per alcuni tratti macchine e vacche
Qui, infine, siamo con Elio Moltrer comandante degli Alpini di Fierozzo
Questa è un’antica stampa sulla quale emerge il confine tra Italia ed Impero Austroungarico all’inizio della Grande Guerra, 100 anni fa. Oggi, sul quel tracciato corre il sentiero della Pace E5

 

Terminata queste esperienza sensoriale e culturale ci addentriamo verso la Val dei Mocheni, la valle incantata, incontrando una strana comitiva di asinelli. Si tratta di una delle escursioni proposte da Giulio Prati che da Maso la Marianna ci conduce verso il Museo della Pietra Viva di Sant’Orsola dove Mario Pallaoro farà rivivere a questi ragazzi l’emozione della ricerca dell’oro.

Questo particolare museo rappresenta la storia della valle del Fersina sia dal punto di vista economico che sociale e l’atmosfera ricorda l’epopea dei minatori mocheni provenienti della Germania che nel corso del medioevo avevano colonizzato questa vallata per garantire alle economia dell’Europa centrale adeguate ricchezze in oro, argento ed altri minerali.

Dopo una tappa al Filzerhof, considerato uno dei manufatti originali più interessanti delle Alpi, ci fermiamo a Fierozzo, dove Walter Moser del Consorzio delle Pro Loco e il Capogruppo degli Alpini Elio Moltrer ci parlano degli importanti eventi legati al centenario della Grande guerra.

 

La Opel Mokka ci accompagna nelle nostre riprese
La Opel Mokka ci accompagna nelle nostre riprese