PIZ GALIN m 2442

PIZ GALIN m 2442

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Dalla cima del Piz Galin verso il Lago di Molveno (foto Agh)

Entusiasmante escursione nelle Dolomiti di Brenta – 8 settembre ’06

Le Dolomiti di Brenta si trovano nel Trentino occidentale e sono montagne davvero spettacolari con la loro infinita serie di guglie, cenge e pareti verticali. “Il Brenta” era il regno di Cesare Maestri, il “Ragno delle Dolomiti”, che qui ha scritto pagine di storia dell’alpinismo. L’unica pecca delle Dolomiti di Brenta, se così si può dire, è che sono un po’ troppo frequentate per i nostri gusti, perlomeno nei mesi canonici di luglio e agosto e sulle vie più battute, come la celeberrima Via delle Bocchette, una delle vie ferrate più belle dell’arco alpino. Ma basta uscire dagli itinerari più conosciuti per incontrare una natura assolutamente selvaggia. In questa puntata vi proponiamo dunque il Piz Galin m 2442, la montagna che domina Andalo e che, grazie alla sua posizione isolata, offre un panorama straordinario sulle Dolomiti di Brenta orientali.

Descrizione

Il “Piz Galìn”, e non “Piz Gallino” o peggio ancora “Pizzo Gallino” come si legge purtroppo da varie parti (un po’ di rispetto per la toponomastica!), sovrasta la piana di Andalo con la sua piramide isolata e inconfondibile. E’ una meta poco conosciuta e poco frequentata, che viene a torto snobbata in favore delle cime più famose. Il panorama dalla cima a 360° è a dir poco grandioso ed offre una visuale assai interessante e a distanza della lunga serie di cime del Brenta orientale. La salita alla cima dalla Bocchetta del Piz Galin non è difficile ma è piuttosto ripida e con passaggi di 1° grado in cui si deve arrampicare un po’. Si può eventualmente fare un giro ad anello scendendo per tracce dal più facile versante ovest e, attraversando con percorso libero le distese dei Lasteri, andare ad intercettare il sentiero 344b che ritorna verso il Rif. La Montanara.

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PIZ GALIN m 2442   Dolomiti di Brenta
quota massima   m 2442
lunghezza   km. 8 circa
dislivello   m 917
partenza e arrivo   Rifugio La Montanara m 1525
sentieri   352b, 352
difficoltà   EE – escursionisti esperti
tempo   1 giornata
mappa   Kompass 073 – 1:30.000 o kompass 688 –
1.25.000

Percorso

Da Molveno nord parte l’impianto di risalita (bidonvia) al Pradel quindi, con un secondo nuovo tronco, si raggiunge in seggiovia il Rifugio La Montanara m 1525, posto su uno spettacoloso balcone naturale a picco sulla Val delle Seghe dal quale si osserva una lunga schiera di ardite guglie. La salita con questi due impianti (10 euro andata e ritorno) permette di “risparmiare” circa 500 metri di dislivello partendo da Molveno. Dal rifugio La Montanara si prende la stradella a nord ovest per il “Sentiero delle Grotte” ma dopo circa 1/2 km prestare attenzione al bivio (vedi cartelli) dove si svolta a destra in direzione nord est per il sentiero 352 bis, che si impenna rapidamente risalendo a zig zag un erto costone boscoso. Bellissimi nel sottobosco centinaia di fiori blu: la Genziana di Esculapio. A 1812 metri, dopo aver oltrepassato un singolare “portale” tra due grossi alberi morti, si raggiunge la spalla della dorsale e un altro bivio: un sentiero (traccia nera sulla carta) sale in direzione del Palon di Torre e il Croz dell’Altissimo, l’altro, il 352, piega a destra affacciandosi sul vasto vallone che scende da Cima dei Lasteri. Ci si inoltra, in costa, nell’ampio anfiteatro sotto Cima dei Lasteri e il Piz Galin, fino a incontrare un crocevia di sentieri: il 352 che sale da Gardeccia, il 344b per il Croz dell’Altissimo e il Passo dei Lasteri, il 352 b che prosegue in costa verso est con un largo giro che costeggia l’anfiteatro fino alla dorsale sud del Piz Galin, dove il sentiero diventa 352 (senza b), piegando verso nord in direzione della Bocchetta del Piz Galin m 2130 che si raggiunge facilmente. Dalla forcella si erge il ripido e dirupato costone est del Piz Galin, con un dislivello di 311 metri, che si risale con tortuoso e ripido sentiero (non segnato sulla nostra carta), con diversi passaggi di 1° grado che richiedono un po’ di attenzione. Ma la fatica è compensata dalla vista “mostruosa” appena si sbuca in vetta: a est e sud l’altopiano della Paganella e il Lago di Molveno, a nord il Monte Fibbion che separa la Val dei Cavai e il Passo della Gaiarda; verso ovest le guglie spettacolose del Brenta che lasciano letteralmente senza fiato.

Il ritorno

Per il ritorno, in alternativa dal ripercorrere la via dell’andata, si può scendere dal più facile versante ovest, per iniziale ripido ma breve ghiaione quindi per la dorsale che scende gradualmente alla Busa dei Lasteri: di qui si traversa con percorso libero sotto Cima dei Lasteri andando a intercettare verso ovest il sentiero 344b che scende dal Passo dei Lasteri: nella foto scattata dalla cima di Piz Galin si vede bene il sentiero in questione, che scende a ridosso del Croz dell’Altissimo verso il nostro punto di partenza, il rifugio La Montanara. Un’alternativa più lunga per il ritorno consiste nel giro completo del Piz Galin, ovvero scendere dalla Bocchetta del Piz Galin per segnavia 353 fino a Malga Spora, quindi rientrare dal Passo dei Lasteri con il sentiero 344 e 344b.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Dello staff escursioni fanno parte Francesca Tomaselli, maestra di sci, maestra di telemark, già campionessa Italiana di telemark e corsa d'orientamento; Giuliano Pederiva maestro di sci, istruttore nazionale di telemark, accompagnatore di territorio, soccorritore alpino e fondatore di telemark Snow Events. Coordina lo staff Alessio Migazzi, imprenditore nei settori marketing e comunicazione e soccorritore alpino.