PRESANELLA, QUANDO LA MONTAGNA E’ SCUOLA DI VITA

PRESANELLA, QUANDO LA MONTAGNA E’ SCUOLA DI VITA

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Sarà una puntata d’alta quota quella di Girovagando di questa settimana. La nostra meta è la Presanella che con il suo ghiacciaio e le sue pareti classiche rappresenta un vero e proprio simbolo del Trentino e delle sue montagne.

Il nostro obiettivo è documentare l’uscita di tre giorni in alta montagna degli allievi delle quarte classi dell’Istituto Pavoniano Artigianelli di Trento percorso per Tecnico qualificato multimediale. Strano a dirsi ma l’ambiente alpino fa parte dell’itinerario formativo di questi ragazzi che fin dalla prima superiore sono stati coinvolti nel Progetto montagna promosso da questo istituto.

La nostra escursione parte in Val di Stavel, in località Velon. Da qui, poco sopra Vermiglio, imbocchiamo il sentiero SAT 233 che ci condurrà al rifugio Stavel “Francesco Denza”.
La parete Nord della Presanella cosi come si presenta alla partenza. Siamo a circa 1200 mt di altitudine.
Il primo tratto di sentiero è tutto nel bosco.
Il sentiero interseca più volte la strada militare che da Velon sale fino al Forte Pozzi Alti, a quota 1800.
Il Passo del Tonale con la sponda sinistra dell’alta Val di Sole.
Siamo in pausa pranzo al Forte Pozzi Alti. Abbiamo affrontato questa due giorni assieme ai ragazzi dalla 4a e 4b dell’Istituto Pavoniano Artigianelli per la Arti Grafiche di Trento.
Il forte dei Pozzi Alti era un Forte Austroungarico costruito alla fine dell’800.
Questi cannocchiali riprendono la vista sui 3 punti strategici sull’altro lato della valle. Anche li le fortificazioni erano austroungariche ed erano costruite per essere collegate visivamente.
Vermiglio e l’alta Val di Sole
Alcuni passaggi del sentiero SAT 233.
Alcuni passaggi del sentiero SAT 233.

 

Grazie alla passione per la montagna del direttore Erik Gadotti, esperto del settore nonché membro qualificato del Soccorso alpino, è stato promosso questo progetto che prevede di investire le ore di educazione fisica nell’avvicinamento all’alpinismo. In prima sono previste piccole esperienze su roccia, in seconda in ferrata, in terza l’uscita di due giorni al rifugio Lancia e in quarta questa tre giorni in Presanella.

Alcuni passaggi del sentiero SAT 233.
A quota 2000 il sentiero 233 interseca il sentiero SAT 206 che sale dalla Val di Stavel. Da ora in poi seguiremo il percorso O206.
Con noi c’è Claudio Bassetti, Presidente della Sat
Il rifugio è ormai in vista
Fuori piove, ed allora è una buona occasione per vivere la vita di rifugio
Mirco Dezulian ed Erica Panizza, la coppia che gestisce il rifugio Denza.
Il rifugio è molto accogliente e ci sistemiamo per la notte.
All’alba, le vista sul Parco dello Stelvio. Tra queste cime, il Vioz e Punta Linke.
La Presanella all’alba, cosi come si presenta dal rifugio. Il rifugio è a quota 2300 mt circa. La Presanella è la montagna più alta del Trentino e svetta a 3550 mt di quota.
La zona più impressionante della Presanella è la parete Nord. Si tratta di quella lingua di neve che raggiunge la punta illuminata dal sole (a sx, nella foto). Al centro della foto c’è invece il cosiddetto “seracco pensile”, un blocco di ghiaccio (sembra di forma tonda) agganciato alla parete.
Il secondo giorno iniziamo la risalita verso il ghiacciaio. Il rifugio Denza dall’alto, con a fianco il bivacco invernale e più distante la Chiesetta.

 

Partiamo di buon mattino da Vermiglio e ci inoltriamo in direzione del rifugio Stavel Francesco Denza dove ci accolgono Erika Panizza e Mirco Dezulian. Il rifugio Denza, meta obbligata per tutti coloro che si avvicinino alla Presanella, ci proietta immediatamente nell’atmosfera dell’alta montagna e dei suoi miti. Qui si respira l’aria sottile dell’alta quota, fatta di silenzi e rispetto, quiete e rapporti umani autentici. Erika e Mirco rappresentano la continuità di una tradizione montanara fatta di ospitalità, simpatia e conoscenza di un ambiente che si comunica attraverso buone regole di convivenza, ma anche la pronta battuta ed un innato spirito libertario.

Mirco Dezulian, nota guida alpina solandra, è l’incarnazione dell’antico uomo libero delle Alpi. Descrivendo queste cime e le prime salite di fine Ottocento ci rendiamo conto che ogni montagna nasconde un suo mito, una sua caratteristica che la rende unica ed irripetibile. Concetti che riprendiamo assieme al Presidente della Sat Claudio Bassetti, salito con noi al Denza per un approfondimento sulle tematiche legate all’eduzione alla montagna.

La Presanella si specchia nel lago poco sopra il Rifugio.
Il Laghetto Denza
Il laghetto Denza
Proseguiamo verso la vetta
Arriveremo a quota 2800 circa, ai piedi del ghiacciaio
Una valletta scavata ed erosa dal ghiacciaio
Ed ecco la Presanella dal punto più alta da cui la osserveremo. In primo piano Punta Vermiglio, in secondo piano la vetta della Presanella
La sella innevata sul ghiacciaio di Passo Cercen. Oltre al passo si scende verso la Val Genova
La foto di gruppo di tutti i ragazzi, con insegnati, guide alpine, cameraman

 

Di buon mattino si parte alla volta del ghiacciaio. Ci accompagna la guida alpina Walter Margola, da diversi anni punto di riferimento essenziale di questo progetto scolastico, assieme agli insegnanti Daniele Fortarel, Annalisa Filippi e Laura Urbani. L’uscita prevede anche un approfondimento relativo allo stato di salute dei ghiacciai che affrontiamo con il Vicepresidente della Sat ed esperto glaciologo Stefano Fontana.

La salita è essa stessa parte integrante di un percorso educativo. La fatica, il bisogno di aiutarsi, aspettare l’amico, pensare al giusto equipaggiamento e alle provviste fanno si che la montagna diventi una vera e propria scuola in un mondo dove altrimenti tutto è programmato e fondamentalmente scontato, quindi senza emozioni autentiche.

Stefano Fontana, glaciologo e vice presidente SAT, e Walter Margola, Guida Alpina di Malè, ci hanno accompagnati nel percorso
Gli insegnanti che hanno preso parte alla spedizione
Qui camminiamo sulle prime pendici del ghiacciaio
…con attenzione ai crepacci…
Sulla via del rientro, la Presanella in tutta la sua maestosità.
Rientriamo al rifugio da un altro percorso
Poco sopra il rifugio, i ragazzi provano anche a scalare su alcune Falesie attrezzate
Ovviamente, l’occhio sempre vigile di Walter Margola, attento a trasmettere i giusti consigli
Discesa

 

La nostra lunga escursione attorno al ghiacciaio finisce con un’esperienza su roccia sotto l’occhio attento di Walter Margola, maestro, assieme agli altri insegnanti, di vita, di montagna e di alpinismo.