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Valle di Ledro
7 luglio 2001
 


La ricostruzione della capanna su palafitte al Museo a Molina di Ledro (foto Agh)

Siamo oggi nella Valle di Ledro, divenuta famosa per le tracce del villaggio palafitticolo dell'Età del Bronzo scoperto sulla riva orientale dell'omonimo lago. Quella di Ledro è una valle laterale un po' nascosta, "sospesa" sull'Alto Garda a circa 700 metri di altitudine, un piccolo paradiso di tranquillità e di natura.


il presidente del Consorzio Pro Loco, Mario Penner (foto Agh)
  Luciano con la dott.ssa Scandolari
La conservatrice del Museo dott.ssa Romana Scandolari
(foto Agh)
 

Il Museo
Con il presidente del Consorzio Pro Loco, Mario Penner, facciamo una visita al Museo delle Palafitte (Molina di Ledro tel. 0464-508182), distaccamento del Museo Tridentino di Scienze Naturali, dove incontriamo la dott.ssa Romana Scandolari, conservatrice del museo, che ci illustra le interessanti attività didattiche e ludiche rivolte ai ragazzi. Tra le altre: "la merenda preistorica", "Suoni della natura", "a caccia della preistoria". La manifestazione si intitola Palafittando e si svolge dall'8 luglio al 26 agosto. Qui il programma completo. I resti della palafitta di Ledro rividero il sole, dopo migliaia di anni, nell'autunno del 1929, quando il livello del lago fu abbassato per i lavori di presa della centrale idroelettrica in costruzione a Riva del Garda. Sulla sponda meridionale del lago affiorò una distesa di pali (oltre 10.000).

le palafitte scoperte nel 1929
Le palafitte venute alla luce nel 1929 in seguito ad un abbassamento del livello del lago
 
Molti reperti sono boccali, ciotole e piccole tazze, che spesso si rinvengono integre grazie al loro piccolo ingombro. L’impasto grossolano, con vari additivi minerali, si presenta spesso fine, ben levigato e lucido
 
La varietà e la quantità di manufatti ceramici a Ledro è veramente enorme, di tipo forma e dimensioni svariatissime. Il colore è monotonamente nero o scuro, brunastro o rossiccio
 

La palafitta
L'esistenza dei pali, che era attribuita ad un'antica diga costruita per controllare il livello del lago, invece si dimostrò essere i resti di una delle più grandi stazioni preistoriche scoperta fino ad allora in Italia ed una delle testimonianze più importanti in Europa. La palafitta fu catalogata fra le stazioni del tardo neolitico in quanto parte dei reperti appartengono all 'età del bronzo. La notizia mise in rumore il mondo degli archeologi. Furono effettuati scavi e raccolti numerosi oggetti, fra i quali un tavolato che sembrò essere un pavimento di una capanna. Poi il livello del lago s'innalzò e l'acqua riprese il tutto. Solo nel 1936-37, in seguito ad una siccità, le acque subirono un notevole abbassamento e permisero la ripresa dei lavori che interessarono un'area di 4500 mq. Dopo queste prime ricerche, riprese anche negli anni '50 e '60, il Museo Tridentino di Scienze Naturali, allo scopo di reperire materiale da esposizione per il costruendo Museo delle Palafitte, nel 1967 esplorò un settore del viallaggio a suo tempo franato per l'incoerenza dei sedimenti lacustri.

interno del museo
Un interno del Museo della Palafitta a Molina di Ledro (foto Agh)
 
Dai tarsi e dai cubiti di varie specie animali si ricavavano punteruoli e pugnali, oltre che spatolette, aghi da cucito, cerchietti ornamentali, fibbie, salvapolso per l’uso dell’arco, eccetera

Per la palafitta di Ledro esplorata in passato, rimangono la rilevanza scientifica degli eccezionali ritrovamenti ed i meriti dei pionieri che li hanno messi in luce, con i mezzi ed i sistemi allora disponibili, quando lo scavo stratigrafico e le metodologie naturalistiche non si erano pienamente affermate. L'espediente tecnico della palafitta, che sicuramente nel corso del tempo subì varianti non sostanziali come adattamento ecologico locale, va interpretato alla luce dei vantaggi che essa offre per la vicinanza all'acqua: l'agevolezza per la pesca, la sicurezza contro le aggressioni o molestie degli animali e dell'uomo, ma che, al di là di questi motivi, può essere anche giustificato da sole ragioni di opportunità edilizia, in relazione al resto dell'ambiente, pur dovendo ammettere che l'impalcato sopraelevato comporta maggiori difficoltà tecniche. Altre notizie circa gli ipotetici abitanti delle palafitte e il loro modo di vivere possono essere reperite sul sito della Valle di Ledro.


Il logo del locale tipico
 
L'allegra tavolata alla Baita S. Lucia
(foto Agh)
 

A tavola
Dopo l'interessante visita al Museo è ormai ora di pranzo, uno dei momenti più lieti per noi della troupe. Siamo ospiti della Baita Santa Lucia di Guido Pregl, un locale tipico a Bezzecca, tel. e fax. 0464/591290, e-mail baita@cr-surfing.net. L'atmosfera è famigliare e cordiale, e il gestore ci intrattiene con la storia dei suoi avi venuti dall'Austria. Iniziano le portate, da leccarsi veramente i baffi.


Sontuoso tagliere di affettati misti (foto Agh)
 
Il sublime canederlo al formaggio mezzano e emmenthal, uno dei piatti che più ci hanno deliziato...
(foto Agh)

Eccovelo: affettati misti con, tra l'altro, speck, prosciutto e lardo affumicato, poi canederlo al formaggio mezzano ed emmenthal, gnocchi al sugo di cervo, spezzatino di cervo, salsiccia fresca alla piastra, carrè di maiale affumicato, funghi, polenta e crauti (di cui chiediamo il bis), il tutto innaffiato con ottimi vini scelti regionali come Teroldego, Marzemino, Cabernet, Pinot Nero, Lagrein, Rebo, Merlot della Casa. Chiude il tutto un eccellente gelato coi lamponi caldi. Siamo tutti rimasti colpiti da uno strano ma delizioso "canederlo schiacciato", di cui ci siamo fatti dare subito la ricetta. Altre ricette tipiche della valle le trovate sul sito http://www.vallediledroinfo.com/LEDRO155.htm


Panorami mozzafiato
 
La presidente della sezione Sat
di Ledro Anna Maria Santolini ci parla delle molte possibilità offerte dalla Valle di Ledro per agli appassionati di montagna
(foto Agh)

La montagna in Val di Ledro
Nel pomeriggio incontriamo Anna Maria Santolini, la presidente della locale sezione della SAT Società Alpinisti Tridentini della Valle di Ledro, la storica associazione del CAI fondata nel 1872. I dintorni sono ricchissimi di possibilità anche per chi, oltre al lago e i bagni, ama la montagna. Ci sono molti percorsi di varie lunghezze e difficoltà. Se si è alle prime armi si possono fare uscite in sicurezza con una guida alpina o escursionistica; se sufficientemente esperti ci si può avventurare in bellissimi trekking con viste mozzafiato sul lago di Ledro o quello di Garda. Le escursioni guidate sono valide per i Concorsi Internazionali I.V.V., Nazionali F.I.A.S.P. - PIEDE ALATO e per il riconoscimento QUATTRO PASSI NEL TRENTINO 2001 e sono coperte da assicurazione F.I.A.S.P.


Arrampicata sportiva
 
Roberto Paoli col figlioletto Nil, già un provetto scalatore: si è arrampicato su una parete con l'agilità di un gatto, sotto la guida attenta dell'istruttore che gli faceva sicura..
(foto Agh)

Paradiso dello sport
Per chi ama le attività un po' più avventurose la Multisport di Roberto Paoli è quel che fa per voi: organizza infatti corsi di arrampicata, a tutti i livelli, poi canyoning, trekking e voli col parapendio. L'organizzazione offre tutta l'attezzatura e l'assistenza tecnica. Il canyoning è una esperienza certamente da provare: saltare nelle pozze d'acqua, farsi trasportare da scivoli d'cqua naturali, calarsi lungo le cascate e i torrenti più suggestivi del Trentino. Puro divertimento, non è richiesta alcuna preparazione specifica. Si entra in gole che la natura ha creato in migliaia di anni, luoghi affascinanti e unici nel loro genere che rendono l'esperienza indimenticabile. Paoli ci parla con entusiasmo dei suoi corsi "Si tratta di provare il gesto dell'arrampicata, danzare sul calcare bianco del Garda, nell'Eldorado dell'arrampicata sportiva" ci dice convinto.


Una bella scalatrice ai corsi della Multisport: Sabine di Hannover, "tetesca di Cermania"...
 

"Abbiamo corsi intensivi" spiega Paoli "di due o tre giorni, dove si insegnano le principali manovre di sicurezza e i gesti fondamentali di questa disciplina bellissima che si pone a metà tra sport gioco e avventura. L'assistenza di guide specializzate vi aiuteranno a far rivivere il Tarzan che è in voi. Svolgiamo anche corsi-gioco, arrampicata per bambini dai 6 ai 14 anni. È fornita tutta l'attrezzatura, comprese le scarpe per chi ne fosse sprovvisto, e il trasporto e il rientro avviene con i nostri mezzi. Le lezioni durano in media 5,30 - 6 ore al giorno, possono essere di uno o due o tre giorni, con un numero minimo di almeno 3 partecipanti. È possibile prenotarsi anche per 1/2 giornata".
La Multisport organizza anche trekking extraeuropei in Asia, Africa e America del Sud. Maggiori informazioni sul sito http://www.multisport3.com/
. Paoli ci ha quasi convinto a provare anche noi: noi della troupe cerchiamo di convincere Luciano a tentare la scalata del roccione, ma lui si defila con la scusa che ormai è tardi. Sarà sicuramente per la prossima volta. Noi lo attendiamo al varco.

Alessandro Ghezzer
ghezzer@iquebec.com


Consorzio Pro Loco della Valle di Ledro

P.zza Gribaldi
38060 BEZZECCA
Tel. 0464 591222
Fax. 0464 591577
Internet: www.vallediledroinfo.com
e-mail: home@vallediledroinfo.com


Testi e foto per cortesia della Prov. Aut. di Trento, Uff. Beni Archeologici / Consorzio Pro Loco Ledro


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