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La ricostruzione della capanna su palafitte al
Museo a Molina di Ledro (foto Agh)
Siamo oggi nella Valle di Ledro, divenuta famosa per le
tracce del villaggio palafitticolo dell'Età del Bronzo scoperto sulla
riva orientale dell'omonimo lago. Quella di Ledro è una valle laterale
un po' nascosta, "sospesa" sull'Alto Garda a circa 700 metri
di altitudine, un piccolo paradiso di tranquillità e di natura.

il presidente del Consorzio Pro Loco, Mario
Penner (foto Agh) |
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La conservatrice del Museo dott.ssa Romana
Scandolari
(foto Agh) |
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Il Museo
Con il presidente del Consorzio Pro Loco, Mario Penner, facciamo una visita
al Museo delle Palafitte (Molina di Ledro
tel. 0464-508182), distaccamento del Museo
Tridentino di Scienze Naturali, dove incontriamo la dott.ssa Romana
Scandolari, conservatrice del museo, che ci illustra le interessanti
attività didattiche e ludiche rivolte ai ragazzi. Tra le altre:
"la merenda preistorica", "Suoni della natura", "a
caccia della preistoria". La manifestazione si intitola Palafittando
e si svolge dall'8 luglio al 26 agosto. Qui il programma
completo. I resti della palafitta di Ledro rividero
il sole, dopo migliaia di anni, nell'autunno del 1929, quando il livello
del lago fu abbassato per i lavori di presa della centrale idroelettrica
in costruzione a Riva del Garda. Sulla sponda meridionale del lago affiorò
una distesa di pali (oltre 10.000).

Le palafitte venute alla luce nel 1929 in seguito ad un abbassamento
del livello del lago |
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Molti reperti sono boccali, ciotole e piccole tazze, che spesso si
rinvengono integre grazie al loro piccolo ingombro. Limpasto
grossolano, con vari additivi minerali, si presenta spesso fine, ben
levigato e lucido |
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La varietà e la quantità di
manufatti ceramici a Ledro è veramente enorme, di tipo forma
e dimensioni svariatissime. Il colore è monotonamente nero
o scuro, brunastro o rossiccio |
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La palafitta
L'esistenza dei pali, che era attribuita
ad un'antica diga costruita per controllare il livello del lago, invece
si dimostrò essere i resti di una delle più grandi stazioni
preistoriche scoperta fino ad allora in Italia ed una delle testimonianze
più importanti in Europa. La palafitta fu catalogata fra le stazioni
del tardo neolitico in quanto parte dei reperti appartengono all 'età
del bronzo. La notizia mise in rumore il mondo degli archeologi. Furono
effettuati scavi e raccolti numerosi oggetti, fra i quali un tavolato
che sembrò essere un pavimento di una capanna. Poi il livello del
lago s'innalzò e l'acqua riprese il tutto. Solo nel 1936-37, in
seguito ad una siccità, le acque subirono un notevole abbassamento
e permisero la ripresa dei lavori che interessarono un'area di 4500 mq.
Dopo queste prime ricerche, riprese anche negli anni '50 e '60, il Museo
Tridentino di Scienze Naturali, allo scopo di reperire materiale da esposizione
per il costruendo Museo delle Palafitte, nel 1967 esplorò un settore
del viallaggio a suo tempo franato per l'incoerenza dei sedimenti lacustri.

Un interno del Museo della Palafitta a Molina
di Ledro (foto Agh) |
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Dai tarsi e dai cubiti di varie specie animali
si ricavavano punteruoli e pugnali, oltre che spatolette, aghi da
cucito, cerchietti ornamentali, fibbie, salvapolso per luso
dellarco, eccetera |
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Per la palafitta di Ledro esplorata
in passato, rimangono la rilevanza scientifica degli eccezionali ritrovamenti
ed i meriti dei pionieri che li hanno messi in luce, con i mezzi ed i
sistemi allora disponibili, quando lo scavo stratigrafico e le metodologie
naturalistiche non si erano pienamente affermate. L'espediente
tecnico della palafitta, che sicuramente nel corso del tempo subì
varianti non sostanziali come adattamento ecologico locale, va interpretato
alla luce dei vantaggi che essa offre per la vicinanza all'acqua: l'agevolezza
per la pesca, la sicurezza contro le aggressioni o molestie degli animali
e dell'uomo, ma che, al di là di questi motivi, può essere
anche giustificato da sole ragioni di opportunità edilizia, in
relazione al resto dell'ambiente, pur dovendo ammettere che l'impalcato
sopraelevato comporta maggiori difficoltà tecniche. Altre notizie
circa gli ipotetici abitanti delle palafitte e il loro modo di vivere
possono essere reperite sul
sito della Valle di Ledro.

Il logo del locale tipico
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L'allegra tavolata alla Baita S. Lucia
(foto Agh) |
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A tavola
Dopo l'interessante visita al Museo è ormai ora di pranzo, uno
dei momenti più lieti per noi della troupe. Siamo ospiti della
Baita Santa Lucia
di Guido Pregl, un locale tipico a Bezzecca, tel. e fax. 0464/591290,
e-mail baita@cr-surfing.net.
L'atmosfera è famigliare e cordiale, e il gestore ci intrattiene
con la storia dei suoi avi venuti dall'Austria. Iniziano le portate, da
leccarsi veramente i baffi.

Sontuoso tagliere di affettati misti (foto
Agh) |
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Il sublime canederlo al formaggio mezzano
e emmenthal, uno dei piatti che più ci hanno deliziato...
(foto Agh) |
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Eccovelo: affettati misti con, tra l'altro, speck, prosciutto
e lardo affumicato, poi canederlo al formaggio mezzano ed emmenthal, gnocchi
al sugo di cervo, spezzatino di cervo, salsiccia fresca alla piastra,
carrè di maiale affumicato, funghi, polenta e crauti (di cui chiediamo
il bis), il tutto innaffiato con ottimi vini scelti regionali come Teroldego,
Marzemino, Cabernet, Pinot Nero, Lagrein, Rebo, Merlot della Casa. Chiude
il tutto un eccellente gelato coi lamponi caldi. Siamo tutti rimasti colpiti
da uno strano ma delizioso "canederlo schiacciato", di cui ci
siamo fatti dare subito la ricetta. Altre
ricette tipiche della valle le trovate sul sito http://www.vallediledroinfo.com/LEDRO155.htm

Panorami mozzafiato
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La presidente della sezione Sat
di Ledro Anna Maria Santolini ci parla delle molte possibilità
offerte dalla Valle di Ledro per agli appassionati di montagna
(foto Agh) |
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La montagna in Val di Ledro
Nel pomeriggio incontriamo Anna Maria Santolini, la presidente della locale
sezione della SAT
Società Alpinisti Tridentini della
Valle di Ledro, la storica associazione del CAI
fondata nel 1872. I dintorni sono ricchissimi di possibilità anche
per chi, oltre al lago e i bagni, ama la montagna. Ci sono molti percorsi
di varie lunghezze e difficoltà. Se si è alle prime armi
si possono fare uscite in sicurezza con una guida alpina o escursionistica;
se sufficientemente esperti ci si può avventurare in bellissimi
trekking con viste mozzafiato sul lago di Ledro o quello di Garda. Le
escursioni guidate sono valide per i Concorsi Internazionali I.V.V., Nazionali
F.I.A.S.P. - PIEDE ALATO e per il riconoscimento QUATTRO PASSI NEL TRENTINO
2001 e sono coperte da assicurazione F.I.A.S.P.

Arrampicata sportiva |
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Roberto Paoli col figlioletto Nil, già
un provetto scalatore: si è arrampicato su una parete con l'agilità
di un gatto, sotto la guida attenta dell'istruttore che gli faceva
sicura..
(foto Agh) |
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Paradiso dello sport
Per chi ama le attività un po' più avventurose
la Multisport di Roberto Paoli
è quel che fa per voi: organizza infatti corsi di arrampicata,
a tutti i livelli, poi canyoning, trekking e voli col parapendio. L'organizzazione
offre tutta l'attezzatura e l'assistenza tecnica. Il canyoning è
una esperienza certamente da provare: saltare nelle pozze d'acqua, farsi
trasportare da scivoli d'cqua naturali, calarsi lungo le cascate e i torrenti
più suggestivi del Trentino. Puro divertimento, non è richiesta
alcuna preparazione specifica. Si entra in gole che la natura ha creato
in migliaia di anni, luoghi affascinanti e unici nel loro genere che rendono
l'esperienza indimenticabile. Paoli ci parla con entusiasmo dei suoi corsi
"Si tratta di provare il gesto dell'arrampicata, danzare sul calcare
bianco del Garda, nell'Eldorado dell'arrampicata sportiva" ci dice
convinto.

Una bella scalatrice ai corsi della Multisport:
Sabine di Hannover, "tetesca di Cermania"... |
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"Abbiamo corsi intensivi" spiega Paoli
"di due o tre giorni, dove si insegnano le principali manovre di
sicurezza e i gesti fondamentali di questa disciplina bellissima che si
pone a metà tra sport gioco e avventura. L'assistenza di guide
specializzate vi aiuteranno a far rivivere il Tarzan che è in voi.
Svolgiamo anche corsi-gioco, arrampicata per bambini dai 6 ai 14 anni.
È fornita tutta l'attrezzatura, comprese le scarpe per chi ne fosse
sprovvisto, e il trasporto e il rientro avviene con i nostri mezzi. Le
lezioni durano in media 5,30 - 6 ore al giorno, possono essere di uno
o due o tre giorni, con un numero minimo di almeno 3 partecipanti. È
possibile prenotarsi anche per 1/2 giornata".
La Multisport organizza anche trekking extraeuropei in Asia, Africa e
America del Sud. Maggiori informazioni sul sito http://www.multisport3.com/.
Paoli ci ha quasi convinto a provare anche noi: noi della troupe cerchiamo
di convincere Luciano a tentare la scalata del roccione, ma lui si defila
con la scusa che ormai è tardi. Sarà sicuramente per la
prossima volta. Noi lo attendiamo al varco.
Alessandro Ghezzer
ghezzer@iquebec.com
Consorzio Pro Loco della Valle di Ledro
P.zza Gribaldi
38060 BEZZECCA
Tel. 0464 591222
Fax. 0464 591577
Internet: www.vallediledroinfo.com
e-mail: home@vallediledroinfo.com
Testi e foto per cortesia della Prov. Aut. di Trento, Uff. Beni Archeologici
/ Consorzio Pro Loco Ledro
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